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What they care about

Nel silenzio e con il cuore rivolto a Dio, cammino accanto a chi soffre. Offro la mia mano con umiltà e rispetto, cercando di essere un riflesso di speranza

    Ciao mi chiamo concetta, Tre anni fa sono stata investita. L'impatto mi ha fratturato il collo, a un soffio dal midollo spinale. I medici sono stati chiari: se quella frattura fosse avanzata di un millimetro, sarei rimasta paralizzata. Sono viva per miracolo, ma oggi quel miracolo sta svanendo perché l'osso non si è mai risanato e la mia colonna è instabile. ​IL MIO LAVORO, LA MIA DIGNITÀ Ho sempre fatto un lavoro umile, mi occupo di pulizie. È un lavoro di fatica, fatto di braccia e di schiena, che ho sempre svolto con dignità per mantenermi. Oggi però sono ferma. Il dolore al collo è diventato così lancinante che non riesco più a muovermi, né a sollevare un peso, rendendomi impossibile lavorare. Senza il mio lavoro non ho un’entrata, e senza un’entrata sono prigioniera della mia stessa ferita. ​L’OSTACOLO E IL RISCHIO Ho ricevuto un piccolo indennizzo dall'assicurazione, ma è stato appena sufficiente per le prime spese mediche e legali. Non copre minimamente il costo dell'intervento neurochirurgico di ricostruzione di cui ho disperato bisogno. Vivo con il terrore costante che un movimento brusco possa condannarmi per sempre a una sedia a rotelle. ​PERCHÉ CHIEDO AIUTO Non chiedo la carità, chiedo una possibilità. La raccolta fondi serve a coprire l’intervento chirurgico e la riabilitazione necessari per risanare l’osso del collo. Il mio obiettivo è semplice ma vitale: tornare in salute per poter riprendere la scopa in mano, tornare a lavorare e riprendermi la mia indipendenza. ​IL TUO CONTRIBUTO Qualsiasi cifra, anche la più piccola, per me è un passo verso la guarigione. Se non puoi donare, ti chiedo di condividere la mia storia. Aiutatemi a non restare immobile per sempre. ​Grazie di cuore, Concetta