Unione Sindacale di Base
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Sostieni il CALP e le lotte dei portuali di Genova
25% complete- Il CALP di Genova (Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali) continua a essere una delle poche realtà in Italia che, riprendendo la tradizione dei camalli genovesi, unisce la difesa dei diritti dei lavoratori a un impegno netto contro le guerre. Da oltre 10 anni il CALP pratica attivamente il blocco delle armi dirette in tutti gli scenari di guerra, dallo Yemen alla Libia, dal Kurdistan alla Palestina. Il nostro collettivo è stato una delle organizzazioni che ha organizzato e partecipato alla Global Sumud Flottilla e ha organizzato gli scioperi generali proclamati dall'Unione Sindacale di Base che hanno bloccato l'Italia in questi ultimi mesi. In questi anni abbiamo costruito una rete di attivisti e lavoratori portuali a Livorno, Ancona, Civitavecchia, Salerno, Ravenna e Trieste, creando un coordinamento nazionale contro la militarizzazione dei porti. A gennaio 2026 abbiamo lanciato lo sciopero internazionale dei portuali, una giornata di lotta globale che unirà lavoratrici e lavoratori dei porti del Mediterraneo e di molti altri paesi contro lo sfruttamento, la militarizzazione dei porti e la complicità dei traffici bellici. Sostenere il CALP significa difendere chi mette la propria voce, il proprio lavoro e il proprio tempo al servizio della giustizia sociale. Significa affermare che i porti non devono essere strumenti di guerra, ma luoghi di cooperazione tra i popoli. Ogni contributo, anche piccolo, rende possibile tutto questo. Grazie per essere parte di questa lotta collettiva: insieme possiamo far sentire più forte la nostra voce. ---------------------------------------- English version The CALP of Genoa (Autonomous Collective of Port Workers) continues to be one of the few groups in Italy that, following in the tradition of the Genoese camalli, combines the defense of workers' rights with a clear commitment against wars. For over 10 years, CALP has actively practiced the blockade of arms directed to all war scenarios, from Yemen to Libya, from Kurdistan to Palestine. Our collective was one of the organizations that organized and participated in the Global Sumud Flottilla and organized the general strikes called by the Unione Sindacale di Base (USB) that have blocked Italy in recent months. Over these years we have built a network of activists and port workers in Livorno, Ancona, Civitavecchia, Salerno, Ravenna, and Trieste, creating a national coordination against the militarization of ports. In January 2026 we launched the international dockworkers' strike, a global day of struggle that will unite women and men working in ports across the Mediterranean and many other countries against exploitation, the militarization of ports, and the complicity of war-related trade. Supporting CALP means defending those who put their voice, their labor, and their time at the service of social justice. It means affirming that ports must not be instruments of war but places of cooperation among peoples. Every contribution, even a small one, makes all of this possible. Thank you for being part of this collective struggle: together we can make our voice heard louder.
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Sostieni il CALP e le lotte dei portuali di Genova
25% complete - ✊ Sostieni i 20 operai della CELLI GROUP di Pozzuoli! Alla CELLI GROUP di Pozzuoli (Campania), un fondo multinazionale ha deciso di chiudere lo stabilimento e trasferire la produzione a oltre 700 chilometri di distanza. I 20 lavoratori hanno detto NO: non si possono sradicare famiglie intere con gli stipendi di un operaio, solo per aumentare i profitti di chi è già ricco. Per i manager è una questione contabile, per i lavoratori è la vita stessa. La loro lotta I dipendenti sono stati messi in ferie forzate, ma hanno risposto con uno sciopero ad oltranza e l’occupazione della fabbrica, per impedire che i macchinari venissero portati via. Da oltre un mese sono senza salario, ma non mollano. La fabbrica era in perfetta funzione e produceva in attivo. La chiusura non ha alcuna giustificazione economica — è solo l’ennesimo episodio di delocalizzazione selvaggia, dove le multinazionali si comportano come cavallette, distruggendo posti di lavoro e comunità. ❤️ Perché serve il tuo aiuto Questi 25 operai stanno difendendo non solo il loro lavoro, ma la dignità di tutti i lavoratori. Serve il sostegno di chi crede nella giustizia sociale, nella solidarietà e nel diritto a non essere trattati come numeri. Ogni contributo — piccolo o grande — è un segno concreto di vicinanza. Aiutiamoli a resistere un minuto di più del padrone.
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Occupata la fabbrica Celli a Pozzuoli: sosteniamo gli operai
11% complete - La Cassa di Resistenza e di lotta è l’arma collettiva delle lavoratrici e dei lavoratori che non accettano di essere complici del massacro del popolo palestinese. È il fondo che sostiene chi paga sulla propria pelle la scelta di dire NO al genocidio: i portuali che fermano le navi cariche di armi per Israele; gli operai e i lavoratori che scioperano contro la complicità del governo italiano; chi subisce precettazioni, multe e ritorsioni per aver difeso la giustizia. Ogni euro raccolto serve a supportarli negli scioperi, nei blocchi dei porti, nei boicottaggi delle merci israeliane; per le spese di trasporto in occasione degli scioperi e delle manifestazioni nazionali; per le eventuali sanzioni della "Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali". PERCHE' E' NATA Mentre a Gaza si consuma un genocidio sotto gli occhi del mondo, lo Stato italiano arma la mano degli assassini. Chi carica armi per Israele viene protetto. Chi rifiuta e intralcia il traffico di armi verso Israele, viene multato e licenziato. Chi organizza blocchi e boicottaggi viene perseguito. La repressione è dura, ma la nostra risposta deve esserlo di più. La solidarietà di classe è l’unica forza capace di spezzare l’isolamento e sostenere chi lotta. COME È FINANZIATA La Cassa vive grazie alla forza collettiva: contributi delle lavoratrici e dei lavoratori di tutti i settori, iscritti e non iscritti a USB; donazioni di cittadini, movimenti, associazioni; il contributo di chi non può scioperare — pensionati, lavoratori autonomi, liberi professionisti, disoccupati — che possono aderire agli SCIOPERI versando un importo pari alla retribuzione giornaliera. COME FUNZIONA I fondi raccolti, compresi quelli raccolti manualmente nelle piazze, durante le mobilitazioni e dai delegati sul luogo del lavoro, confluiranno settimanalmente sul conto corrente confederale nazionale ove sarà aperto uno specifico capitolo di spesa gestito autonomamente da un gruppo operativo nazionale, composto da 3 lavoratori del Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali di Genova e dell'Esecutivo nazionale confederale USB . Per ottenere il sostegno: Costituire un Comitato di Resistenza nel luogo di lavoro o territorio. Documentare azioni di lotta (blocchi, scioperi, boicottaggi). Dimostrare le sanzioni economiche subite. Presentare richiesta motivata al gruppo di lavoro nazionale. Le spese sostenute saranno di volta e in volta documentate sul sito del sindacato e sulla pagina del crowdfunding. LA RESISTENZA NON SI REPRIME I soldi raccolti andranno solo a chi subisce ritorsioni per aver scelto di stare dalla parte giusta della storia: contro il genocidio e al fianco del popolo palestinese. La Cassa è trasparente e militante: ogni contributo sarà rendicontato e ogni sostegno comunicato pubblicamente. CASSA DI RESISTENZA – LAVORATORI CONTRO IL GENOCIDIO A GAZA Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali Unione Sindacale di Base (☎️ 06 59 640 004)
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CASSA DI RESISTENZA dei lavoratori contro il massacro a Gaza
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