La storia di Felice – “Il micio che non si è arreso alla crudeltà”
Il 6 gennaio riceviamo una chiamata dal signor Vincenzo Maniscalco: nel suo orto c’è un gatto che si trascina sul posteriore, incapace di camminare.
Quando arriviamo, Felice – perché così lo chiameremo – è nascosto in un ripostiglio, tremante, raggomitolato come un animale che ha smesso di credere nella bontà del mondo.
Ci vogliono più di due ore per prenderlo. Non fugge da noi: fugge dal dolore che qualcuno gli ha inflitto.
Al pronto soccorso veterinario di Milano, le radiografie parlano chiaro:
Felice ha un bossolo di proiettile vicino alla spina dorsale.
Un proiettile che è dentro di lui da tempo, perché le ferite esterne sono ormai cicatrizzate.
Qualcuno gli ha sparato.
Qualcuno ha preso la mira, ha premuto il grilletto e poi lo ha lasciato lì, a soffrire in silenzio.
Una crudeltà che non ha scuse.
Ed è una vergogna assoluta che a Novate si arrivi a sparare ai gatti, come se fossero oggetti e non esseri viventi.
Lo trasferiamo in un’altra clinica per una Risonanza Magnetica e ulteriori indagini.
Ed è lì che arriva un’altra verità durissima:
Felice è affetto da FIP secca neurologica.
Da quel momento è seguito dal reparto di Neurologia, con cure continue e delicate.
E lui… lui reagisce.
Reagisce ai farmaci, reagisce alle terapie, reagisce alla vita.
E oggi, con nostra enorme emozione, Felice ha iniziato a mostrare reazioni agli arti inferiori.
Piccoli movimenti, piccoli segnali… ma per ora ci sono.
E per un gatto che non sentiva più nulla, è un miracolo.
Purtroppo, l’intervento per rimuovere il proiettile non può ancora essere eseguito:
la FIP deve prima essere stabilizzata, perché un’operazione in queste condizioni sarebbe troppo rischiosa.
Il proiettile resta lì, vicino alla spina dorsale, come un ricordo crudele di ciò che ha subito… in attesa del momento in cui potremo finalmente toglierglielo.
E questo significa che ci saranno ulteriori spese importanti nei prossimi mesi:
le fiale per la cura della FIP, che non sono incluse nel preventivo iniziale,
e l’intervento chirurgico per rimuovere il proiettile, che potrà essere programmato solo quando Felice sarà abbastanza forte.
Per sostenerlo abbiamo aperto una raccolta fondi su GoFundMe, perché le cure sono tante e Felice ha bisogno dell’aiuto di tutti.
Speriamo nel buon cuore di chi crede che ogni vita abbia valore, anche quella di un gatto che ha conosciuto solo dolore.
Speriamo di ridargli una vita migliore.
Speriamo di trovargli una buona adozione, una casa vera, un futuro che cancelli l’ombra di quel colpo di pistola.
Oggi Felice sta un po’ meglio.
Oggi nei suoi occhi c’è una luce che non c’era più.
Oggi siamo positivi, perché lui sta lottando con tutte le sue forze.
Felice vuole vivere.
E noi faremo tutto ciò che è possibile – e anche ciò che sembra impossibile – per regalargli quella vita che gli è stata negata.