Anna ha 7 anni e il suo percorso con noi è iniziato con un problema urgente: una zampa che non riusciva più a usare a causa di un legamento crociato completamente rotto. Non immaginavamo che sarebbe diventato l’inizio di un calvario chirurgico che, in pochi mesi, l’ha portata a tre operazioni consecutive.
Dalle prime visite era emerso il legamento crociato rotto, e Anna è stata operata una prima volta: una placca con più viti per stabilizzare l’arto. Sembrava il primo passo verso la guarigione. Ma poco tempo dopo è emerso un ulteriore problema: Anna presentava già un’angolazione anomala tra tibia e femore.
È stato quindi necessario un secondo intervento per correggere l’anomalia. Durante la procedura hanno dovuto tagliare tibia e perone, inserire nuove viti e tentare di riallineare l’osso. Ma anche questa volta qualcosa non è andato come previsto. Nel giro di poco tempo il ginocchio di Anna si è gonfiato a dismisura.
Le radiografie hanno mostrato:
– due viti spezzate dentro l’osso
– altre quattro viti “allentate”, che si muovono costantemente
– l’impianto diventato doloroso
– impossibilità, per Anna, di poggiare la zampa
La sua gamba era diventata una fonte continua di dolore.
Giovedì 13 novembre Anna è stata operata per la terza volta. Un intervento lungo e complesso, in cui l’impianto precedente è stato completamente rimosso e sostituito con due nuovi impianti progettati per stabilizzare finalmente l’osso. Era l’unica strada possibile: senza questo intervento la situazione sarebbe peggiorata rapidamente, fino a rischiare un danno irreversibile.
L’operazione è andata, ma il post-operatorio è delicato:
– antidolorifici
– antinfiammatori
– terapie ossee
– controlli frequenti
Noi siamo un’associazione di volontarə autofinanziatə. Non riceviamo aiuti pubblici né convenzioni. Ora ci troviamo davanti a una fattura di 2.580,99€, già emessa, che dobbiamo saldare. E alle spese future per la riabilitazione, che saranno inevitabili. Per noi è una cifra enorme, impossibile da affrontare da soli.
Non potevamo voltare le spalle alla sofferenza di Anna: abbiamo scelto di operarla, pur sapendo che sarebbe stata una spesa enorme. Era l’unica scelta giusta. Ora abbiamo bisogno di voi per garantirle le cure, saldare la clinica e permetterle finalmente una vita senza dolore.
Anche il contributo più piccolo ci avvicina al totale necessario.
Anna dipende da noi. E noi, adesso, dipendiamo da chi sceglierà di aiutarla.
Grazie a chi sosterrà questa raccolta fondi.
Anna aspetta solo il momento in cui potrà tornare a correre senza soffrire.
I/Le volontari/e de La Strada Verso Casa.