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Sanificazione della Sede Emeis
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€1,545 raised of
31 donations
Parto da queste foto scattate 7 anni fa per parlare di un posto... Di quello che era un bellissimo posto, testimone di prove infinite, di feste per bambini, di canti, di balli, di poesia e, perché no?, di pigiama party con i bimbi: la storica sede dell'Associazione Emeis in Via Galvani, ex caserma dei Vigili del Fuoco. Proprio quel posto. Il posto in cui è deceduto Luciano Mihai, Luciano il senzatetto, Luciano l'ubriacone, ma anche Luciano gentile, seduto sempre sotto i Portici Comunali, che regalava caffè e fiori alle signore e che non faceva mai mancare un grazie e un sorriso a chi gli donava qualcosa.
Faccio un passo indietro nel tempo sulla sede Emeis. Lo stabile appartiene alla Provincia di Chieti e noi siamo in affitto in un appartamento al primo piano della ex caserma dal mese di ottobre 2004, quasi 22 anni. Il resto dello stabile è sempre stato vuoto, eccetto in alcuni periodi il piano terra che di tanto in tanto è stato occupato. Quando siamo entrati, l’appartamento è stato ristrutturato a nostre spese per renderlo fruibile ai bambini; ne abbiamo curato il giardino e, oltre a fare le prove settimanalmente di danza, canto e recitazione, vi abbiamo organizzato anche tante feste, non solo per gli associati, ma anche per i bimbi che avevano voglia di conoscere il nostro mondo. Dopo tante attività purtroppo, negli ultimi due anni la Sede (come la chiamiamo) è stata poco frequentata da tutti noi Emeis. Molti si sono sposati e hanno avuto bimbi, alcuni si sono trasferiti in altra città per l'università o per lavoro e tanto altro. Io sapevo che tutto ciò sarebbe stato inevitabile, che le cose prima o dopo sarebbero cambiate. Da Presidente/Chioccia/Mamma avrei voluto sempre tutti con me, ma dopo il COVID le cose sono notevolmente e quasi improvvisamente cambiate. I bimbi non erano più interessati, i grandi erano andati via e io, ormai 60enne, non ho avuto la forza di tirare avanti la baracca. Mi sono accontentata di piccole animazioni nei paesini, di qualche festa di compleanno e non ho svolto più le lezioni settimanali per bambini nella sede. Poi c’è stata la malattia di mio marito Mario, che tutti ricorderanno alla consolle con Enrico, e questo ha dato un po’ il “colpo di grazia” anche a me personalmente.
Così l’appartamento per due anni ha ospitato un nuovo gruppo teatrale con Paola come insegnante di recitazione, ex componente dell'associazione, con lezioni regolari tutti i martedì da settembre a giugno.
Venendo a Luciano e a come si è trovato lì dentro, devo arrivare al mese di agosto 2025.
Io sono un'impiegata della TUA SpA, ex Sangritana. Durante l'estate scorsa, con i colleghi, abbiamo notato un signore malandato, con le stampelle, un senzatetto in pratica, che dormiva sempre sulla panchina sotto la tettoia della biglietteria della Stazione Storica della nostra città. In estate non ci siamo preoccupati più di tanto, un saluto tutte le mattine, un soldino e niente di più. Con l'arrivo dell'inverno e del freddo, però, notavamo che la vita si faceva sempre più difficile per il signore sulla panchina; perciò abbiamo iniziato ad aiutarlo un po' più concretamente, portando delle coperte, la colazione, un pranzo, fino ad arrivare al Natale in cui abbiamo fatto -tra gli impiegati di Lanciano di Tua e Sangritana SpA- una raccolta fondi per fargli trascorrere un lieto Natale. Avevamo pensato ad un nuovo sacco a pelo e poi fargli trascorrere le feste al caldo in hotel, regalandogli un momento di tregua dal freddo. Così, il 23 dicembre, Luciano viene lavato da un OSS e, vestito di abiti nuovi, viene accompagnato all'albergo Roma, con il patto di rimanere per 3 giorni. Durante le feste gli sono stati portati i pasti natalizi da me e dai colleghi e alcuni piatti acquistati al reparto gastronomia della Conad, che ascoltata l'iniziativa, ha spesso contribuito non facendoci pagare. Non è mia intenzione pubblicizzare alcuna attività, ma quando qualcuno fa del bene, a parer mio, va sempre ringraziato! Sempre!
Dopo il Natale, il Signor Aldo dell'albergo Roma (Signore con la lettera maiuscola) sentendosi coinvolto nell'iniziativa, decide autonomamente di ospitare Luciano GRATUITAMENTE presso il suo albergo per altri giorni ancora e Luciano rimane nella sua cameretta al caldo, servito e riverito fino quasi alla fine di gennaio. Difatti il 20 gennaio, Aldo ha delle prenotazioni per cui ovviamente, ha necessità di tutte le camere disponibili e quindi ci chiede gentilmente di portare via Luciano. Ci dà tre giorni di tempo e, non riuscendo a trovare altra sistemazione, dopo 1000 ripensamenti e osservando le temperature esterne andare in discesa, vicine allo 0°, decido, in qualità di Presidente pro tempore dell’Associazione, di portare Luciano alla sede Emeis. Il 23 gennaio 2026 viene sistemato nell'ultima camera dell’appartamento, dove prima c'era un ufficio, che io, mio marito e Walter, altro signore di buona volontà, abbiamo arredado con un letto singolo, sedie, tavolino, asciugamani e suppellettili vari in attesa di altra e definitiva sistemazione. Di tanto in tanto inoltre la signora Rita, amica di sempre, va a pulire la sede, per garantire un minimo di igiene. Nel frattempo, è stata fatta al Comune di Lanciano la richiesta la residenza (negata per motivi burocratici), Luciano è stato visitato dal dottore e ha fatto le analisi che, tutto sommato, a parte qualche valore di poco conto, stanno bene. Io, mio marito e Walter ci mettiamo subito alla ricerca (anche in alcune parrocchie) di una sistemazione definitiva ma senza nessun riscontro anzi, in realtà, abbiamo avuto tutti contro perché "LUCIANO BEVE". A onore del vero in 6 mesi né io e Mario, né Walter, né altre persone l'abbiamo mai visto ubriaco. Luciano dal mese di gennaio al mese di giugno inizia una vita autonoma, felice di avere una stanza tutta sua, fa dei lavoretti da dare in chiesa per raccogliere offerte. Festeggia il suo 67esimo compleanno a casa mia dove gli preparo il pranzo e una torta di mele. Tra marzo e maggio Luciano ci crea purtroppo qualche problema con la sede che non sto qui a raccontare e tra un rimprovero e l'altro arriviamo al mese di giugno. Paola il 14 giugno termina le sue lezioni di recitazione, noi andiamo al mare e Luciano continua a stare per il corso al solito posto a chiedere l'elemosina. Passano un po’ di giorni, Mario lo chiama sul cellulare, ma senza esito. Dato che spesso Luciano non portava il telefonino con sé, Mario va a cercarlo per il corso, vicino al bar dove, solitamente, prendevano insieme il caffè; non trovandolo si reca alla sede e lì il tragico ritrovamento.
Questo è il sunto semplice e senza misteri di come si sono svolte le cose. Ovviamente la Polizia Scientifica ha dovuto ottemperare agli obblighi di legge e tutti i rilievi del caso. Il funerale sarà pagato dal Comune di Lanciano. Mentre a noi è rimasto l'onere di pulire la sede che è tutt'oggi sotto sequestro e non verrà dissequestrata se non ottemperiamo alla sanificazione degli ambienti tramite ditta specializzata, secondo il protocollo della ASL. Il preventivo della pulizia è di euro 2.800,00. Leggete bene DUEMILAOTTOCENTO EURO. Oltre al dispiacere, oltre alle preoccupazioni, oltre ai soldi già spesi, oltre all’angoscia anche la beffa! La sede Emeis, da luogo di gioia, di urla di bimbi felici, di musica e canti, ora è il luogo della tristezza. La favola del barbone accolto e accudito non ha avuto il suo lieto fine soprattutto per noi disillusi da tanti brutti commenti sui social, dal comportamento indifferente di tante persone, dai tanti “MA CHI VE LO FA FARE??” Come se il Papa attuale non avesse parlato dei poveri proprio il giorno di Natale, come se avessimo dimenticato cosa significa essere UMANI. Io, Mario, i colleghi della TUA di Lanciano, il signor Walter, Rita, Paola, tutti coloro che hanno donato qualcosa a LUCIANO abbiamo messo la nostra "goccia nell'oceano", come diceva Madre Teresa di Calcutta. Se volete donare anche voi, in memoria di Luciano, siete sempre in tempo aiutando noi a pagare il debito e far tornare la sede Emeis un luogo abitabile. Ringrazio anticipatamente coloro che avranno voglia di seguire il nostro esempio non oggi, non domani... SEMPRE!
