In memoria di Eric

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In memoria di Eric

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In memoria di Eric

Avevamo preparato questa raccolta quando ancora c’era una piccola speranza di accedere a una cura sperimentale all’estero.
Ma il tumore non ci ha lasciato nemmeno il tempo di aprirla ufficialmente: è stato veloce, spietato, senza tregua.

Eric non ha mai potuto trascorrere più di qualche giorno a casa — ricoveri continui, infezioni, complicanze, effetti collaterali.
Eppure, tutto questo logorava il suo corpo ma non ha mai scalfito la sua mente né il suo spirito.

Ha affrontato ogni esame e ogni terapia senza mai un lamento.
Ha sopportato settimane interminabili in ospedale, dove è rimasto quasi ininterrottamente dalla diagnosi fino all’ultimo giorno.
Dopo appena una settimana dal primo ricovero era già costretto sulla sedia a rotelle e, col tempo, ha perso l’uso di tutta la parte destra del corpo.
Nelle ultime settimane non riusciva più a parlare né a mangiare, e doveva essere costantemente aspirato perché non era più in grado di deglutire.
Eppure, anche la sera prima di lasciarci, con l’unica mano rimasta un po’ funzionante, ha voluto giocare a UNO.

Eric aveva 8 anni.
Un sorriso che spaccava il cuore e una forza che ha commosso tutti quelli che lo hanno conosciuto.
Nell’aprile 2025 gli era stato diagnosticato un tumore cerebrale rarissimo e devastante: DIPG – Glioma Pontino Intrinseco Diffuso, un male che, in Italia e nel mondo, quasi mai lascia scampo.

Abbiamo lottato con ogni mezzo: la radioterapia, la chemioterapia, la speranza nelle terapie sperimentali all’estero e, infine, l’illusione che potesse esserci un miracolo.
Ma sabato 11 ottobre 2025, in un tempo brevissimo e crudele, Eric se n’è andato, lasciando dietro di sé da una parte un vuoto immenso — e dall’altra l’esempio luminoso del suo coraggio.

Quando abbiamo ringraziato gli infermieri e i medici che, tra Milano e Bergamo, si sono presi cura di lui con un’attenzione e una dedizione che vanno ben oltre il “ruolo”, loro hanno ringraziato noi.
Per la calma e la lucidità con cui abbiamo affrontato momenti impossibili, per la normalità e la tranquillità che siamo riusciti a creare intorno a Eric, anche quando il suo corpo lo abbandonava.

E tu, genitore, non capisci.
Perché ti rendi conto di non aver fatto nulla di speciale: semplicemente, l’ospedale era diventato la nostra nuova vita.
E ti tornano in mente le storie che avevi letto, a volte anche più drammatiche, e ti eri chiesto:
“Ma come hanno fatto quei genitori a resistere? Come hanno fatto a non crollare?”

Poi la vita va avanti, com’è giusto che sia.
Sono cose che succedono, sono sempre successe e continueranno a succedere…
E pensi che le probabilità siano così basse — pochi bambini ogni milione — che non potrà mai toccare a te.
Finché un giorno, all’improvviso, quegli “altri” sei tu.
Quel bambino sconosciuto è tuo figlio.

E scopri che l’impossibile diventa possibile, che l’inimmaginabile diventa reale, che la tua vita sarà per sempre divisa in due: il prima e il dopo il giorno della diagnosi.
Il tuo mondo crolla, e tu con lui.
Pensi che un dolore così forte ti ucciderà — e, in un certo senso, ti scopri quasi sollevato da questa idea, perché così non dovrai sopravvivere a tuo figlio.

E poi… invece… arriva il vero miracolo.
Che non sempre è la guarigione, ma è — sempre — la capacità di continuare a rendere la vita di tuo figlio il più normale e serena possibile, per tutto il tempo che ti sarà concesso di averlo ancora con te.

Ecco chi sono, per noi, i veri supereroi:
i bambini, con una forza inimmaginabile, capaci di sopportare l’insopportabile — e, accanto a loro, i genitori, che trovano poteri che non sapevano di avere.
Supereroi silenziosi, ma reali.

Oggi quella speranza non serve più a Eric.
Il nostro lavoro di “supereroi a tempo pieno” è finito.
Ma può servire ad altri bambini come lui, ad altri genitori che, leggendo queste righe, si chiederanno: “Ma come hanno fatto?”

Noi ci saremo, sempre — non per dare consigli, ma per ascoltare il dolore di chi vorrà parlare.
Per questo abbiamo deciso di far partire questa raccolta fondi postuma, destinando quanto raccoglieremo a sostegno di chi ogni giorno combatte queste battaglie silenziose:
i medici, gli infermieri, i ricercatori e tutto il personale dell’IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e della Pediatria Oncologica di Bergamo, che con dedizione e umanità hanno accompagnato Eric e la nostra famiglia in questo cammino difficile.

E anche gli stupendi volontari, che sette giorni su sette bussano discretamente alla porta della stanza e ti dicono:
“Restiamo noi con Eric, lei vada a bere un caffè, stacchi un pochino…”

Vogliamo che il nome di Eric continui a vivere nel bene che potrà fare, nel sostegno a chi lavora per dare un futuro e una speranza ai bambini che oggi stanno lottando.

Con amore e gratitudine,
Marco e Laura – genitori di Eric
️ Eric Paladini – 13 aprile 2017 · 11 ottobre 2025
“Il tuo sorriso resta la nostra luce.”

Organizer

Marco Paladini
Organizer
Bergamo, LM

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