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Ciao, sono Alice e vivo a Venezia. Il 19 gennaio 2026, il giorno del mio compleanno, abbiamo ricevuto una multa di €350 per disturbo della quiete pubblica alle 23:02. Il reato: aver organizzato una festa nel nostro salotto.
Il problema non è la multa. È il modello di città.
A Venezia e Mestre, la notte è diventata un problema da reprimere. I numeri (2023):
1.093 sanzioni anti-movida per quasi mezzo milione di euro
284 esercizi puniti, 100 chiusure imposte
Il "Comitato Danni da Movida" raggiunge 500 membri organizzati per segnalare ogni decibel oltre le 23:00
Il paradosso che nessuno vuole vedere:
Ordinanze severe → giovani scappano → città si svuota → mancano lavoratori e servizi → residenti si lamentano della mancanza di servizi → ma continuano a multare chi fa rumore dopo le 23:00.
Il ciclo si autoalimenta. Criminalizzare la socialità = espellere i giovani = morte urbana.
A cosa servono i fondi
- Pagare la sanzione (€350 - pubblicherò ricevuta)
- Istituzione di un Fondo Difesa Movida per sostenere chi subisce sanzioni analoghe
- Costituire il "Collettivo Pro-Socialità Urbana" per contro-segnalazioni e dialogo istituzionale
Un dato finale
La Cassazione stessa (2019) dice che non esiste un limite universale di "normale tollerabilità" per il rumore urbano.
Eppure Venezia si svuota (-50% residenti in 50 anni) e nessuno collega i puntini: se cacci i giovani perché "fanno rumore", poi non puoi lamentarti che la città invecchia e muore.
Come scrive il Corriere del Veneto: "Le città assomigliano sempre più a mortifere case di riposo a cielo aperto."
Non è inevitabile. È una scelta.
Sostenere questo fondo significa affermare una cosa semplice:
Vivere insieme non è un'infrazione.
Alice
Collettivo Pro-Socialità Urbana
Venezia, gennaio 2026
(Documentazione completa della multa sarà pubblicata. Totale trasparenza su ogni euro raccolto.)

