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Tra una settimana correrò la Maratona di New York — la mia prima volta.
Durante la preparazione ho capito che il vero traguardo non è solo arrivare al traguardo di Central Park, ma imparare a gestire la testa, quella voce che a volte ti spinge avanti e altre volte ti blocca.
Correre una maratona è “tutta testa”.
E proprio pensando a questo, ho deciso di dedicare questa corsa a chi ogni giorno combatte una maratona invisibile: quella per ritrovare la propria stabilità mentale ed emotiva.
Troppe volte diamo per scontato l’equilibrio mentale, ma non lo è affatto.
Ci sono persone che stanno attraversando momenti difficili, in silenzio, e hanno bisogno di sentirsi sostenute, comprese, accompagnate verso un aiuto concreto.
Per questo ho aperto questa raccolta fondi:
per supportare chi sta cercando di ritrovare se stesso, di rialzarsi, di non farsi vincere dalla propria mente.
Ogni contributo, piccolo o grande, è un passo verso quella linea d’arrivo che non si vede, ma che cambia tutto. 42,165 - come i metri che dovrò correre- è l’obiettivo che mi sono posta per dare un significativo contribuito a Fondazione Progetto Itaca.
Perché la maratona più importante è quella che corri dentro di te.



