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Continua la "caccia alle streghe" assurda in Calabria.
Dopo Giandomenico, una volontaria con cui collaboro da diverso tempo, dopo aver denunciato alle istituzioni, il fatto che erano stati letteralmente "buttati" dei cuccioli nel suo giardino ed essendo a conoscenza di chi avesse compiuto questo gesto, si è ritrovata un controllo dell' ASP, che oltre a lasciarle in carico i cuccioli, l'ha pesantemente multata per i recinti che aveva nella sua proprietà e ha inoltre multato tutti gli intestatari (amici e parenti) dei cani che hanno trovato.
Ora in Calabria è chiaro a tutti che per gli organi competenti addetti alla tutela degli animali, i suddetti dovrebbero o rimanere in strada facendo una fine indegna (eh già perché in strada i randagi per levarli di mezzo la cittadinanza pensa bene di avvelenarli per proprio conto oppure muoiono investiti, o di stenti) oppure essere ingressati in canili mal gestiti e sovraffollati da cui non usciranno piu'.
E quindi continua questa assurda guerra delle istituzioni alle volontarie e ai volontari che a loro spese raccolgono queste infelici anime, il cui numero sulle strada non accenna a diminuire a causa della dilagante ignoranza su sterilizzazione e su cosa significa possedere un cane che vige sul territorio calabrese, solo per donare loro una vita diversa.
La mia volontaria, una vita dedicata a queste anime innocenti, invece di avere il plauso delle istituzioni perché svolge quello che loro evidentemente non sono in grado di fare regalando un po' di amore a questi esseri speciali, ora deve pagare una cifra che non ha.
Per favore dateci una mano


