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DOPO IL GRIGIO: 5.000€ di spese legali per la street-art
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Era il 2016 quando Blu, sostenuto da collettivi e centri sociali, rimuoveva le sue opere da Bologna con uno strato di vernice grigia, accendendo il dibattito sull’arte urbana.
Era il 2016 quando venivano esposti gli “strappi” a Palazzo Pepoli, opere sottratte ai muri della città e destinate a gonfiare le tasche delle fondazioni bancarie e museali.
Era il 2016 quando io e un manipolo di giovani artistɜ dipingevamo le colonne di via Zamboni, sostenendo che l’arte urbana doveva essere libera, non confinata nelle stanze di un museo o nelle periferie, prima abbandonate poi addobbate per ripulirsi le mani dalla speculazione.
Volevamo dire che l’arte urbana appartiene a tuttɜ e rivendicavamo il nostro diritto di rendere belli e colorati gli spazi che attraversavamo ogni giorno.
Lo abbiamo fatto in tante e tanti, insieme, alla luce del giorno e col sorriso sulle labbra.
Un gesto che per moltɜ studentɜ, cittadinɜ e persino turistɜ (fonte Dire) aveva ridato colore al centro storico. Ma per qualche benpensante, forse ancora indispettito dal “grigio dipinto di Blu”, si trattava di un terribile vilipendio dei beni culturali cittadini, protetti dall’Unesco.
E il murales di Luis Gutierrez conservato solo pochi metri più avanti?
Beh quello evidentemente fa eccezione: è storicizzato, istituzionalizzato, innocuo.
Oggi, 10 anni dopo, quelle colonne sono ancora terreno di scontro tra chi le fa parlare con colori e manifesti e chi le zittisce con una mano di intonaco, è dagli anni ‘60 che va avanti così.
Oggi, 10 anni dopo, mi trovo a pagare questo gesto con 4 mesi di condanna, 1.100€ di multa, 3.000€ di penale in cassazione e oltre 2.000€ tra costi processuali e spese legali.
Ci sono tanti temi dietro questa storia: l’arte pubblica, il diritto alla difesa legale, la repressione del dissenso. Parleremo approfonditamente di tutte queste cose sulla pagina della Rete Solidale Impliquées, ma ce n’è una che è più impellente e inesorabile di tutte, ovvero il vile danaro.
Con questa campagna chiedo un supporto economico per affrontare queste ingenti spese legali, con un piccolo contributo collettivo potete aiutarmi a superare questo momento difficile che sta mettendo a dura prova la mia stabilità (o meglio dire, precarietà) economica.
Vi ringrazio di cuore, ricordiamoci sempre che uniti si vince.
G.







