Ciao a tutti, sono una figlia che chiede aiuto per il proprio papà. Negli ultimi anni ho visto tanti piccoli commercianti, come lui, crollare sotto il peso delle difficoltà. Alcuni hanno smesso. Altri, purtroppo, hanno perso molto di più. Io non voglio perdere mio padre.
Papà ha 62 anni, una vita passata a lavorare nei mercati, sotto il sole, la pioggia, il vento. Ha fatto tanti sacrifici per permettere a noi figli di studiare, di costruirci un futuro. Ha sempre messo i nostri bisogni prima dei suoi, rinunciando a tutto, anche a un semplice regalo per sé.
Poi è arrivato il Covid. Il lavoro si è fermato, ma le spese no. Papà ha scelto di far mangiare noi, di tenerci a galla, trascurando contributi e tasse. Una scelta difficile, ma umana. Ora, però, quel peso è diventato insostenibile. I mercati non sono più quelli di una volta: le spese per partire, il diesel, i costi fissi… e pochissime vendite. Ha accumulato debiti, e con loro anche tanta amarezza.
Ha perso i suoi genitori, a cui era legatissimo. E con loro, ha perso anche parte della sua forza. È stanco. Svuotato. E noi figli, pur aiutandolo come possiamo, oggi abbiamo paura per lui.
Il nostro sogno? Dirgli: "Papà, basta. Resta a casa. Goditi un po’ di pace." Ma senza un aiuto, non possiamo farlo.
Per questo vi chiediamo un piccolo gesto. Anche solo l’equivalente di un caffè o di una caramella può fare la differenza. Non chiediamo grandi cifre, solo un po’ di ascolto, un po’ di cuore.
Grazie, di cuore, a chi deciderà di darci una mano. Anche solo condividendo questa storia.


