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Ciao, sono Fabiola, ho 27 anni e sono di Torino.
Dal 2019 lavoro nel sociale, soprattutto nel settore immigrazione. In questi anni ho collaborato con associazioni e cooperative nell’ambito dell’accoglienza e, parallelamente, porto avanti attività di volontariato allo sportello dell’Associazione API, insieme ad avvocati, assistenti sociali e operatori, offrendo supporto legale e sociale gratuito alle persone migranti.
Vivo e faccio attivismo a Torino da sempre, ma a un certo punto ho sentito che questa dimensione non mi bastava più. Ho vissuto in prima persona le condizioni lavorative degli operatori sociali all’interno delle grandi cooperative e ho visto da vicino le contraddizioni e le ingiustizie che questo sistema, insieme alle politiche che si sono susseguite negli anni, continua a generare.
Ho lavorato nei quartieri nord della città, dove tutto questo si percepisce ancora più chiaramente: lo stato di abbandono, la carenza di spazi, le opportunità limitate per chi vive nelle periferie.
Da qui è nata una domanda semplice, ma per me inevitabile: cosa possiamo fare davvero, nel concreto?
Insieme ad alcune colleghe del settore e ai miei colleghi dell’Associazione API abbiamo deciso di provare a costruire una risposta. Così è nata l’idea di aprire uno spazio sociale nel quartiere, che abbiamo deciso di chiamare Al Mafraq, una parola araba che significa “incrocio”. Per noi è l’incrocio di persone, culture e idee: esattamente quello che vorremmo costruire.
Oggi il progetto è pronto: abbiamo già concluso la fase di progettazione e di formazione. Quello che manca è solo lo spazio fisico in cui farlo vivere.
Vogliamo creare un bar sociale con uno spazio di coworking, un luogo capace di autosostenersi ma anche di finanziare, nel tempo, i progetti sociali che prenderanno vita al suo interno.
I primi passi saranno il bar e lo sportello sociale dell’associazione, ma la visione è più ampia: vogliamo far crescere questo spazio, ampliando i servizi anche nell’ambito del lavoro e della casa.
Soprattutto, vogliamo restituire qualcosa al quartiere. Creare un luogo di socialità autentica, aperto, accessibile, in cui le persone possano sentirsi accolte. Uno spazio costruito da giovani per i giovani, ma pensato per tutti: un posto in cui chiunque possa partecipare, proporre idee, sentirsi parte di qualcosa.
Vogliamo che sia anche un luogo vivo, attraversato dal territorio: uno spazio in cui organizzare eventi, iniziative e momenti di incontro con il quartiere, dando voce e visibilità anche ad artisti emergenti, soprattutto a quelli che arrivano dalle periferie e che spesso non trovano spazi in cui esprimersi.
Un presidio vivo, che scelga di rispondere alla vulnerabilità e alla crisi sociale non con la chiusura o la militarizzazione, ma con relazioni, presenza e porte aperte.
Per trasformare tutto questo in realtà, però, abbiamo bisogno anche di un sostegno concreto.
Per questo ho deciso di lanciare questa campagna di crowdfunding proprio in questi giorni, a ridosso del mio compleanno: un modo semplice per permettere a chi lo desidera di contribuire, secondo le proprie possibilità.
So di essere circondata da una comunità forte, fatta di persone che credono in quello che fanno e che non si tirano indietro quando c’è da esserci. Il capitale umano c’è, ed è prezioso.
Adesso, per iniziare davvero, abbiamo bisogno anche di quello economico.
Grazie di cuore a chi deciderà di donare, o anche solo di condividere questa raccolta.



