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Ciao, mi chiamo Nerina e vi racconto la storia del mio sogno, anzi, del nostro sogno...
Giugno 2024...mi viene diagnosticato un tumore all'utero. Sgomento, paura, incredulità, la chemioterapia, la radioterapia e, a fine percorso di cura, 4 sedute di brachiterapia. Che cos'è? Conosciuta anche come radioterapia interna o curieterapia, è una forma di radioterapia in cui una sorgente di radiazioni è collocata all'interno o vicino alla zona da trattare., perciò molto invasiva, per una donna, svilente ed invalidante.
4 ore, ferma su un lettino, con una sorgente di radiazioni piantata dentro il ventre...dentro una stanza decorosa, si, ma asettica e triste.
Durante una di queste terapie, stesa sul lettino, guardandomi attorno mi sono chiesta:
̀ , ?
Perché, attraverso colori, segni, sfumature, non provare a donare un attimo di serenità? In tutto il mondo, ed anche in Italia ( già 32 ospedali) decorare un reparto di un ospedale non è solo abbellire con delle immagini un ambiente, ma significa portare un messaggio di accoglienza e di supporto a pazienti che devono affrontare un percorso con coraggio e dignità ma anche ai medici, che con toccante umanità guidano i loro pazienti versi la cura più idonea.
̀ ... , . ❤️
Ho già dipinto numerosi murales e l'ho subito proposto alla mia dottoressa, che si è dimostrata entusiasta e commossa e ci siamo messe in moto per realizzare questo SOGNO!
Da parte mia, il tutto viene realizzato in regime di volontariato, e trovo che passare da paziente ad artista per quest'opera, sia assolutamente grande, ne sono onorata.
Ho già preparato la bozza definitiva, la mia idea è di creare una veduta di Trieste dal mare, con una tecnica un pò...cartoon, ironica, leggera, colorata ma rilassante, ove la mente può spaziare e perdersi a Barcola, piuttosto che in piazza Unità...
Ieri l'ultimo ok da parte dell'ufficio tecnico ( che però ha dato precise indicazioni sulla modalità di realizzazione del murales ) dell'Ospedale Maggiore di Trieste, del primario ( che mi ha già chiesto di essere pronta per dipingere altre stanze de reparto ) del capo tecnico e, ovviamente, della dottoressa Ciriello che con me ha creduto e lottato affinché questo sogno si realizzasse.
Si, credo sia un sogno, poter fare qualcosa di così bello e toccare l'anima delle persone.
