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Xylella Favolosa (Il documentario)

€1,592 of €10,000 goal

Raised by 68 people in 1 month
Created March 14, 2019
Bosco di Ogigia

La donazione è libera. Con un contributo minimo di 15 Euro è prevista la visione in anteprima del documentario. Grazie a tutti coloro che vorranno sostenerci in questo progetto. 
 
✔ 15 euro: DONATORE. Ottieni un link personale per vedere il documentario in anteprima (Vimeo/Youtube)
 
✔ 50 euro: SOSTENITORE. Ottieni un link di visione in anteprima e il tuo nome citato nei titoli
 
✔ 300 euro: FILANTROPO. Link visione in anteprima. Nome ed eventuale logo inserito nei titoli e nel materiale promozionale

✔ 1000 euro: SPONSOR. Il tuo nome e logo nei titoli di testa e coda e su tutto il materiale promozionale. Ospite agli eventi con proiezione.


"Ogni parassita, ogni attacco batterico, ogni attacco fungino è il sintomo di un'agricoltura avvelenata".
Vandana Shiva

Hanno
attraversato secoli di storia, hanno sfamato generazioni di popoli del Mediterraneo.  Solone, celebre legislatore ateniese , emanò una legge che prevedeva la pena di morte per chi abbatteva un ulivo. Oggi per la pianta sacra per eccellenza, ricca di simbologia e misticismo, i tempi sono cambiati: in Puglia chi non abbatte gli ulivi rischia multe salate, attacchi e ritorsioni. Per quale ragione sta succedendo tutto questo? Come possiamo salvare questi monumenti della natura? Cosa rischiamo perdendoli? Con il documentario "Xylella favolosa, oltre il batterio" vogliamo far luce su ciò che sta accadendo agli ulivi, alla terra e alle persone.  

Gli ulivi secolari e tradizionali sono un presidio contro desertificazione, siccità e dissesto idrogeologico.  Sono una riserva idrica, garanti della biodiversità, hanno una funzione termoregolatrice del territorio e sono fonte di reddito per tante famiglie. La loro scomparsa significherebbe una perdita inestimabile dal punto di vista agricolo, economico, sociale e culturale.



L'AVVENTO DELLA XYLELLA
È l’ottobre del 2013 quando per la prima volta si sente parlare di Xylella in Salento. Per contrastare il batterio sono approvate da subito drastiche misure di emergenza: abbattimenti degli ulivi, ampio intervento con pesticidi per il controllo dei vettori, con insetticidi su piante ospiti, pulizia accurata dei canali, dei prati e delle zone libere.
In pratica si tratta di abbattere oltre 3 ettari di uliveto per ogni pianta colpita, a prescindere dal contagio e di irrorare gran parte della Puglia con prodotti fitosanitari. Senza alcuna prova scientifica che dimostri l'efficacia di queste pratiche.

“Non è nota alcuna strategia precedente che abbia avuto successo nell'eradicazione di Xylella fastidiosa, una volta insediatasi all'aperto”. EFSA, 2013


ERADICAZIONI E IRRORAZIONI
Da ormai sei anni questo è il piano messo in pratica da amministrazioni locali e governi nazionali. Con tutto ciò che ne consegue. Gli effetti catastrofici di queste politiche non riguardano infatti “solo” gli ulivi eradicati ma anche la sicurezza dei territori. Molti espianti avvengono, infatti, in zone con vincolo idrogeologico. E' a rischio il futuro dell’olivicoltura e di un’eccellenza del Made in Italy: il piano di riconversione in atto prevede la piantumazione di cultivar brevettate o autosterili, idonee all’intensivo e al super-intensivo di bassa qualità. Il turismo sarà gravemente danneggiato dal cambio di paesaggio e l’economia locale ne risentirà tutta. Ma non solo: a venir meno oggi in Puglia sono anche i diritti fondamentali garantiti dalla Comunità Europea e dalla nostra Costituzione come quelli alla salute, alla tutela del paesaggio, all'ambiente, alla proprietà privata e alla libertà personale.

“La vicenda xylella in Puglia è uno dei tipici esempi di come possano essere prese decisioni ad elevatissimo rischio ambientale e sanitario, senza tenere in alcun conto le evidenze scientifiche disponibili e le conseguenze delle proprie scelte”. Agostino Di Ciaula, Medico, Segretario Scientifico e Presidente del Comitato Scientifico di ISDE (International Society of Doctors for Environment) 

RESISTENZA CIVILE
Tanti cittadini, associazioni e organizzazioni si oppongono con ricorsi e manifestazioni. 

“Per fortuna ci sono anche tanti cittadini, tante associazioni di volontariato, che presidiano il territorio, lo difendono, informano, confliggono con i poteri forti, pagandone le conseguenze in termini economici quando non in termini di minacce fisiche o psicologiche”. III Rapporto Agromafie sui crimini agroalimentari in Italia Lo strano caso della Xylella fastidiosa, 2015

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IL METODO SCIENTIFICO
Diverse sperimentazioni sul campo finanziate dalla regione Puglia hanno testimoniato come sia possibile riportare a vegetare e produrre sia piante infette da Xylella e visibilmente disseccate, sia piante disseccate e non infette da Xylella, attraverso pratiche agronomiche sostenibili, incentrate sulla riqualificazione dei suoli e sul miglioramento del microbiota terrestre.  Da un lato si urla “all’epidemia” e si invocano tagli e pesticidi, dall’altro i numeri raccontano un’altra storia. “Per il momento l’impressione è che con la scusa del presunto morbo si vogliano controllare i semi, la terra e l’acqua".  Alberto Lucarelli, prof. di Diritto Costituzionale Università di Napoli Federico II

PRODUZIONE DEL DOCUMENTARIO
La raccolta fondi è necessaria per coprire le spese di produzione del documentario che è già in fase di lavorazione. Vi mostreremo la situazione degli ulivi pugliesi: da Bari a Brindisi, fino a Lecce. Intervisteremo i maggiori esperti nazionali e internazionali impegnati sulla questione.
Andremo a raccontare la situazione agricola in Spagna, in Andalusia, dove le coltivazioni intensive hanno messo in ginocchio contadini e suolo.  
Indagheremo il tema Xylella nella sua complessità cercando di approfondire ogni suo aspetto: agricolo, economico, ambientale e sociale.
Tutte le immagini, le riprese e il montaggio saranno originali ed esclusive. 

La raccolta fondi serve a finanziare:
- viaggi, spostamenti, trasporti, vitto e alloggio nei vari luoghi visitati;
- attrezzature professionali (camere, drone, luci, microfoni...)
- costruzione di una piattaforma online per ospitare il documentario, i contenuti extra, documenti e raccolta delle fonti citate;
  
Il 10% dei fondi raccolti andrà a finanziare le sperimentazioni scientifiche e agricole che in questi anni hanno dimostrato che gli ulivi si possono salvare.

Tempi di produzione: ci impegniamo a finire la fase di produzione entro l'estate
Pubblicazione prevista: tra settembre e ottobre 2019

La donazione è libera, con il contributo minimo di 15 Euro è prevista la visione in anteprima.
Grazie a tutti coloro che vorranno sostenerci in questo progetto. 
 
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LA SQUADRA DI PRODUZIONE
La squadra di produzione è composta da Elena Tioli, da anni impegnata sul tema Xylella, dalla giornalista Francesca Della Giovampaola (Bosco di Ogigia), dal giornalista e regista Filippo Bellantoni e dal videomaker Simone Cannone.

Elena Tioli - Scrittrice, autrice e collaboratrice parlamentare. Da tanti anni si occupa di comunicazione nelle sue forme più disparate (tv, radio e giornali) trattando soprattutto temi legati alla politica e all’ecologia. Freelance per scelta, collabora con diverse realtà ecologiche e solidali. Cura il sito www.viveresenzasupermercato.it in cui si trattano temi legati al consumo critico e consapevole. 

Francesca Della Giovampaola
- Giornalista e permacultrice. Cura il Bosco di Ogigia, un progetto editoriale che tratta temi di agricoltura naturale, cibo sano, tutela ambientale e permacultura. In Toscana coltiva il suo bosco commestibile. A Roma promuove e organizza attività di permacultura urbana, con il gruppo PURO. Ha lavorato per 12 anni a Romauno, televisione della Capitale, dove ha condotto programmi d'attualità e il telegiornale. 

Filippo Bellantoni - Giornalista, videomaker. Esperto di nuovi media e strategie social. Ha ideato, sviluppato e gestito siti d'informazione e d'attualità. Ha lavorato come videoreporter, dal 2005 al 2015, per il Tg di Romauno Tv. Cura il progetto editoriale online Bosco di Ogigia, occupandosi della parte di produzione video e delle strategie di comunicazione digitale.   

Simone Cannone - Fotografo e videomaker. Ha partecipato a vari concorsi di fotografia e videografia. Nell'ambito del premio letterario "Miglior Borgo", il suo corto "Subiaco" è stato premiato nella sezione video. E' pilota certificato di droni con attestato riconosciuto dall'Enac.

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Per restare aggiornati sul lavoro: Pagina Fb Elena Tioli  - Bosco di Ogigia 

Per approfondire il tema:

Xylella non uccide da sola. Riflessioni sull'epidemia degli olivi pugliesi
www.boscodiogigia.it/2019/02/03/la-xylella-non-uccide-da-sola/

Xylella: una scelta di campo
https://www.terranuova.it/News/Agricoltura/Xylella-una-scelta-di-campo

Xylella: un’emergenza democratica
https://www.terranuova.it/News/Agricoltura/Xylella-presentato-alla-Camera-il-ricorso-contro-la-Regione-Puglia

«Non c’è alcun boom di casi Xylella»: a dirlo è la Regione Puglia
https://www.terranuova.it/News/Agricoltura/Non-c-e-alcun-boom-di-casi-Xylella-a-dirlo-e-la-Regione-Puglia

Il presidio di Cisternino: «Nessuno tocchi gli ulivi pugliesi»
https://www.terranuova.it/News/Agricoltura/Il-presidio-di-Cisternino-Nessuno-tocchi-gli-ulivi-pugliesi

Xylella degli ulivi: la "cura" peggio del male 
https://www.terranuova.it/News/Agricoltura/Xylella-degli-ulivi-la-cura-peggio-del-male
 
Isde: «Xylella, i pesticidi pericolosi non possono essere imposti per legge» 
https://www.terranuova.it/News/Agricoltura/Isde-Xylella-i-pesticidi-pericolosi-non-possono-essere-imposti-per-legge

Di veleni, prima che di Xylella, morirà il Salento
www.beppegrillo.it/di-veleni-prima-che-di-xylella-morira-il-salento/ 
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Siamo stati in Almeria per proseguire le ricerche per il documentario "Xylella favolosa, oltre il batterio". La provincia della Spagna è famosa per ospitare il più grande deserto d'Europa. L'ambiente selvaggio è bellissimo, quello coltivato ci ha profondamente colpito per le sue contraddizioni. Grazie per il vostro supporto che ci permette di andare avanti!

❗ Nella regione più arida d'Europa si stanno impiantando estesi oliveti super intensivi, gli alberelli sono vicinissimi e sono destinati ad una vita breve. Trattati con la chimica e bisognosi di continue irrigazioni, hanno già ridotto al lumicino le falde acquifere che sfruttano, con gravi ripercussioni sulla vita di chi abita da quelle parti. Le serre di plastica che si affacciano sul Mar Mediterraneo per grandissime estensioni fanno ancora più paura. Il degrado che producono è evidente. La bellezza del paesaggio è deturpata per sempre. Producono ortaggi belli da vedere e questo modello produttivo pare sia preso come esempio da esportare. Intanto cassoni di queste belle verdure marciscono invendute accanto alle serre, mentre il suolo muore.

Nel deserto di Tabernas, però, qualche esempio da imitare c'è. Negli oliveti che producono un olio di grande qualità chiamato Oro del Desierto l'erba può crescere a beneficio di cavalli e pecore che pascolano sotto agli alberi. Un esempio di agricoltura che produce bellezza e prosperità, per chi vive oggi e per chi arriverà dopo, per gli uomini e per gli altri abitanti del pianeta Terra.
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