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Il 21 marzo 2026, alle 18:30, in zona EUR a Roma, davanti al Museo della Civiltà Romana, quattro di noi sono stati derubati nel giro di venti minuti. Stavamo lavorando — uno shooting fotografico con studenti universitari dell’AANT, una docente dell’IED e della MAM e altri collaboratori del team.
I ladri hanno avuto accesso ai nostri veicoli parcheggiati nelle vicinanze — a soli 10 metri da noi — sottraendo chiavi di casa, documenti d’identità, una macchina fotografica professionale, telefoni cellulari e contanti.
L’ironia è amara: eravamo davanti a un monumento che celebra la grandezza di una civiltà costruita su regole e tutela dei cittadini. Quel giorno, quella tutela non c’era.
Grazie al GPS di uno dei telefoni sottratti, abbiamo localizzato la refurtiva con precisione, adiacente a un campo rom. Abbiamo chiamato il 112. Siamo andati in caserma. Siamo andati alla polizia. Abbiamo segnalato il luogo esatto a tutti gli organi competenti. Le forze dell’ordine ci hanno consigliato di avvicinarci alla zona e di richiamare il 112 da lì, attendendo l’intervento. Lo abbiamo fatto. Abbiamo aspettato. Nessuno è arrivato.
I nostri effetti personali erano lì. Lo sapevamo. Le autorità lo sapevano. Non è cambiato nulla.
Ora tutte e quattro le persone coinvolte devono cambiare le serrature di casa e di tutti gli spazi di cui sono state sottratte le chiavi — con il rischio concreto che i ladri, in possesso anche dei documenti, sappiano dove abitano. A questo si aggiungono i costi per rifare i documenti e sostituire l’attrezzatura fotografica professionale.
Non è un episodio isolato. La settimana precedente, in zona Tiburtina, sono entrati nella mia auto e hanno tentato di accedere con una scusa al mio deposito mentre mi trovavo ancora all’interno. Hanno rubato €2000 di attrezzatura fotografica, tra obiettivi, flash e luci dall’auto posteggista in un parcheggio privato.
Questa raccolta non vuole essere solo un sostegno economico per i danni subiti da tutti noi e per i nostri strumenti di lavoro. Vuole essere anche un modo per accendere un riflettore su una problematica reale e concreta, che riguarda tutti i cittadini romani. Abbiamo scritto al Sindaco, abbiamo contattato diverse redazioni giornalistiche. Vogliamo che questa storia si sappia.
Ogni contributo conta. Grazie a chi vorrà sostenerci.

