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“UOMINI SIATE E NON PECORE MATTE” – Sostieni la mostra
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Se L’Aquila è la voce scelta dall’Italia per parlare di cultura nel 2026, chi meglio di Dante — la nostra lingua incarnata — può aprire quel dialogo con il mondo?
"UOMINI SIATE E NON PECORE MATTE" - Mostra a cura di Franco Nembrini e Gabriele Dell'Otto, presentata dalla Fondazione Santa Monica.
In occasione di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, la
Fondazione Santa Monica, in collaborazione con Centocanti sas – casa editrice del prof. Franco Nembrini – promuove una grande mostra dedicata a Dante Alighieri e alla sua Divina Commedia.
Il progetto espositivo presenta 21 illustrazioni originali di Gabriele Dell’Otto, maestro dell’illustrazione e cartoonist di fama internazionale: sette tavole per ciascuna cantica – Inferno, Purgatorio e Paradiso – capaci di restituire visivamente la potenza simbolica e narrativa del poema.
Accanto alle immagini, i visitatori troveranno i testi e gli approfondimenti critici del prof. Franco Nembrini, docente, autore e divulgatore tra le voci più autorevoli del panorama culturale italiano.
Conferenza Stampa/ Evento Innaugurale
Il 22 febbraio 2026 si terrà la presentazione pubblica della mostra, con la partecipazione del prof. Franco Nembrini.
Per l’occasione saranno inviati la stampa, le autorità territoriali, le istituzioni culturali e sarà aperta alla cittadinanza, affinché tutta la comunità possa prendere parte a questo momento celebrativo di alto valore culturale.
22 Febbraio
ore 16.30 c/o Sala Ipogea Palazzo Dell’Emiciclo
Via Michele Jacobucci, L’Aquila
Mostra
La mostra sarà aperta al pubblico dal 1° al 14 marzo 2026 e potrà essere visitata gratuitamente, offrendo a tutti la possibilità di prenderne parte.
1 - 14 Marzo 2026
Sala Galleria - Palazzo dell’Emiciclo
Via Michele Jacobucci, L’Aquila
In un tempo in cui il rumore del presente sembra soffocare la memoria, Dante torna a parlarci con una sorprendente urgenza. La Divina Commedia non è soltanto un monumento letterario: è un viaggio dentro l’uomo, nelle sue paure, nei suoi desideri, nel suo bisogno di senso. È la storia di
ciascuno di noi che cerca una strada, una guida, una speranza.
La mostra diventa così un racconto universale sulla redenzione e sulla bellezza. L’arte di Gabriele Dell’Otto e le parole di Franco Nembrini offrono una lente nuova,
emotiva, visiva, che rende accessibile e viva un’opera spesso percepita distante.
Per la cittadinanza, questa esposizione è un’occasione collettiva di orgoglio e partecipazione culturale: un gesto che restituisce alla comunità la propria
centralità, valorizza le sue istituzioni educative e crea un ponte tra scuola, città, territorio e futuro.
Dante, dunque, non è soltanto un autore da studiare: è una voce che continua a guidarci. Questa mostra vuole essere un invito a riascoltarlo — insieme, nell’anno in cui L’Aquila celebra la sua identità culturale davanti al Paese e al mondo.
La formazione
In linea con la vocazione educativa del progetto, la mostra dantesca non sarà soltanto un’esposizione di tavole e contenuti, ma un vero evento culturale. La Fondazione Santa Monica ha attivato una convenzione con il Liceo Classico “D. Cotugno” de L’Aquila per il percorso di Formazione Scuola-Lavoro 2025–2026, ampliando il coinvolgimento anche ad altri studenti, tra cui universitari: circa 50 giovani saranno così protagonisti attivi dell’iniziativa. Tra dicembre 2025 e febbraio 2026 parteciperanno a una serie di incontri di formazione dedicati alla Divina Commedia e alla sua divulgazione, affiancando lo studio del testo alla riflessione sul suo significato e alle modalità più efficaci per raccontarlo al pubblico.
Al termine di questo cammino, gli studenti diventeranno guide e facilitatori culturali all’interno della mostra, accompagnando i visitatori e trasformando l’esposizione in un luogo vivo di domande, confronto e scoperta condivisa.
In questo modo, la mostra si fa laboratorio di esperienza, dialogo e crescita, intrecciando scuola, università, territorio e grande tradizione letteraria, e rafforzando il legame tra le nuove generazioni e il ruolo culturale che L’Aquila offre al Paese e al mondo.



