Un volo importante per Luisanna

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Un volo importante per Luisanna

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Ciao a tutti,
Comincio col dire che ho sempre creduto nel potere del crowdfunding e non ne avevo mai capito l’importanza fino ad oggi.

Sono Federica e sono la figlia di Maria come la chiamano in Polonia..( vi starete chiedendo perché in Polonia??? Ci arriviamo fra un po’) .in realtà tutti la conoscono come Luisanna, anche se effettivamente il suo nome è Maria Luisa Anna, mia nonna doveva essere indecisa e ha tagliato la testa al toro mettendoli tutti e tre :) scherzo.

Scherzo, perché ci vuole ironia e filosofia nella vita per poi riuscire ad affrontare certe situazioni drammatiche, quindi questo testo non ha lo scopo di impietosire nessuno per convincere a fare una piccola donazione che mi aiuterà a riportarla a casa.. se fossimo in 25 mila basterebbe 1€ a testa, 1 € che farebbe la differenza. Questo testo ha lo scopo di strapparvi anche un sorriso..perché il sorriso, oltre alle lacrime, è ciò che ha caratterizzato il mio viaggio in Polonia, perché il sorriso è ciò che apre il nostro cuore al prossimo e i nostri occhi alle opportunità. Il sorriso, infatti, è ciò che cerco di strappare a mia madre quando vado a trovarla nel reparto della terapia intensiva polacca, dalle 14:00 alle 17:00 ogni giorno, ogni qualvolta, appunto, si presenti l’opportunità, cioè ogni qualvolta lei abbia abbastanza energia per ascoltarmi e rispondere, seppur con una piccola espressione facciale.

Torniamo a noi, parlavo della Polonia perché dalla notte del 24 maggio 2026 Luisanna é diventata Maria (più semplice da pronunciare per un Polacco) a causa di un’operazione d’urgenza subita presso l’ospedale Borowska di Wroclaw (Breslavia). Tranquilli se non sapete dove si trova, non avevo idea della sua esistenza neanche io fino a quel momento. Nella sfortuna, almeno è capitata in uno degli ospedali piú all’avanguardia e migliori della Polonia, in una bellissima città nel nord ovest della Polonia, appunto.

Mia madre si è sentita molto male durante quello che doveva essere un “viaggetto di 5 giorni” con una sua cara amica e che invece si è trasformato in un erasmus forzato (cit.) senza la parte divertente delle feste. Barriera linguistica, stress, ansia, dolore, paura, lontananza (mia e della famiglia e amici), hanno caratterizzato quelle terribili ore. É stata portata al pronto soccorso il suo terzo giorno di viaggio ( chiamare l’ambulanza é stata una vera e propria impresa), é stata dimessa la sera stessa per una sospetta intossicazione alimentare, riportata la mattina successiva con i sintomi peggiorati e fatta vedere da un gastroenterologo la sera tardi. Finalmente, quando hanno capito che non era immortale, l’hanno operata d’urgenza per una perforazione intestinale con conseguente shock settico molto grave. Io sono arrivata con il primo aereo disponibile all’1 di notte, vi lascio immaginare lo stato d’ animo con cui ho visitato per la prima volta questa nazione a me sconosciuta.

Se dovessi stare a raccontare tutto ciò che è successo dal 24 maggio ad oggi diventerebbe un libro, ma posso dirvi che in un mese di montagne russe emozionali , oltre che mediche, ora riesco a vedere una reale grande possibilità di riuscire a portarla a casa in un prossimo non troppo futuro, organizzando un rimpatrio sanitario. L’ultimo ostacolo? Il Denaro, maledetto quanto necessario e bello, sempre. Non avendo stipulato un’assicurazione di viaggio, il rimpatrio è tutto a carico nostro con cifre che vanno dai 15 mila euro ai 40 mila euro, che ovviamente non abbiamo nelle immediate future disponibilità. Dovrà necessariamente viaggiare su un volo privato, medicalizzato, diretto senza scali.
Ho impostato la campagna per 25 mila euro perché nella migliore delle ipotesi questo é il preventivo più credibile. Se dovessimo superare il preventivo finale, l’eccesso sarà donato a chi ne avrà bisogno per un futuro rimpatrio sanitario. Resto sempre ottimista nel dire che supereremo il costo reale con le donazioni :)
Lo so, ora ci sarà qualcuno che con un velo di giudizio penserá o esclamerá: che leggerezza partire senza l’assicurazione!! Vero..col senno di poi..e soprattutto…davvero per un viaggio di 5 giorni all’interno dei confini Europei tutti avremmo pensato a stipulare un’assicurazione? Io non ci ho pensato. Mea culpa. Ora ne pago le conseguenze con il rischio di non riuscire a racimolare il necessario per farla tornare a casa dove si parla italiano e non una lingua sconosciuta come il polacco, dove poterla fare riabbracciare dalla famiglia, dagli amici e dal suo amato Ettore ( un Labrador di 40 kg coccoloso e casinista proprio come la padrona).

Torniamo alle vicissitudini mediche, un piccolo riassunto ve lo devo di cosa è successo prima, a cavallo e dopo le 2 operazioni effettuate in sole tre settimane (a quanto pare mia madre aveva il macrobiota in vacanza da tempo e l’intestino come un colabrodo):

perforazione e shock settico, intubazione e sedazione profonda per quasi due settimane; probabile tracheotomia scongiurata da vari tentativi di estubazione; ossigeno ad alto flusso; emodialisi; diagnosi di necrosi dell’esofago e quindi dichiarata pronta a morire da un momento all’altro per 2 giorni e mezzo, poi il miracolo..era un’infezione funginea; delirium e viaggioni vari da terapia intensiva, fentanyl, ketamina e chi più ne ha più ne metta; ultimi giorni di presa di coscenza, iniziava a parlare e ironizzare come solo lei sa fare, tolti i punti la pelle si è aperta come fosse burro; perforazione 2 e sepsi, ricucire, scucire, ricucire, intubazione per soli due giorni; ossigeno a basso flusso ( siii stavolta é piú forte); drenaggi; emodialisi; ossigeno ad alto flusso ( uff troppo debole, non tossisce); non reagisce agli stimoli; sedativo ridotto; emorragia interna; trasfusioni varie; piccoli miglioramenti, quasi stabilità, verrà effettuata la tracheostomiae la gastrostomia; da piccola a grande speranza di tornare in un ospedale vicino a casa per la ripresa finale e la terapia riabilitativa.
Purtroppo ancora non sappiamo quale sarà ma non mancherò di aggiornarvi.

Questa è la nostra storia, una storia qualsiasi non più ne meno grave di tante altre che ci sono in giro per il mondo. Una storia che ho voluto raccontare per necessità ( se mia madre sapesse passerei dei guai, nonostante lei stessa abbia sempre fatto volontariato e beneficenza dall’alba dei tempi infatti, sono sicura che non vorrebbe) e perché credo fermamente nel potere della collettivitá, della solidarietà e del fatto che l’essere umano unito può fare grandi cose non solo in male come le guerre ecc ecc, ma anche e soprattutto in bene, come aiutare a compiere un viaggio difficile da compiere.
Una storia che spero stimoli la collaborazione di tutti voi che la leggete, perché in fondo una piccola donazione e condivisione altruistica è un grande aiuto sia per noi che per il proprio animo.

Djinkuja,
Grazie in anticipo qualsiasi sia la vostra scelta: donare e condividere con i conoscenti, donare e basta, condividere e basta, leggere e scrollare altri post (ma no dai tornate all’opzione 1 che é piú sexy ☺️).
Federica, per Luisanna

Organizer

Federica cossu
Organizer
Sassari, SD

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