Un supporto diretto a cinque famiglie di Gaza. Stop Genocide

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Un supporto diretto a cinque famiglie di Gaza. Stop Genocide

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I nostri corpi sono sopravvissuti, ma le nostre anime no…

Ciao, mi chiamo Carlo Perazzo e da due anni insieme ad altre persone nella provincia di Massa Carrara stiamo organizzando azioni di sostegno al popolo palestinese. Oggi parlo a nome di cinque famiglie palestinesi che vivono in condizioni estremamente dure e profondamente ingiuste. Dopo decenni di occupazione illegale del territorio, di apartheid e due anni di genocidio, a giugno 2025 hanno perso il nonno per mancanza di cibo, medicine e cure mediche. Hanno perso le loro case, il loro sostentamento e il loro senso di sicurezza. "Siamo sopravvissuti - dicono - ma le ferite dentro di noi sono profonde".

A loro la parola: "Le condizioni sono estremamente difficili. La tenda a malapena sta in piedi, il telo è strappato in diversi punti e il freddo entra da ogni angolo. I bambini tremano, alcuni sono malati o deboli e le coperte sottili non offrono quasi alcuna protezione. La legna è scarsa e una piccola fiamma non basta a dare un po’ di calore.

Il cibo è molto limitato. La maggior parte dei bambini non mangia carne da mesi e i pasti sono spesso solo pane, riso e, a volte, qualche legume. L’acqua è poca, e la mancanza di acqua pulita ci preoccupa molto, soprattutto per i più piccoli che hanno bisogno di idratazione e cure costanti.

Nonostante tutto, cerchiamo di prenderci cura gli uni degli altri. Gli adulti si dividono i compiti: alcuni raccolgono legna, altri portano acqua e le madri cucinano quello che riesce ad arrivare come aiuto. I bambini provano a distrarsi con piccoli giochi fatti con pezzi di legno o vecchi oggetti, cercando di ritrovare un po’ di gioia in mezzo a tanto dolore.

Ogni sera ci sediamo insieme, raccontiamo delle case che abbiamo perso, ricordiamo i familiari che non torneranno più e parliamo dei giorni in cui la vita era più semplice e sicura. Cerchiamo di mantenere la speranza nei cuori dei nostri figli, anche se ogni giorno che passa ci ricorda quanto sia difficile sopravvivere in mezzo a questa distruzione.

L’inverno si avvicina e le notti sono gelide. Abbiamo disperatamente bisogno del vostro aiuto: coperte calde, tende resistenti, cibo e forniture mediche. Ogni giorno è una lotta per sopravvivere e i bambini soffrono più di tutti. I pianti, il freddo e la fame rendono ogni momento durissimo.

Anche nei momenti più bui, il sostegno delle persone gentili ci dà speranza. Sapere che qualcuno si preoccupa per noi, che qualcuno sta cercando di aiutarci, ci dà la forza di andare avanti e ci ricorda che la nostra umanità non è perduta.

Vi chiediamo aiuto non solo per noi, ma per i nostri bambini, affinché possano vivere al caldo e al sicuro, mangiare abbastanza, bere acqua pulita ed essere protetti dalla pioggia e dal freddo in una tenda solida. Vogliamo continuare le nostre vite, nonostante tutto ciò che abbiamo perduto, e ricostruire, poco a poco, ciò che la guerra ha distrutto.

Dal profondo dei nostri cuori, ringraziamo tutti coloro che ci stanno accanto: ogni gesto di gentilezza, ogni donazione, ogni parola di sostegno. Ogni aiuto ci porta attraverso le lunghe e fredde notti e ci dà la forza di continuare a proteggere i nostri figli e costruire per loro un futuro migliore".

La prima famiglia è composta da 9 persone: il padre Sami Zakarya, la madre e 7 bambini sotto i 12 anni. I genitori lavorano instancabilmente per proteggere i figli dal freddo e dalla fame, fanno del loro meglio per preparare qualche pasto su una piccola stufa, anche se si tratta solo di una pentola di riso o lenticchie. La cosa più importante è che i bambini hanno bisogno di cure mediche continue, ma raggiungere un medico o una clinica è ormai quasi impossibile.

La seconda famiglia è composta da 4 persone e sopravvive con il poco cibo e l’acqua che riescono a ricevere. I genitori, Alaa Zakarya e sua moglie, cercano di dividere gli aiuti in modo equo, così che i bambini possano sentirsi al sicuro, anche solo per un momento.

La terza famiglia ha 5 membri: 4 adulti ( il padre Nael Zakarya) e 1 bambino di appena 8 anni.

La quarta famiglia è composta da 9 persone: il padre, Wesam Zakarya, la madre e 7 figli, di cui 3 studenti universitari che non possono più permettersi le spese dell’università. Vivono tutti insieme in una piccola parte della tenda, stringendosi l’un l’altro per tenere al caldo i più piccoli, mentre gli adulti cercano di proteggerli dal gelo invernale che attraversa il tessuto della tenda giorno e notte.

La quinta famiglia è composta da 8 persone: la madre, Abeer Zakarya, rimasta vedova dopo aver perso il marito e una figlia nella guerra del 2014, da allora porta avanti da sola la cura dei suoi figli.

Oggi l'attenzione mediatica su Gaza si sta abbassando, ma la tragedia è ancora in corso. La complicità di gran parte del mondo occidentale e dell'Italia in primis è disgustosa e come cittadini e cittadine possiamo e dobbiamo dimostrare che per noi questa non è pace, questa non è giustizia e non è umano accettare tutto questo. Possiamo e dobbiamo farlo in ogni momento e ovunque, in piazza, al lavoro, in famiglia; possiamo farlo anche con gesti concreti, che diventano sostegno materiale per beni di prima necessità che sembrano ormai un miraggio, ma anche affetto e speranza che le cose possono ancora cambiare, perché siamo in tanti e tante a voler che cambino.

Ringrazio profondamente chiunque voglia darci una mano.

Per una Palestina libera, per un mondo più giusto.

Organizer

Carlo Perazzo
Organizer
Carrara

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