# Sciopero 8 marzo: sotto processo chi difende i diritti

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# Sciopero 8 marzo: sotto processo chi difende i diritti

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Nove tra sindacaliste e sindacalisti e solidali dell’Unione Sindacale di Base sono sotto processo imputati per “violenza privata” e “interruzione di pubblico servizio” per un’iniziativa sindacale avvenuta l’8 marzo 2022, alla biglietteria TPER di via Marconi, a Bologna.

Quella giornata era parte dello sciopero transfemminista dell’8 marzo e aveva un obiettivo chiaro e legittimo: denunciare le gravi carenze nei diritti e nelle tutele delle lavoratrici in appalto alla Holacheck, che durante lo sciopero vennero sostituite da personale esterno, tale da assumere i connotati di una condotta antisindacale.

È stata una protesta pacifica, pubblica e sindacale, per dare voce a lavoratrici invisibilizzate e sfruttate.

Eppure, oggi, per quella semplice iniziativa, nove compagne e compagni si trovano sotto processo. Un procedimento che ha assunto i contorni di una vera e propria campagna di intimidazione giudiziaria, costruita su accuse sproporzionate.

Nel processo quattro parti civili hanno richiesto risarcimenti di qualche migliaio di euro ciascuna. Tuttavia, considerando anche le eventuali spese legali, l’impatto economico complessivo potrebbe arrivare fino a sfiorare i 40.000 euro.

Una cifra enorme, del tutto sproporzionata rispetto ai fatti contestati, che rappresenta un evidente strumento di pressione economica e politica nei confronti di chi lotta per i diritti.

Questa raccolta fondi nasce per far fronte a questo rischio e per sostenere chi oggi viene colpito per aver difeso lavoratrici e lavoratori. Nell’ipotesi – che auspichiamo – in cui i militanti non venissero condannati al pagamento dei risarcimenti o questi risultassero inferiori, le somme raccolte saranno comunque utilizzate per sostenere le spese legali già affrontate e quelle future, legate ad altre azioni di lotta e vertenze sindacali portate avanti da USB.

Questo processo non è un caso isolato, ma si inserisce in un quadro più ampio di repressione e attacco al diritto di sciopero e all’agibilità sindacale: procedimenti sanzionatori, contestazioni disciplinari, pressioni nei luoghi di lavoro e comportamenti apertamente antisindacali da parte delle aziende coinvolte.

Noi non intendiamo arretrare.
Difendiamo oggi le compagne e i compagni sotto processo come difendiamo il diritto di sciopero di tutte e tutti, consapevoli che questo strumento resta fondamentale per contrastare sfruttamento, precarietà e negazione dei diritti.

Difendere le manifestanti dell’8 marzo 2022 significa difendere la libertà sindacale, la dignità del lavoro e il diritto di lottare senza paura.

Ogni contributo è un atto concreto di solidarietà e resistenza.

Il diritto di sciopero è sotto attacco.
Rispondiamo con la solidarietà.

UNIONE SINDACALE DI BASE - BOLOGNA

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USB Bologna
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Bologna, ER
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