San Benedetto chiede 1,5 milioni a Il Fatto Alimentare

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Siamo la redazione de Il Fatto Alimentare. Da anni facciamo informazione libera e gratuita sui temi della sicurezza alimentare, delle etichette, dei prodotti e della pubblicità. Siamo una piccola struttura editoriale, con ricavi annui di circa 150 mila euro, e da tre anni stiamo affrontando un contenzioso con il gruppo San Benedetto, che fattura oltre un miliardo di euro.

La vicenda nasce nel 2022, quando abbiamo pubblicato un articolo sullo spot San Benedetto con Elisabetta Canalis, modificato dopo un intervento dell'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria per alcuni aspetti del messaggio relativi alla colazione.

San Benedetto ha contestato il nostro articolo e ha avviato un'azione giudiziaria. Finora abbiamo ottenuto tre decisioni favorevoli: due nei procedimenti d'urgenza e una nella causa di primo grado davanti al Tribunale di Venezia. Nella sentenza, la giudice Lisa Micochero ha ritenuto che i nostri articoli rientrassero nel legittimo diritto di critica giornalistica, definendoli una «lettura logica, ragionata e motivata dello spot».

Nonostante queste tre decisioni, San Benedetto ha presentato ricorso davanti alla Corte d'Appello di Venezia e continua a chiedere un risarcimento di 1,5 milioni di euro. Il prossimo 23 settembre 2026 è fissata l'ultima udienza.

La prosecuzione di un contenzioso di queste dimensioni, dopo tre decisioni a noi favorevoli, comporta per una piccola redazione come la nostra una pressione economica molto pesante. Le spese necessarie per continuare a difenderci sono infatti difficilmente sostenibili per una testata delle nostre dimensioni.

La vicenda ha assunto una rilevanza che va oltre Il Fatto Alimentare: la notizia della nostra vittoria in primo grado è stata ripresa da 15 testate giornalistiche italiane e dal quotidiano britannico The Times, portando all'attenzione pubblica anche il problema dell'impatto che contenziosi giudiziari molto onerosi possono avere sulle piccole realtà dell'informazione.
Per questo chiediamo ai nostri lettori di darci una mano.

Come useremo i fondi
Le donazioni saranno destinate in via prioritaria alle spese legali necessarie per affrontare il giudizio d'appello. Anche quando il giudice condanna la controparte al pagamento delle spese, le somme liquidate possono non coprire i costi effettivamente sostenuti.

Se, alla conclusione della vicenda, dovessero rimanere somme non utilizzate, saranno destinate a sostenere l'attività editoriale de Il Fatto Alimentare che da sempre garantisce gratuitamente a milioni di lettori articoli, newsletter e informazioni sui richiami dei prodotti alimentari. Continueremo a farlo con la stessa indipendenza.

Aiutaci a difendere il diritto di informare e il diritto dei lettori a essere informati.

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