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Salviamo un Polmone Verde di Marsala minacciato dal Un ettar
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Ciao a tutti; mi chiamo Diego Linares e sono quì a lanciare un ultimo grido di aiuto per tentare di salvare ettaro e mezzo di natura incontaminata in pieno centro urbano e rifugio di diverse specie protette che rischia di finire all'asta il 24 settembre 2026. Aiutami a difendere questo santuario della biodiversità, un'isola verde assediata dal cemento:
Immagina un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, un'esplosione di vita e di verde situata in pieno centro a Marsala, letteralmente stretta e assediata dai palazzi. Su un versante l'avanzata inesorabile della città e del cemento preme per inghiottire ogni cosa; sull'altro, resiste ostinatamente un ettaro e mezzo di natura pura, a ridosso della Riserva dello Stagnone.
Sono nato qui e questi alberi — i pini e gli agrumi che ho seminato e curato con le mie mani ben 44 anni fa, sono i custodi della mia storia. Negli ultimi anni, a causa delle vicende giudiziarie e del fallimento che ha travolto la mia famiglia dal 1992, la terra è stata lasciata a se stessa, ma la natura, nella sua infinita saggezza, ha fatto il suo corso: il terreno si è rigenerato spontaneamente, diventando straordinariamente fertile e trasformandosi in un rifugio insostituibile.
Il 24 settembre il pericolo è reale
Questo santuario della biodiversità andrà all'asta giudiziaria il prossimo 24 settembre. Se dovesse vincere la speculazione edilizia, il cemento cancellerà per sempre l'ultimo vero polmone verde del quartiere, radendo al suolo i pini secolari e condannando un habitat unico. Non possiamo permettere che i palazzi inghiottiscano anche gli ultimi alberi rimasti.
Un rifugio per specie protette e rare.
Questo terreno non è solo un giardino: è un corridoio ecologico fondamentale. Nella quiete di queste pinete e di questa terra fertile trovano rifugio creature straordinarie che rischiano di perdere la loro casa:
Il raro Gongilo (specie protetta di rettile), i ricci quì si riproducono indisturbati,
maestosi rapaci come la rara Aquila del Bonelli, le poiane e i falchi.
Rapaci notturni come civette e barbagianni.
Famiglie di upupa, cardellini, aironi cenerini, gruccioni e migliaia di storni che ogni anno, da tempo immemore, scelgono questi rami per stazionare.
Togliere questa posizione così vitale alla fauna selvatica sarebbe un danno incalcolabile per il territorio.
Il Progetto: Far rifiorire il sogno
Il mio obiettivo non è costruire opere faraoniche, ma valorizzare e arricchire ciò che la natura ha protetto. Con una spesa esigua e mirata, grazie alla mia esperienza e coinvolgendo reti internazionali di volontariato e circuiti di aiuto alla biodiversità come il wwoof , intendo sviluppare un piano di rinascita dettagliato:
Il recupero e la cura del patrimonio esistente: Rimettere in sesto il terreno e le pinete storiche sfruttando la naturale e straordinaria fertilità che il suolo ha sviluppato in questi anni di rigenerazione spontanea.
L'ampliamento della biodiversità arborea: Arricchire l'area inserendo nuove piante della tradizione e della biodiversità mediterranea e antica, tra cui mandorli, carrube, gelsi rossi antichi, fichi, melograno, pistacchi,nuovi ulivi.
L'oasi subtropicale e frutteto tropicale: Creare una zona subtropicale umida dedicata alla coltivazione sostenibile di banani, avocado, mango, papaia, pitaya e altri frutti tropicali, dimostrando come il clima e la terra di Marsala possano accogliere eccellenze botaniche uniche.
Lo stagno naturale: Realizzare uno specchio d'acqua proprio nella zona in cui gli uccelli vanno a stazionare, creando un'area umida permanente indispensabile per la sosta e la protezione di tutte le specie selvatiche.
Fattoria didattica e centro verde: Aprire l'intero spazio alle scuole, ai cittadini e alle famiglie, trasformandolo in un laboratorio vivente di educazione ambientale a due passi dalla Riserva dello Stagnone e dal centro storico.Trasparenza Totale e il mio impegno con voi
Non ho le risorse finanziarie per vincere questa battaglia da solo, ed è per questo che ho bisogno di voi. Ma vi faccio una promessa solenne: in nome della totale trasparenza, se la raccolta fondi non dovesse raggiungere l'obiettivo per riscattare il bene, ogni singolo euro donato non andrà disperso, ma sarà interamente devoluto alle associazioni ambientaliste locali (come WWF e Legambiente) per la protezione del nostro territorio.
Difendiamo insieme la nostra terra
Questo non è solo il mio riscatto, è un atto di resistenza civile. Aiutatemi a fermare il cemento, a proteggere l'Aquila del Bonelli, le upupe e le pinete che ho piantato 44 anni fa.
Ogni donazione è un mattone tolto alla speculazione e un albero salvato.
Diamo un futuro ad un polmone verde di Marsala. Grazie










