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Mi chiamo Silvia e convivo con una malattia che per anni nessuno ha capito.
Si chiama lipedema, nel mio caso di terzo stadio: una patologia cronica e degenerativa che colpisce le gambe e altera completamente il tessuto adiposo.
Non dipende da quanto mangi.
Non passa con la dieta.
Non sparisce con lo sport.
Il lipedema provoca infiammazione, gonfiore, pesantezza e, nel mio caso, un dolore fisico e psicologico continuo che da anni condiziona ogni parte della mia vita.
Per interrompere questo peggioramento e recuperare mobilità, mi è stato consigliato un percorso chirurgico strutturato, non un singolo intervento. Nel mio caso si tratta di più operazioni distribuite in fasi diverse, perché il lipedema è presente su tutto il corpo e non può essere trattato in una sola seduta.
In particolare, dovrò affrontare:
• due interventi alle gambe, eseguiti in momenti separati, per rimuovere il tessuto malato e alleggerire il carico che oggi mi impedisce persino di camminare senza dolore;
• un intervento alle braccia, dove il lipedema sta iniziando a comprimere la mobilità articolare;
• un intervento sull’addome, necessario per rimuovere il tessuto infiammato e interrompere la progressione della malattia;
• e infine uno o più interventi di ricostruzione, per ristabilire il corretto equilibrio tra tessuti, drenaggio linfatico e funzione muscolare dopo la rimozione.
Non si tratta di un intervento estetico ma nel mio caso significa tornare a camminare normalmente, abbassare il dolore quotidiano, prevenire ulteriori danni e regalarmi anni di indipendenza e vita “vera”.
La parte difficile è che in Italia il lipedema, anche se riconosciuto come patologia in altri Paesi, qui viene ancora trattato come un problema estetico.
Per questo devo affrontare tutte le spese da sola: visita preoperatoria, intervento, materiali, recupero, medicazioni, terapia post-chirurgica.
È una cifra che da sola non riesco a coprire.
E quindi faccio qualcosa che non mi viene spontaneo: chiedo aiuto.
Chi mi conosce sa che non mi manca la voglia di fare.
Mi manca la possibilità di muovermi senza dolore.
Ogni donazione – piccola o grande – è un passo verso:
tornare a camminare senza senza pesantezza
riprendere lo sport
ridurre l'infiammazione
vivere senza paura del prossimo peggioramento
recuperare autonomia e salute
E se non puoi donare, anche condividere questa pagina è un aiuto enorme.
Grazie per aver dedicato il tuo tempo a leggere queste parole.
Grazie a chi crede che la dignità di una persona non debba essere messa in pausa da una malattia invisibile.
Silvia






