OLTRE L'OSCURITÀ - DOCUMENTARIO CON NADIA BREDICE - AsTrID

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OLTRE L'OSCURITÀ - DOCUMENTARIO CON NADIA BREDICE - AsTrID

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OLTRE L'OSCURITÀ / BEYOND THE DARKNESS
Nadia Bredice, dopo aver perso la vista, riscopre se stessa grazie all’arrampicata e alla montagna: oggi gareggia come paraclimber in coppa del mondo.

After losing her sight, Nadia Bredice rediscovers herself through climbing and the mountains. Today, she competes as a paraclimber in the World Cup.


"Oltre L’Oscurità" è un progetto di documentario indipendente in collaborazione con AsTrID OdV, associazione senza scopo di lucro che dal 2013 opera in difesa dei diritti delle persone con disabilità e per sensibilizzare la popolazione a questo tema.

"Beyond the Darkness" is a documentary project developed in collaboration with AsTrID OdV, a non-profit organization that has been advocating for the rights of people with disabilities since 2013 and raising public awareness on this issue.

Essendo un prodotto indipendente, abbiamo bisogno del vostro aiuto per realizzare il documentario, che avrà una durata di circa 60 minuti.
Potete vedere in questa pagina la promo che abbiamo realizzato (6 minuti).

It is an independent project, so we need your help to make it happen! The documentary will run for about 60 minutes.
On this page, you can watch the short promotional film we made (6 minutes).


SOGGETTO
2019. Coppa del mondo di paraclimbing. Nadia è lì per la sua prima volta.

Mai se lo sarebbe aspettato otto anni prima, quando le è stato comunicato che avrebbe perso la vista per sempre. I suoi studi di giurisprudenza erano diventano sempre più difficili senza la possibilità di leggere. Il suo corpo si era trasformato in uno sconosciuto, la sua vita era un’attesa della fine.

Un giorno, dopo aver perso la vista, con degli amici è andata in palestra, ha infilato delle scarpette e appoggiato le mani sulla parete. Ha cominciato a scalare. Una cosa mai fatta eppure la cosa più naturale del mondo.

2014. I suoi obiettivi sono cambiati: diventare magistrato è ormai un’idea lontana. Nadia vuole una vita diversa, vuole scalare, e per farlo si trasferisce da Siena ad Arco, in Trentino. Da sola, senza conoscere nessuno. Qui scopre la montagna attraverso i suoi odori e i suoi rumori, e trova la sua pace.
“Mi hanno detto una metafora molto bella della scalata: riuscire a fluire nella roccia come fossi acqua”.
E Nadia fluisce, cominciando a gareggiare nella squadra nazionale paraclimb.
La continua paura di non farcela però la demoralizza. Il non riuscire. Il futuro.



2024. Nadia vince la coppa del mondo. La sua carriera decolla, ma la sua pace rimane Arco, la montagna, il suo cane guida Woody, e la sensazione della sua mano nuda che sfiora la roccia.

2026. Nadia è a Laval, sta per iniziare la coppa del mondo. Ma è triste, arrabbiata. La sua categoria è stata esclusa dalle olimpiadi. Forse vuole smettere. Mille persone, tutti pronti per gareggiare, fischi, urla, caos, tensione.
Nadia chiude gli occhi. Ma quello che vede non è buio. È la montagna.
Il caos scompare, lasciando spazio a fruscii di foglie, rumore del vento, cinguettare degli uccelli. Silenzio della natura.




STORY
2019. Paraclimbing World Cup. Nadia is there for the first time.

Eight years earlier, when she was told she would lose her sight forever, she could never have imagined this moment. Her law studies had become increasingly difficult without the ability to read. Her body felt unfamiliar. Her life felt like a slow wait for the end.

One day, after losing her sight, she went to the gym with some friends. She slipped on a pair of climbing shoes and placed her hands on the wall. She started climbing. Something she had never done before — yet it felt like the most natural thing in the world.

2014. Her goals have changed. Becoming a judge is now a distant idea. Nadia wants a different life. She wants to climb.
To do so, she moves from Siena to Arco, in Trentino — alone, without knowing anyone.
There, she discovers the mountains through their smells and sounds, and she finds her peace.
“They once told me a beautiful metaphor about climbing: to flow into the rock as if you were water.”
And Nadia flows. She joins the national paraclimbing team and begins competing.
Yet the constant fear of not being good enough weighs on her. The fear of failing. The fear of the future.

2024. Nadia wins the World Cup. Her career takes off. But her peace remains Arco — the mountains, her guide dog Woody, and the feeling of her bare hand brushing against the rock.

2026. Laval. The World Cup is about to begin. But Nadia is sad. Angry. Her category has been excluded from the Paralympics. Maybe she wants to quit.
A thousand people, whistles, shouting, chaos, tension.
Nadia closes her eyes. What she sees is not darkness. It is the mountain.
The chaos fades, replaced by the rustling of leaves, the wind, birdsong. The silence of nature.



INTENZIONI / INTENTIONS
Il documentario è una lettera d'amore alla montagna, grazie alla quale Nadia si è riscoperta, ed è l'unica cosa che l'ha fatta andare avanti nonostante i momenti di smarrimento.

This documentary is a love letter to the mountains — the place where Nadia rediscovered herself, and the only thing that carried her forward through moments of loss and uncertainty.

Vogliamo trasmettere questo sentimento di riconnessione con il naturale, in un mondo ormai frenetico, dove la connessione è solo online. Dove molti, guardandosi intorno, vedono solo cemento, edifici, flussi di persone che non possono fermarsi.
La montagna porta con sé pace, silenzio, e tutti noi abbiamo bisogno di rallentare, di ritrovarci.
Racconteremo la montagna di Nadia, che non è fatta di panorama, ma di "sentire".

We want to convey this feeling of reconnection with nature in a world that has become increasingly frenetic — where connection exists mostly online, and where many people, looking around, see only concrete, buildings, and endless flows of people who cannot stop.
The mountains bring peace. Silence. And we all need to slow down. To find ourselves again.
We will tell Nadia’s mountain — not one made of panoramic views, but of sensation.



Ripercorreremo la sua storia da quando a Siena conduceva una vita da studentessa universitaria, a quando ha perso la vista e ha successivamente scoperto l'arrampicata, trasferendosi ad Arco e arrivando ai mondiali di Paraclimb. La seguiremo durante la Coppa Italia a Roma, durante i suoi allenamenti, e alla Coppa del mondo a Laval, in Francia.

We will retrace her journey: from her life as a university student in Siena, to the loss of her sight, to discovering climbing, moving to Arco, and reaching the Paraclimbing World Championships.
We will follow her during the Italian Cup in Rome, during her training sessions, and at the World Cup in Laval, France.

Racconteremo del suo rapporto speciale con Woody, il suo cane guida, amico fedele e compagno di vita.
Un rapporto che non è fatto di parole, ma di connessione profonda e fiducia. È anche lui protagonista del documentario.

We will tell the story of her special bond with Woody, her guide dog, a loyal friend and life companion. A relationship built not on words, but on deep connection and trust. He is also one of the protagonists of this documentary.


Ad Arco Nadia è venuta in contatto con le storie di altri atleti, che come lei hanno trovato una nuova via, una nuova luce alla loro storia, grazie all'arrampicata. Vogliamo raccontare anche di loro, della loro tenacia, di come ci sia sempre una strada.
Per dare la forza a chiunque stia guardando di trovare la propria.

In Arco, Nadia encountered other athletes who, like her, found a new path — a new light in their lives — through climbing. We want to tell their stories too: their resilience, their determination, the proof that there is always a way forward.
To give strength to anyone watching to find their own path.

Vogliamo raccontare di Laura Urbani, amica e compagna di squadra di Nadia. Laura dipinge quadri che esprimono la sua ricerca interiore per trovare la sua pace, convivendo con la sua malattia rara, in tele fatte di materia, che richiamano l’arte di Alberto Burri. Tele che Nadia tocca, che percorre con le sue mani, nelle quali, in qualche modo, si riconosce. Le due gareggiano fianco a fianco in uno sport fatto di tecnica e resistenza, e al tempo stesso si stringono la mano nella profonda consapevolezza della fragile condizione in cui si trovano.

We will tell the story of Laura Urbani, Nadia’s friend and teammate. Laura paints works that express her inner search for peace as she lives with her illness, on textured canvases reminiscent of Alberto Burri’s art.
These are canvases Nadia touches, explores with her hands, and in which she somehow recognizes herself.
They compete side by side in a sport built on technique and endurance, while also holding hands in the shared awareness of their fragile condition.

Le opere di Laura verranno accostate alle riprese naturali.
Le mani di Nadia sulla tela richiameranno il tocco delle stesse sulla roccia.

Laura’s artworks will be juxtaposed with natural landscapes.
Nadia’s hands touching the canvas will echo her hands touching the rock.




L’arrampicata per Nadia ha due forme diverse: quella in parete in palestra, e quella sulla roccia in montagna.
Da una parte: il pensiero della gara, della performance, la paura di sbagliare.
Dall’altra: la pace della montagna, la testa piena solo di sensazioni positive, solo dei passi da fare per riuscire a salire. In quel momento ci sono solo lei e la roccia.
Per lei, quelli, sono i movimenti più naturali del mondo.

For Nadia, climbing has two distinct forms: indoor competition climbing, and outdoor rock climbing.
On one side: performance, pressure, the fear of making mistakes.
On the other: the peace of the mountain, a mind filled only with sensations, with the next move needed to ascend. In that moment, there is only her and the rock.
For her, those are the most natural movements in the world.



FATTIBILITÀ
Le riprese si terranno tra Siena, Arco, Roma e Laval.

Abbiamo bisogno di aiuto per riuscire a coprire i costi del noleggio dell'attrezzatura necessaria, degli spostamenti, dei pernottamenti e del cibo per la troupe, e della retribuzione dei professionisti coinvolti, anche in fase di post-produzione.

Verranno fatte riprese in parete per cui serviranno delle attenzioni maggiori.

La durata del documentario sarà di circa 60 minuti.

PRACTICABILITY
Filming will take place in Siena, Arco, Rome, and Laval.

We are seeking support to cover equipment rental, travel, accommodation, meals for the crew, and fair compensation for the professionals involved, including post-production.

Some scenes will be filmed on climbing walls, requiring additional safety measures and technical attention.

The documentary will have a running time of approximately 60 minutes.



(Fotografie di backstage scattate da Daphne Galas durante le riprese della promo del documentario.)
(Backstage photographs taken by Daphne Galas during the filming of the documentary’s promotional short.)

PERCHÈ QUESTA STORIA
Sento l'urgenza di raccontare questa storia sia per la forza che mi ha dato Nadia, sia per esprimere l'amore nei confronti della terra nella quale sono cresciuta. Da quando vivo a Roma, il mio cuore è diviso in due: da una parte il mio sogno, fare cinema; dall'altra la nostalgia delle mie montagne.

Un documentario non può raccontare la realtà in maniera oggettiva, ma quella espressa dallo sguardo del regista. Con la storia di Nadia vorrei raccontare il suo legame con la montagna, che si fonda con il mio, profondo, che deriva dalla mia infanzia.

Allontanarmi dai luoghi in cui sono cresciuta mi ha fatto capire quanto vi sia legata, ed è difficile raccontare a parole il sentimento di amore che mi pervade quando di fronte a me si stagliano le mie montagne. Quando mi trovo in una dimensione di pace, nel silenzio della natura.
Sento di volerlo raccontare, di volerlo urlare al mondo intero.

Perché la montagna non è solo un bel panorama.
Va sentita, va compresa, nella sua bellezza e nella sua brutalità.
La montagna ha un'anima. E voglio raccontarla con la storia di Nadia.



WHY THIS STORY
I feel an urgency to make this documentary, both because of the strength Nadia’s story has given me, and because of my deep love for the land where I grew up.
Since moving to Rome, my heart has been divided in two: on one side, my dream, to make cinema; on the other, the longing for my mountains.

A documentary cannot portray reality objectively; it is always shaped by the director’s gaze. Through Nadia’s story, I want to tell her bond with the mountain, intertwined with my own, rooted in childhood.

Moving away from the places where I grew up made me realize how deeply I belong to them. It is difficult to describe the love I feel when my mountains rise before me — when I breathe and feel suspended in a dimension of peace, in the silence of nature, and a tear of emotion gently touches my cheek.
I feel the need to tell this story. To shout it to the world.

Because the mountain is not just a beautiful landscape.
It must be felt. Understood. In its beauty and in its brutality.
The mountain has a soul. And I want to tell it through Nadia’s story.


BIOGRAFIA
Mi chiamo Sara Tavernini e dirigerò il documentario. Il mio incontro con Nadia è stato per me di enorme ispirazione, e ho deciso di impegnarmi per condividerlo con il mondo.
Dopo il diploma al liceo classico, mi sono laureata in cinema alla RUFA (Rome University of Fine Arts) e durante gli anni di studio ho scritto e diretto tre cortometraggi, uno dei quali è stato selezionato a Visioni Italiane 2025.
L'ultimo cortometraggio che ho diretto è in fase conclusiva di post-produzione.
Ho partecipato a film e serie tv come video assist, e come direttrice della fotografia a progetti più piccoli come cortometraggi, spot e documentari.
Attualmente studio direzione della fotografia al CSC - Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma.

BIOGRAPHY
My name is Sara Tavernini, and I will direct this documentary. Meeting Nadia was deeply inspiring for me, and I felt compelled to share her story with the world.
After graduating from classical high school, I earned a degree in Film at RUFA (Rome University of Fine Arts). During my studies, I wrote and directed three short films, one of which was selected at Visioni Italiane 2025.
My latest short film is currently in the final stages of post-production.
I have worked on films and TV series as a video assist operator, and as Director of Photography on smaller projects such as short films, commercials, and documentaries.
I am currently studying Cinematography at CSC - Centro Sperimentale di Cinematografia in Rome.


Note: la raccolta fondi per il progetto è gestita in maniera indipendente, senza una casa di produzione, ed è dichiarata come contributo a fondo perduto.

Note: fundraising for the project is managed independently, without a production company, and is stated to be a non-repayable contribution.

Organizer

Sara Tavernini
Organizer
Arco
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