Il trapianto mi ha salvato, ma un’infezione può uccidermi

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Il trapianto mi ha salvato, ma un’infezione può uccidermi

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Mi chiamo Alessandro e da quando avevo solo 8 anni ho vissuto 16 anni in dialisi e altre gravi patologie come se fossi all’inferno.
Non mi davano speranza avrei dovuto passare la vita in dialisi, ma dopo questa lunga attesa è uscito un nuovo farmaco sperimentale che mi ha permesso di fare il trapianto, un rene nuovo, ho pensato che il peggio fosse passato.

E invece lo sto perdendo.

Non per la malattia ma la casa umida, piena di muffa e freddo in cui vivo, un assassino silenzioso.

- Al mio rene rimane solo il 20% della sua funzione
- Il mio sistema immunitario si spegne di più
- La mia vita si accorcia

Grazie a voi ho già raccolto una bella cifra con cui ho affrontato viaggi verso il centro trapianti, cure, interventi e adesso c'è ne sono in programma altri come l'esportazione della paratiroide rimanente e una volta tolta sono a rischio di convulsioni e altre brutte cose per mancanza di vitamina D e calcio.

Avevo una casa popolare assegnata dal comune di Reggio Calabria (ATERP) e mentre nel 2006 ero fuori regione per uno dei miei interventi salvavita un tumore osseo che si era sviluppato, mi hanno occupato abusivamente la casa, ho chiesto aiuto alle istituzioni e non ho mai ottenuto risposte fin quando non sono arrivate Le Iene l'anno scorso nel 2025.
Hanno fatto le domande giuste.
Hanno ottenuto risposte

Il Comune di Reggio Calabria lo sa da anni.
Ma ha sempre ignorato le mie richieste.
Hanno promesso di darmi una casa popolare idonea alle mie condizioni di salute.

Cosa è successo dopo?

La casa è stata liberata e la porta è stata murata.
Le promesse sono state archiviate.
I politici hanno cambiato canale.

Non è un caso.
È il sistema.

Io mi ritrovo adesso in una casa in affitto nonostante le alte spese che devo affrontare per curarmi.

Siccome non posso permettermi affitti esagerati con le spese che ho da affrontare in una di questa casa ho preso un batterio letale che mi stava uccidendo, un mese in ospedale attaccato a flebo e antibiotici.

Ora basta.
Non voglio più elemosinare una casa a chi piace fare bella figura davanti alle telecamere per poi abbandonarmi quando si spengono.

Questa raccolta fondi era nata su consiglio di un associazione che voleva aiutarmi con spese mediche e comprarla con le mie forze e con il vostro aiuto per chiudere questa storia per sempre, perché da solo non posso farcela in queste condizioni.

Aiutami a uscire da questa casa che mi sta uccidendo.
E quando ce l’avremo fatta, racconterò a tutta Italia quello che voi avete fatto e quello che il Comune ha ignorato: che la solidarietà tra noi italiani è ancora l’arma più forte che esiste.

Manca poco.
Ma il tempo non è infinito.

Ogni giorno:
- Il mio rene si indebolisce di più
- Le probabilità di infezione aumentano del 15%
- La mia qualità di vita scende di un punto

Quando questa storia si chiude, io sarò lì.
Con la casa asciutta alle spalle.
Con il rene che funziona ancora o con un nuovo trapianto.

E dirò a tutti cosa è successo.

Non 'grazie'.
Ma 'ecco come abbiamo fatto'.

Organizer

Alessandro Giordano
Organizer
Reggio Calabria, CI
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