Il Signor, alla ricerca di un uomo scomparso.

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Ciao!

Siamo Giorgia e Matteo, siamo le due facce nel riquadro qui sotto, e siamo studenti di cinema a Milano.


Matteo è regista e Giorgia è direttrice della fotografia; veniamo entrambi da Bergamo e abbiamo frequentato il Liceo Artistico Statale Manzù.
Frequentavamo lo stesso liceo ma non ci conoscevamo.

Poi, a Milano, ci siamo conosciuti e abbiamo scoperto di avere un ricordo in comune.
Ogni mattina percorrevamo il tragitto dalla stazione a scuola e notavamo un bizzarro signore starsene seduto sotto la vetrina di un negozio di arredamento, teneva sempre un ombrello in mano, anche con il sole.
Abbiamo visto quest'uomo tutti i giorni per quasi cinque anni, e sempre nello stesso luogo.
Qui sotto una ricostruzione di quello che vedevamo, con le gambe di Matteo (regista) in prestito.


Qualche volta siamo riusciti a vincere la timidezza e a guardarlo negli occhi per qualche istante. A volte avremmo voluto fermarci, chiedergli chi aspettasse, presentarci.
Oppure lo avremmo potuto osservare da lontano, spiarlo, per vedere se mai tornava a casa, e dove fosse la sua casa. Ma non l'abbiamo mai fatto.

Ora non lo vediamo più, ma scoprire che entrambi nutriamo ancora oggi una certa curiosità verso quest'uomo, ci ha spinti a raccontare la nostra storia.
Perciò abbiamo scritto una storia, una storia allucinata.
Probabilmente una storia ancora più folle se non vivete nella provincia Bergamasca. I personaggi e i luoghi sono spudoratamente costruiti su nostri amici, familiari, musicisti, armi personalizzate dei pescatori, colline lontane e case con piscina degli imprenditori di piccola-media impresa.
Questo cortometraggio è lo stravolgimento fantastico del nostro mondo, come abbiamo fantasticato per anni che fosse, e come forse un po' tutti lo desideriamo.
Speriamo anche voi!


ECCO LA STORIA DEL CORTO

La storia del nostro film riflette la nostra!
Un giovane studente universitario, Lucio, si accorge che il signore che vedeva tutti i giorni per strada è scomparso. Ripercorrendo i suoi passi attraverso delle interviste cercherà di risalire a lui.

Per prima cosa, Lucio si intervista da solo, cercando di risalire all’ultima volta che ha visto l’uomo scomparso.
Quel giorno si è preparato, è uscito di casa e ha preso il bus.
Ma improvvisamente il bus si è fermato, e l’autista ha chiamato la fine della corsa a causa di un guasto.
Così Lucio è stato costretto a camminare verso l’università.
Mentre camminava, ha visto da lontano le gambe dell’uomo seduto.
Più si avvicinava e più la luce svaniva, in cielo c’era un’eclissi.

Lucio prosegue la sua ricerca conducendo delle interviste.

Intervista Franca e Giulio, una coppia che racconta di essersi svegliata nel cuore della notte per dei rumori.
Due del mattino. Franca che è svenuta in giardino, Giulio che accorre con una mazzetta per uccidere i pesci; per trovare il Signor immerso nella loro piscina con indosso una tuta da sommozzatore.


Dopodiché intervista Camola, che vive sui Colli di San Fermo.
Camola è il proprietario di una collina talmente grande che lui e Lucio devono urlarsi le informazioni a distanze spaventose; salendo verso la cima si incontra una panchina gialla alta tre metri.
Racconta a Lucio che il Signor se ne stava spesso in piedi, in cima alla collina, aveva un secchio rosso in testa. Poi lo toglieva e lo suonava come un tamburo.

Intervista Mario, un giovane contadino che sostiene di aver visto l’uomo sul provinciale di Palazzolo (BS), mentre piegava cartelli stradali di modo che sembrassero incidentati.


Tornando a casa dall'intervista, Lucio passeggia per la strada mentre è al telefono con sua mamma; si annoia, trova distrazione con il palo di un cartello stradale, cerca di piegarlo ma senza successo.

La sera conduce un'altra intervista, a Beppe Ungalletti.
L'uomo è convinto che il Signor sia morto in un incidente stradale.
E ne è certo perché l’ha investito lui.



Passano alcuni mesi, Lucio ha rinunciato alla sua ricerca.
È sul bus e guarda fuori dal finestrino e improvvisamente vede per strada il Signor, chiama lo stop e impone all’autista di fermarsi.
Scende dal bus correndo nella direzione dell’uomo e quando si accorge che lui lo sta aspettando, rallenta.

È l’alba.
Si trovano uno di fronte all’altro.
Il Signor allunga la mano.
Lucio si avvicina titubante, allunga la mano a sua volta, non crede ai suoi occhi.
Una stretta di mano.
Si passano il testimone.


Il sole è sorto e Lucio cammina per strada. Raggiunge il muretto dove sedeva il Signor, ci si siede.
Gli ci vorrà del tempo per abituarsi.




Qui c'è un link drive con il dossier e le schede personaggio :)
Qui sotto i nostri canali e portfolio.

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Matteo Zerbini
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