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La storia di Nerina: ha scelto il mio giardino per non morire
Tutto è iniziato la scorsa estate. A luglio, Nerina è comparsa nel mio giardino portando con sé i suoi tre gattini.
In quel momento ho capito che si fidava di me. La strada, però, non fa sconti e, col passare dei mesi, al suo fianco è rimasta solo la piccola Bianchina.
A gennaio, con il gelo che non perdona, Nerina ha capito che non potevano più farcela da sole. Stremate dalla malattia, madre e figlia si sono trascinate di nuovo nel mio giardino, crollando a terra. Mi stavano chiedendo disperatamente aiuto per l’ultima volta.
Le ho fatte ricoverare d’urgenza, affrontando ogni spesa da solo. Abbiamo lottato e abbiamo ottenuto una prima, immensa vittoria: Bianchina si è salvata. Ora è al sicuro in stallo a casa mia, in attesa di essere sterilizzata (e sto cercando di capire quale sia il destino migliore per lei).
Ma mamma Nerina ha dato letteralmente fondo a ogni sua energia vitale per proteggere la figlia, e il suo sistema immunitario ha ceduto di schianto.
I suoi sintomi non lasciavano spazio a dubbi: perdita di equilibrio, cadute continue, la testolina che tremava. Il candidato numero uno era la temutissima FIP neurologica, un virus spietato che divora il sistema nervoso.
Conoscendo la storia del ricovero pregresso e analizzando una parte di analisi che erano già arrivate e che ho allegato ci siamo resi conto che viste le condizioni cliniche non avevamo un minuto da perdere- Aspettare giorni per altre conferme di laboratorio avrebbe significato condannarla a morte certa. Così, per salvarle la vita, abbiamo fatto partire immediatamente il protocollo terapeutico d’emergenza con il GS Galenico!
La buona notizia è che la cura esiste. È un percorso lunghissimo di almeno 84 giorni ininterrotti di iniezioni/capsule/sciroppo di un farmaco antivirale costosissimo, non passato dal sistema sanitario, a cui dovrà seguire un lungo follow-up.
Stiamo lottando con le unghie e con i denti, ma io, onestamente, sono arrivato allo stremo fisico ed economico.
Dopo i primi 4 giorni di terapia in clinica (era ricoverata), ho comprato una gabbietta e la tengo al caldo in casa cosi da poter monitorare il suo stato di salute.
(spesso si possono trovare il nome di mio padre o mia madre sulle ricevute perchè o mando loro in farmacia e il farmacista passa la loro tessera sanitaria o perchè uso la loro carta per non perdere tempo ad andare a ricaricare la mia)
Ogni santo giorno faccio la spola avanti e indietro dal veterinario per farle fare le punture e i controlli, col cuore in gola. In tutto questo mi divido tra altri due gatti (il mio, che ho in casa ed è affetto da struvite cronica, e la sua piccola Bianchina), cercando di dare a tutti l’amore e le cure che meritano.
Dopo aver pagato i ricoveri di gennaio, sto raschiando il fondo di tutti i miei risparmi. Ma il traguardo è lontano e da solo non posso più sostenerlo.
I fondi di questa raccolta serviranno esclusivamente per:
- le fiale/capsule del farmaco antivirale salvavita (GS)
- materiali sanitari e non di uso quotidiano
- cibo intestinale specifico
- integratori
- visite ed esami futuri
- anche benzina per fare avanti e indietro
Trasparenza assoluta:
Aggiornerò questa pagina costantemente!
Nerina ha scelto il mio giardino per presentarmi i suoi figli a luglio, ed è tornata a gennaio per non morire. Mi ha chiesto aiuto, e io oggi metto da parte l’orgoglio e lo chiedo a voi.
Vi prego, non costringetemi ad arrendermi ora che la salvezza è possibile. Anche una piccola donazione o la semplice condivisione di questo appello può regalarle un giorno di vita e di cura in più.
Grazie di cuore a chiunque deciderà di combattere al nostro fianco.





