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Graphic novel a sostegno della salute mentale

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Una fiaba disturbata

“Sono affetta da disturbo bipolare […], e ho versato per molti anni in una condizione molto grave. Oggi, guardandomi indietro, posso dire che la malattia è stata definitivamente l’incubatrice di un grande progetto di vita […], un insegnamento profondo, un’esperienza di fronte alla quale mi inchino in tutta umiltà.”

(Intervista a Danielle Sassoon, Vita, 16 febbraio 2023)


Qualche anno fa una cara amica mi presentò la madre di Livia, preoccupata per la figlia affetta da disturbo bipolare. Mi interessai a lei con qualche telefonata, ma presto iniziai a sentirmi risucchiata nella modalità circolare, estenuante, che caratterizza le dinamiche relazionali di molti malati di mente, e decisi di allontanarmene. Pochi giorni dopo l'ultima nostra conversazione, Livia si tolse la vita.

La sua storia ha influenzato così la trama della mia nuova opera, Il Reame Lontano, un tributo alla sua lotta, una fiaba illustrata in rima baciata per cui sono qui oggi a chiedere a voi tutti supporto e piena fiducia.


VandA edizioni, alla quale mi sono da sempre affidata, ha accolto e fatto propria l’urgenza di dare voce al disagio mentale. Una promessa e un impegno preziosissimi, ma molto onerosi per una realtà editoriale piccola e indipendente. I costi di stampa relativi a un prodotto di alta qualità, che ambisce a essere a tutti gli effetti un’opera d’arte e la cui veste grafica è stata curata da uno tra i migliori art director presenti oggi sulla piazza di Milano – un creativo giapponese di grande talento, Hisayuki Amae – sono evidentemente molto alti, pari a 12 mila euro.

Patrocinano il progetto Fondazione Bertini Malgarini e Fondazione Lighea, due tra le principali realtà del territorio impegnate sul tema, cui sarà dedicato uno speciale evento di presentazione e la donazione del 50% dei ricavi ottenuti dalla vendita del libro nel corso della serata.

Se Il Reame Lontano servisse anche solo in parte a sensibilizzare la comunità per superare stigma e pregiudizio nei confronti della malattia mentale, ancora fortissimi; a promuovere la conoscenza dei diritti dei malati e la salvaguardia della loro dignità; a favorire la cura psicologica e farmacologica, ma anche i programmi di riabilitazione sociale, con una presa in carico collettiva della fragilità come tappa ineludibile nella formazione individuale; a offrire uno sguardo creativo sulla malattia mentale, intesa come occasione per rimodulare e accogliere nuove prospettive esistenziali: lascerò degli eredi.


Danielle Sassoon (Milano, 1965). Giovanissima, frequenta come allieva attrice la Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. Dopo aver abbandonato il mondo dello spettacolo, ha svolto svariati ruoli professionali, tra cui intervistatrice telefonica, cameriera e pittrice. La passione per la recitazione, mai perduta, si accompagna da sempre al disegno e, negli anni più recenti, alla scrittura, quando scopre con enorme stupore che preferisce di gran lunga inventarsi storie e personaggi, anziché interpretare le fantasie altrui. A gennaio 2023 esce il libro A Beirut non ci sono più cani, la sua prima raccolta di racconti pubblicata dalla casa editrice femminista VandA edizioni, selezionato al Premio Internazionale di Letteratura Città di Como sezione Opera Prima 2023.


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Danielle Sassoon
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