PROGETTO “CORPO A(L) CORPO"

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PROGETTO “CORPO A(L) CORPO"

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Parto dal corpo, non precisamente dalla danza. Il movimento codificato, che richiede qualsiasi tipo di danza, presuppone una coscienza del corpo e molto spesso dobbiamo chiederci come per l’attore e il danzatore si possa raggiungere questa coscienza del corpo che ci permetterà poi di accedere alla tecnica interpretativa e di conseguenza al senso dell’azione
(Michela Lucenti).

“Corpo a(l) corpo” è un progetto complesso ideato e co-realizzato a più voci, tutte provenienti da ambiti professionali diversi, per dar vita ad un percorso di intervento a favore di adolescenti con disordini mentali.

REFERENTI
  • Dott.ssa Maria Cristina Porfirio, medica specialista in neuropsichiatria infantile, che da anni si occupa di età adolescenziale e preadolescenziale in diversi Servizi Pubblici di neuropsichiatria infantile a Roma.


  • Prof. Luigi Mazzone, medico specialista in neuropsichiatria infantile, Primario del reparto di neuropsichiatria infantile del Policlinico di Tor Vergata, Roma; Direttore della Scuola di Specializzazione in neuropsichiatria infantile dell’Università di Roma Tor Vergata.


  • Progetto AITA Onlus


  • L’Associazione Spellbound Contemporary Ballet, nella persona della Direttrice Valentina Marini, già direttrice dell’AIDAP, e di Fuori Programma Dance Festival, co- direttrice del Teatro Biblioteca Quarticciolo, e di Maria Giovanna Esposito. L’Associazione Spellbound, fondata nel 1994, nasce come struttura capace di accogliere progetti di organizzazione e produzione in ambito di spettacolo dal vivo con una specializzazione nel settore danza su scala internazionale. La progettualità, pur privilegiando l’ambito degli eventi e delle produzioni, ha da subito mantenuto attivo un forte filone di attività legato sia al mondo della formazione (curando corsi professionali e di specializzazione in coreografia con sede a Roma sin dai primi anni 2000 e percorsi di avvicinamento del pubblico in collaborazione, tra gli altri, con Fondazione Romaeuropa, Festival Oriente Occidente e Teatro dell’Opera di Roma) sia sul fronte della collaborazione artistica nella curatela di programmi e progetti per stagioni e Festival.



  • Il Collettivo di danzatori di Balletto Civile, coordinato da Michela Lucenti, Maurizio Camilli, Emanuela Serra.



  • La regista Sophie Chiarello, che seguirà tutto il percorso laboratoriale, documentandolo con videoriprese. Sophie Chiarello è una regista italo-francese; cresce in Francia e si diploma alla scuola di cinema FEMIS di Parigi. Nel 2022-2023 partecipa al corso di scrittura creativa della Scuola del Libro tenuto da Carola Susani e Francesco Pacifico. Inizia la sua carriera in Italia come aiuto regista di G. Salvatores, M. Venier, E. Winspeare, K. Rossi Stuart, G. Piccioni, W. Labate, e collabora con molti registi pubblicitari italiani e non. Scrive e dirige tre cortometraggi premiati in diversi festival. “Un filo intorno al mondo” con Aldo, Giovanni & Giacomo, è finalista ai Nastri d’Argento nel 2006 e partecipa a festival in Italia e all’estero. Collabora poi alla regia del film La banda dei babbi natale di Aldo Giovanni e Giacomo e dirige il suo esordio Ci vuole un gran fisico (Medusa-Agidi) che esce nei cinema nel 2013. Contemporaneamente sviluppa i suoi progetti di documentario e e nel 2011 scrive e dirige con sua sorella Anna-Lisa Chiarello RITALS, domani me ne vado che partecipa a numerosi festival in Italia e all’estero e vince il premio speciale della giuria al Festival del Cinema Italiano di Annecy 2012. “Il Cerchio”, di cui è autrice e regista, è il suo secondo documentario, vince la menzione speciale della giuria al festiva Alice nella città della Festa di Roma 2022, vince il premio Corso Salani del Festival AlpeAdriaFilmFestival 2023, il premio della Young Jury del Festival di Bolzano 23, è nella cinquina finalista del premio Valentina Pedicini dei Nastri d’Argento 2023 e vince il Premio David di Donatello Cecilia Mangini 2023 per il miglior documentario.


A partire dalla pandemia, i ragazzi giungono sempre più frequentemente ai servizi di salute mentale in giovanissima età per gravi disagi che mettono in primo piano la sofferenza dei corpi: gesti di autolesionismo, disturbi del comportamento alimentare, ideazioni suicidarie, tentativi di suicidio, difficoltà ad affermare la propria identità nel contesto sociale.

Dati recenti discussi al Congresso della Società Italiana di Neuropsicofarmacologia dell’Infanzia e Adolescenza, a Gennaio scorso, è in corso una “crisi mondiale della salute mentale”, anche e soprattutto fra i giovanissimi: l’incidenza di depressione e ansia tra gli adolescenti è raddoppiata rispetto a prima della pandemia da Covid-19 e questo diffuso disagio mentale rischia di mettere una seria ipoteca sulla salute futura dei ragazzi. È quanto emerge da un’ampia metanalisi appena pubblicata su JAMA Pediatrics, che ha incluso 29 studi condotti su oltre 80 mila giovani in diversi paesi.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito il concetto di salute come” Una condizione di completo benessere fisico, mentale e sociale e non esclusivamente l'assenza di malattia o infermità.”

Nel lavoro con l’età pre-adolescenziale ed adolescenziale, noi operatori abbiamo quindi una “mission” delicatissima: da una parte chiamare per nome i vari disturbi psichiatrici, definendo “le diagnosi”, dall’altra evitare di “desertificare” lo spazio vitale individuale e collettivo dei ragazzi, ma anzi provare a tracciare una rotta di passaggio che accresca
progressivamente la loro consapevolezza sulle molteplici attitudini di movimento esistenziale.

Questo implica necessariamente essere in movimento, spostare il proprio punto di osservazione, mettere in gioco risorse, avere una prospettiva interiore dinamica. Nella pratica clinica abbiamo a disposizione diverse opzioni terapeutiche di intervento: psicoterapiche, farmacologiche, psicoeducative e psicosociali; in ognuno di questi ambiti, si tende a privilegiare l’uso del linguaggio e della parola, come vie prioritarie di accesso alla mente.

Il corpo viene lasciato da parte; il corpo è seduto, sdraiato su un lettino, immobilizzato; non c’è simultaneità tra parola e movimento. Il corpo rimane immobile, mentre la mente e la parola si attivano.

L’idea di questo progetto nasce in primis da un grande amore per la danza, in particolare quella contemporanea, e per il teatro fisico: di grande interesse per noi il lavoro sulla “drammaturgia del corpo”; drammaturgia corporea che in ambito clinico assume di frequente una valenza di distruttività e umiliazione, mentre in ambito artistico, la stessa drammaturgia rimanda alla bellezza, alla creazione, al senso di possibilità di espressione dell’essere umano. Vorremmo inoltre favorire il processo attraverso cui le arti performative possano essere “portate fuori” dai soli contesti istituzionali, e sempre di più utilizzate come momenti educativi e terapeutici. Il documentare con videoriprese tutto il nostro Progetto ha l’obiettivo di poter creare successivamente un documento filmico che consenta di divulgare questa esperienza condivisa a più voci.

OBIETTIVI DEL CORSO:
Aiutare i ragazzi a prendere consapevolezza del proprio spazio/corpo e del suo modo di muoversi nel mondo, indagare la relazione tra i corpi e comprendere l’attenzione nei
confronti dell’altro corpo, sviluppare una concentrazione comune; promuovere la ricerca di bellezza e qualità del proprio fare, fornire gli strumenti per stimolare creatività e per mettere in azione il pensiero, trovare affinità e valorizzare la diversità degli altri, sviluppare un pensiero critico e nello stesso tempo creare un tessuto sociale rispettoso, aiutare l'allievo a prendersi cura del proprio corpo, sviluppare un proprio stile creativo, aumentare
la concentrazione e la reazione attraverso un lavoro non solo su sé stessi ma di attenzione agli altri corpi, rafforzare l'aggregazione e la fiducia in sé stessi e nel gruppo, sviluppare una responsabilità singola attraverso un progetto di creazione drammaturgica e di allestimento teatrale per promuovere la maturazione personale degli allievi, promuovere un lavoro di squadra lasciando ad ogni incontro degli stimoli per creare in modo autonomo nuovo materiale.

PERCHE’ GLI ADOLESCENTI?
Sono numerosi, in questo periodo, a partire dalla pandemia, dati clinici e nei mass media, che pongono l’attenzione sulla sofferenza psichica subita dalla popolazione adolescente a causa della pandemia. Uno in particolare definisce il manifestarsi di questo malessere adolescenziale con “attacco al corpo”. L’impossibilità di agire rende il corpo un nemico, l’energia inespressa genera un’implosione e viene a mancare l’energia vitale generata dalle esperienze, necessarie a costruire la propria esistenza. Negli anni di formazione ci siamo trovati spesso a lavorare con adolescenti e da danzatori abbiamo percepito fortemente la necessità che hanno di un lavoro sul corpo per diventare consapevoli di chi sono e di come si mostrano al mondo, per liberarsi da posture scorrette e da vizi assunti spesso per difesa. In alcuni di loro molti atteggiamenti fisici sono legati ad un blocco del pensiero e diventano dannosi per la crescita e lo sviluppo. Solo partendo dal corpo si può sbloccare il pensiero e poi usare la consapevolezza acquisita per trasformare il pensiero in azione in modo da trovare un canale in cui indirizzare tutta la potenza fisica e immaginifica che irrompe nel ragazzo. Mai come in questo periodo storico l'adolescente ha bisogno di ascolto per condividere senza vergogna i propri dubbi e le proprie incertezze, i propri sogni, senza paura di essere giudicato o di
non essere all'altezza.



IN COSA CONSISTE IL NOSTRO PROGETTO
Il progetto prevede una residenza intensiva suddivisa in due sessioni da 1 settimana ciascuna per un totale di 12/14 giorni di lavoro. Il progetto verrà coordinato da Michela Lucenti e vedrà coinvolti altri 4/5 danzatori di Balletto Civile che da anni praticano, parallelamente al lavoro artistico, laboratori di formazione e progetti sui territori in diversi contesti sociali. Al termine del percorso, è prevista una restituzione performativa finale, per un gruppo di circa 10-15 ragazzi di età compresa tra i 13 ed i 16 anni, con disordini psicopatologici di varia natura, ma che come comune denominatore abbiano sintomi legati alla sfera
corporea. Il percorso si svolgerà in un ambiente extra-ospedaliero idoneo (es. teatro).

PROPOSTA CREATIVA
L'intento è creare un terreno di confronto costruttivo, iniziando dal lavoro sul corpo/voce e proponendo in parallelo un lavoro di auto-drammaturgia a partire rigorosamente da tematiche quotidiane e contemporanee da cui nascerà il plot di uno spettacolo. Sviluppando il pensiero creativo ognuno potrà affrontare tematiche di cui ha la necessità di parlare, utilizzando il corpo, la parola, la musica. Il teatro fisico verrà usato come un gioco serio in cui la richiesta sarà di rendere oggettivamente bello quello che si vuole comunicare in modo da passare attraverso una tecnica e non attraverso uno sfogo. Il tutoraggio sarà costante e la finalità quella di creare un terreno creativo e costruttivo attraverso un lavoro di squadra dove le diversità e le debolezze saranno esaltate come necessarie.

DESCRIZIONE DEL PROGETTO LABORATORIALE:
Ogni lezione del laboratorio comprende un riscaldamento fisico e vocale per preparare l’allievo al successivo lavoro e per creare una concentrazione comune e, alla fine, un defaticamento. I giorni di laboratorio saranno strutturati in modo da contenere un pre-lavoro singolo in cui riprenderemo contatto con il corpo, liberandolo da abitudini e posture scorrette in modo da trovare una propria presenza scenica. Un lavoro sulla relazione e il contatto usando la nostra qualità singola e attivando un ascolto nei confronti degli altri corpi. Nei vari appuntamenti il programma della lezione verrà costruito su queste basi, in ascolto alla natura del gruppo:
un lavoro di studio di elementi tecnici per corpo solo:
Indagine della propria idea di movimento, esercizi per trovare una postura corretta e un uso del centro e per indirizzare il corpo verso un’organicità di movimento, lavoro ritmico su musica, uso dei livelli, consapevolezza dello spazio e del proprio spazio/corpo.
un lavoro di studio di elementi tecnici per il lavoro di gruppo:
impulso/reazione, bilanciamento dello spazio, relazione con l’altro o gli altri corpi, comprensione della responsabilità di occuparsi dell’altro corpo, studio di equilibrio e disequilibrio e spostamento del peso, improvvisazione guidata di gruppo.
un lavoro sull'espressione vocale:
esercizi di riscaldamento vocale, esercizi base di scansione, respirazione, emissione.

PROPOSTA ECONOMICA
Nella stima complessiva del progetto è incluso il costo forfettario di 4/5 danzatori impegnati per 12/14 gg di laboratorio + prova aperta, tutti i supporti tecnici necessari alle videoriprese, al salvataggio del materiale registrato su supporti adeguati, spese di viaggi e alloggi, costi tecnici di materiale e allestimento; realizzazione di un teaser per proseguire il lavoro di post produzione del documentario.

CALENDARIO
Il laboratorio si svolgerà nella prima settimana di novembre (dal 4 al 9 novembre tutti i pomeriggi dalle 14.00 alle 18.00) e nell’ultima settimana di novembre (dal 25 al 30 novembre tutti i pomeriggi dalle 14.00 alle 18.00), con una restituzione performativa il 30 novembre alle ore 19.30.
Le 2 sessioni di lavoro saranno distanziate da un tempo di 2 settimane, per permettere ai ragazzi coinvolti di avere un tempo di decompressione, e al team creativo di Balletto Civile di definire le linee di lavoro; durante il periodo di “riposo” verranno comunque effettuati 2 incontri di gruppo con il team di neuropsichiatri e la regista per avere un confronto “in presa diretta” delle esperienze vissute.

Il progetto promosso da Roma capitale-assessorato alla cultura- è vincitore dell’avviso pubblico biennale “culture in movimento 2023 2024”, curato dal Dipartimento attività culturali e realizzato in collaborazione con SIAE.
“Corpo al corpo” pone l’attenzione sulle problematiche dei giovanissimi che giungono nei servizi di salute mentale per problematiche che coinvolgono a più livelli la relazione con la propria corporeità , relazione spesso deformata dalla presenza di disturbi alimentari,
autolesionismo, tentativi suicidari, disturbi d’ansia e dell’umore. Nonostante il corpo si presenti come il protagonista principale o assoluto di tutte queste condizioni di sofferenza, lo spazio e la sensibilizzazione sia tra i professionisti sia nell’opinione pubblica sulla grande rilevanza delle azioni terapeutiche prevalentemente destinate a lavorare sul linguaggio corporeo è ancora molto scarsa.
Di fatto su tutto il territorio nazionale, esistono poche realtà cliniche nelle Istituzioni che si occupano della Salute Mentale dei più giovani dove si considera il lavoro con il corpo come parte centrale dei percorsi assistenziali e terapeutici.

Organizer

Maria Cristina Porfirio
Organizer
Rome, LZ
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