"EPPURE SONO QUI" short-film di Luiza M. Segalini

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"EPPURE SONO QUI" short-film di Luiza M. Segalini

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CHI SONO
Ciao! Mi chiamo Luiza Segalini e sono una studentessa di cinema alla NABA – Nuova Accademia di Belle Arti.
Sto realizzando il mio cortometraggio di Tesi: si intitola “Eppure sono qui”.
Questo cortometraggio nasce da una supposizione:
come si sente un anziano quando perde l’ultima persona che condivideva il suo stesso passato?
Quando muore l’unico amico rimasto, non è solo un lutto: è la fine di un intero mondo, di un tempo che i figli o nipoti non possono comprendere, perché non lo hanno vissuto.

Racconterò di me partendo da una citazione che ha segnato una parte importante della mia vita: “L’essenziale è invisibile agli occhi.”
nella bio del video troverete una breve descrizione





Il progetto di cui parlerò, è cortometraggio a cui tengo profondamente, sia sul piano personale che artistico. Non è per me solo un film da consegnare: è una sfida che ho scelto per mettermi alla prova, per capire fin dove posso arrivare.

LA STORIA
La vicenda si svolge nell’arco di una sola giornata, all’interno della casa di Giovanni, un uomo anziano che vive solo. La sua routine è silenziosa, scandita da piccoli gesti ripetitivi e da un senso di vuoto che riempie ogni stanza.
Nel primo atto, di tono drammatico, il tempo sembra scorrere lentamente. Finché, in cucina, un telefono comincia a squillare. Giovanni non lo trova subito: un suono insistente, quasi fuori posto, che si insinua nella quiete e la spezza. L’ultimo dei suoi amici di vecchia data è venuto a mancare. La notizia sembra semplice, quasi prevedibile, ma per Giovanni è una scossa: ora è davvero l’ultimo rimasto. Nessuno più che lo conosca per com’era, nessuno con cui condividere la memoria del passato.
Da quel momento, il racconto scivola nel thriller psicologico.
Giovanni inizia a percepire voci; frammenti di conversazioni della sua giovinezza, ricordi mescolati a toni accusatori; e a inseguire ombre che sembrano muoversi tra le stanze.
Il tempo perde significato: la luce cambia senza logica, l’ambiente diventa sempre più deformato da inquadrature e suoni disturbanti.
Il culmine arriva quando Giovanni, stremato, sviene. Poi, la porta si apre: la figlia e i nipoti sono arrivati. La tensione si scioglie in una commedia malinconica.
La nipotina lo trova steso e, con la sua innocenza, lo rimprovera dolcemente, riportando un calore semplice e sincero in quell’universo isolato.


NOTE DI REGIA
Eppure sono qui non è solo una storia da raccontare: è un’esperienza da far vivere.
Il progetto nasce da una domanda che ho scelto come centro della mia tesi:
Come i generi cinematografici mettono in scena un determinato tema? E come questo tema, a sua volta, può influenzare e contaminare i generi stessi?
La sfida più grande che ho scelto è usare tre generi cinematografici diversi — dramma, thriller psicologico e commedia malinconica — per raccontare un unico tema: la solitudine e il lutto nella vecchiaia.
So che non è un’impresa semplice. Passare da un genere all’altro senza spezzare il ritmo, senza confondere chi guarda, è una sfida difficile, ma è proprio questo il motivo per cui voglio farlo: voglio mettermi in gioco.
Questo non è un semplice esperimento stilistico. Ogni genere ha un suo linguaggio visivo, un suo ritmo e un suo modo di coinvolgere lo spettatore, e io voglio portarli tutti insieme in un racconto coerente e profondo.
Nella prima parte, il dramma ci fa entrare nella quotidianità di Giovanni, con tempi lenti, luci naturali e silenzi pieni di significato.
Poi, con l’arrivo della telefonata che rompe la calma, il racconto si trasforma in thriller psicologico: le immagini si fanno distorte, il montaggio più rapido, i suoni più intensi e stranianti. La percezione del tempo si perde, e lo spettatore si ritrova a seguire Giovanni in un mondo di ricordi confusi e presenze inquietanti.
Infine, con l’arrivo della nipotina, il tono cambia ancora: la commedia malinconica apre una finestra di dolcezza e umanità, una pausa delicata che rende il lutto più umano, più vicino.
Voglio che chi guarda “Eppure sono qui” non solo segua la storia, ma senta davvero il passaggio emotivo tra questi mondi, quasi come se si trovasse nella stessa casa, intrappolato nella stessa giornata che per Giovanni si dilata e si contrae.


A CHE COSA SERVIRANNO LE DONAZIONI?
Tutti i fondi raccolti verranno usati per realizzare il cortometraggio nel modo più curato possibile:
Affitto e allestimento location

  • Attrezzatura tecnica (luci, camera, suono)
  • Costumi e scenografia
  • Composizione e mix audio
  • Trasporti e pasti per troupe e attori
  • Post-produzione (montaggio, color correction, sound design)


COME PUOI AIUTARMI
Anche una piccola donazione può fare la differenza.
Se ti va, puoi condividere questa campagna con amici, colleghi, appassionati di cinema o semplicemente persone che vogliono sostenere una giovane regista al suo primo vero salto.
Ti ringrazio in anticipo,
con tutta la gratitudine possibile.
Luiza

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Luiza Segalini
Organizer
Milan, LM
Saothik Ganzini
Co-organizer

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