- b
- G
Ciao,
mi chiamo Stefano Oldino. La scorsa estate ho avuto la fortuna di visitare l’Afghanistan ed ora posso testimoniare che la situazione delle donne è tragica, molto peggio di quanto si pensi in Italia. La sensazione che abbiamo avuto, il viaggio l’ho fatto con mia sorella, è stata di completa impotenza: noi saremmo tornati a casa… loro sarebbero rimaste lì senza alcuna via di scampo.
Durante il viaggio abbiamo conosciuto MF: una ragazza allora diciassettenne che ha attaccato discorso con noi e per questo è stata insultata da un talebano che era in zona. Con qualche magheggio siamo riusciti a passarle il nostro numero di telefono e a stabilire un contatto che dura tuttora. La sua famiglia non è mai stata ricca ma tutto è precipitato sette anni fa quando il padre è morto in una moschea sciita per un attentato talebano. Da allora la famiglia ha cercato di sopravvivere lavorando in un laboratorio di tessitura di tappeti dato che oltre al cucito, questo è l’unico lavoro concesso alle donne. Nel frattempo una sorella è morta per intossicazione da sostanze usate durante la tessitura e la madre si è ammalata: sono quindi rimaste lei e sua sorella a lavorare e a mantenere la famiglia incassando a fine mese 70$. Da due mesi il laboratorio le ha licenziate e sono senza reddito, il fratello più grande ha dovuto abbandonare la scuola per trovare un impiego: è l’unico in questo momento a lavorare in famiglia per 30$ al mese come “rammendatore” e deve supportare madre, due sorelle e tre fratelli più piccoli. È quindi una famiglia povera, di quella povertà che a volte ti fa anche saltare i pasti.
Da settembre sostengo la sua famiglia regolarmente ogni mese senza vedere uno spiraglio di luce per loro.
Lo spiraglio invece per M qualche settimana fa è arrivato: ha vinto una borsa di studio che le permetterebbe di lasciare l’odiato Afghanistan e di trasferirsi in Cina. Io e mia moglie, Lucia Ricaldone, ci siamo dati disponibili per mantenerla in Cina per le spese quotidiane durante tutto il periodo di studio. Servono però i soldi per i documenti cinesi ed afgani, per il viaggio e per altre spese vive alle quali deve fare fronte entro il prossimo mese e mezzo per non perdere l’occasione. Lo studio in Cina le aprirebbe non solo la possibilità di lasciare legalmente l’Afghanistan ma anche di trovare un lavoro alla fine del percorso di studio in Cina. Il corso di studi al quale è stata ammessa è quello di Lingue.
Qualunque cifra, anche solo qualche euro, potrebbe fare la differenza.
Ringrazio chiunque voglia partecipare
PS Mantengo segreti foto e nome completo vista la situazione afgana ma per chi privatamente volesse avere maggiori informazioni sarà un piacere darle.


