Crisi Sri Lanka: Kisho e la sua famiglia messi in ginocchio

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Crisi Sri Lanka: Kisho e la sua famiglia messi in ginocchio

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Ciao a tutt*,
Mi chiamo Samuele e da circa 5 mesi vivo in Sri Lanka. Ho lasciato l'Italia alla volta dell'Asia per la ricerca di nuove opportunità e per poter conoscere stili di vita e culture alternative al modello occidentale. In questa magica isola ho trovato molto di più...


MACHAN: IL VALORE DELLA FRATELLANZA
Machan" (මචං) in Sri Lanka è un termine colloquiale ampiamente utilizzato traducibile con l'inglesismo "bro" o in italiano "amico mio / fratellone".
Sono arrivato in Sri Lanka a fine novembre 2025 e dopo appena due giorni l'isola è stata abbattuta dal ciclone Ditwah. Ciò che più mi ha sorpreso è che in quel momento in cui avevo estremo bisogno di supporto in un luogo a me sconosciuto, non ho fatto fatica a trovare aiuto. Davanti a me non c'era una sola mano tesa ma molte di più. E così è stato nei momenti in cui ho avuto più bisogno negli scorsi mesi. Ora tocca a me...


TRINCOLANKA: LA MIA SECONDA FAMIGLIA



Dopo un primo momento itinerante per il centro e sud dell'Isola, ho scelto di cercare stabilità nella costa nordest dell'isola, in particolare, nel villaggio di Uppuveli Beach nella cittadina di Trincomalee. Questo nuovo posto mi ha da subito colpito per la bellezza dei suoi scenari e l'accoglienza gioiosa dei locals, tra questi Kisho e la sua famiglia. Ricordo ancora il sorrisono di questo omone quando passai per la prima volta davanti al suo ristorante "Trincolanka". Mi fece subito cenno di entrare, stava suonando con i suoi figli e mi coinvolse spontaneamente in questo momento di gioia spensierata di fine giornata. Da allora con Kishor, sua moglie Nayomi e i piccoli Liana (5 anni), Godfrey (12 anni) e Kevin (14 anni) è nato subito un legame molto profondo nutrito da momenti di condivisione, gioco e aiuto reciproco. Ora Kishor e la sua famiglia che mi hanno accolto come fossi un figlio, insieme ad amici e conoscenti, hanno bisogno di aiuto!



"TI PREGO AIUTACI"


Kisho si sedette davanti a me, incrociò le dita delle mani poggiandole sul tavolo, fece un sospiro alzando gli occhi al cielo e con voce ferma mi disse: “Siamo nei guai. Non sappiamo più come andare avanti. Qui la voglia di lavorare c’è ma ‘no people’.”
Fece una breve pausa silenziosa e il suo volto si incupì ulteriormente: “Non riusciamo a pagare l’affitto e le bollette da due mesi e poi, sai, ci sono le spese per mandare i bambini a scuola, il cibo e lo stretto necessario per continuare a vivere.”
In quel momento Kisho era per me irriconoscibile: dell’omone sempre scherzoso e fiducioso nella vita a cui ero abituato non riuscivo a coglierne traccia. Mi appariva come un uomo messo in ginocchio da eventi più grandi di lui e in preda a una paura viscerale di non farcela, quella di un padre di famiglia che non sa più come prendersi cura delle persone che ama.
“Abbiamo bisogno del tuo aiuto”, pronunciò con una voce strozzata come fosse la cosa più difficile che potesse chiedere.
“Certo, sono qui per voi”, lo rassicurai, “avete fatto così tanto per me senza chiedere mai nulla. Mi sono sentito accolto come un figlio nella vostra famiglia. Come potrei voltarvi le spalle ora che siete voi ad aver bisogno d’aiuto?”


CONTESTO: LA CRISI INASPETTATA CHE SI È ABBATTUTA SULLO SRI LANKA


Quella di Kisho e la sua famiglia è solo una delle tante storie che potrei riportare e che in questo momento accomuna tante persone di quest’isola. Dopo lo scoppio della guerra in Iran, lo scorso 28 febbraio, l’afflusso dei turisti si è improvvisamente interrotto e non è mai più ripartito. La stagione che ristoratori, negozianti e alberghieri attendevano con trepidazione in alcune località non è mai stata inaugurata dopo mesi di pausa forzata - stagione monsonica. A tutto ciò si accompagna l’aumento dei prezzi della benzina che ha generato un raddoppio del costo del cibo, dei trasporti e dell’elettricità. Corre voce, inoltre, di un possibile lockdown energetico di emergenza per far fronte alla difficoltà di rifornimento di combustibili fossili – fonte dominante per la generazione elettrica di base - dai rifornitori principali, tra cui primeggiano l’Iran e i paesi del Golfo Persico. Il clima è teso non solo a Trincomalee – la mia base operativa - ma anche in note località turistiche, che ho avuto modo di visitare nelle scorse settimane, come Kandy, Nuwara Eliya, Ella e Arugam Bay alle prese con le stesse difficoltà. Insomma, chi vive di turismo non sa più come procurarsi da mangiare e accedere ai servizi base. L’isola ridente su cui sono sbarcato cinque mesi fa è un mero ricordo...


UTILIZZO DEI FONDI RACCOLTI E CONSEGNA


Grazie al supporto di diversi amici che hanno conosciuto direttamente la famiglia di Kisho siamo riusciti già a raccogliere a sufficienza per saldare il debito degli scorsi due mesi di affitto e bollette (130 000 rupie, circa 360€).

Le donazioni raccolte su Gofundme aiuteranno la famiglia a creare un cuscinetto finanziario per i prossimi due mesi che possa permettere loro di sostenere le spese base (cibo, benzina, affitto, bollette) con la speranza che la stagione turistica possa riprendere presto.

L'intera somma raccolta sarà consegnata in contanti e di persona a Kishor, rappresentante della famiglia.

AYUBOWAN: LUNGA VITA
Nonostante tutto, percepisco con ammirazione la forza di un popolo che rimane unito e solidale, che fa del senso comunitario il suo “super potere” in tempi di crisi. Quella stessa qualità che ha permesso loro di rialzarsi, ricostruirsi e continuare a seguito dello tsunami del 2004, la fine della guerra civile nel 2009 e il recentissimo ciclone Ditwah che ha colpito l’isola lo scorso 28 novembre. E rimango piacevolmente sorpreso nel vedere, passeggiando lungo le strade semideserte di Uppuveli Beach, i festeggiamenti di alcune famiglie per l’apertura di nuove attività, nella fede e fiducia che presto le cose andranno meglio. E quindi com'è solito dire qui: "Ayubowan: ti auguro una lunga vita caro donatore".

Grazie per il tuo supporto prezioso.
Love,
Samuele

Organizer

Samuele P. Perrotta
Organizer
Induno Olona

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