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Corto di tesi "Come un insetto intrappolato nell'ambra"
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Ciao a tutti!
Mi chiamo Paola, ho 23 anni e studio cinema presso NABA – Nuova Accademia di Belle Arti. Sto per realizzare il mio cortometraggio di tesi, il progetto che segna la fine del mio percorso triennale e l’inizio del mio percorso nel mondo del cinema.
Il corto racconta la storia di Emma, una ragazza di 18 anni, che decide di sottoporsi ad una terapia innovativa che prevede il collegamento del suo cervello ad una stanza fisica. All'interno di quello spazio, Emma si trova a dover affrontare le sue paure più profonde per riuscire sopravvivere.
Ogni elemento della stanza è la concretizzazione di una parte della sua mente . La paura di essere inetta assume la forma di un pupazzo di stoffa che cresce proporzionalmente alla sua paura. La percezione che Emma ha di sé è invece incarnata dal suo riflesso nello specchio, che diventa sempre più brutto man mano che il suo giudizio su sé stessa peggiora. Il meccanismo è simile a quello del ritratto di Dorian Gray: più caratteristiche negative attribuisce a sé stessa più l’immagine allo specchio si deteriora.
Quest'idea nasce dall'urgenza di raccontare il modo in cui mi sono sentita durante il mio ultimo anno di liceo. Durante quell’anno la mia paura di non essere abbastanza è cresciuta sempre di più fino ad assorbirmi quasi completamente. Mi sentivo “come un insetto intrappolato nell’ambra”, incapace di muovermi verso qualsiasi direzione, impantanata, trattenuta. Questo stato è andato a peggiorare sempre di più, finché un giorno sono arrivata a chiedermi che senso avesse continuare a vivere se non provavo più emozioni positive. Dopo aver contemplato per un istante quel pensiero, alla fine mi decisi che, anche se oramai vivere era un’angoscia e non provavo più nulla di positivo, la morte era definitiva e tanto valeva fare un ultimo sforzo. Non fu facile e soprattutto non immediato ma dopo tempo le cose iniziarono pian piano ad andare meglio. Questa storia parla di speranza, di come anche quando tutto sembra perduto si può sempre scegliere di andare avanti.
Credo che queste difficoltà purtroppo accomunino molte persone, soprattutto tra i giovani e il mio obiettivo con questa storia è dare speranza, far sentire loro che non sono soli e che anche se oramai non riescono neanche più ad immaginare come le cose possano andare meglio, c’è sempre speranza.
Per la realizzazione di questo progetto ho bisogno del vostro aiuto. Ogni contributo, anche il più piccolo, farà la differenza e permetterà a questa storia di prendere vita.
I fondi raccolti serviranno a coprire le spese necessarie alla produzione: attrezzatura, scenografia, trucco, costumi, post-produzione e musiche.
Grazie di cuore a chiunque mi aiuterà a dare voce a questa storia.
