Camillo non deve finire in gattile

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Ciao, mi chiamo Erika e sono la mamma di Camillo. In molti conoscete la sua storia: avete donato per lui, abbiamo gioito insieme per ogni piccolo traguardo ottenuto; la guarigione, la partenza verso uno stallo temporaneo, ed infine, l'agognata adozione.

Appena i ragazzi l'hanno portato a casa, dopo 2/3 giorni, hanno notato che sbavava: li ho pregati di andare dal veterinario, avrei coperto le spese. Io non abbandono il mio piccino, e nemmeno chi ha adottato con amore.
Ho una coscienza e per me, c'è un tacito accordo di fiducia, non scritto, che si deve onorare.

Da domenica 19 ottobre è ricoverato alla Clinica Vet24 di Pinerolo, mentre io sono a Palermo e non vivo più.
Ha una stomatite virale da contagio, in stato avanzato: gengivite, paradontite e lesioni alla lingua, che con la terapia farmacologica sono in remissione. Camillo ha una tempra d'acciaio, reagisce benissimo alle cure: mangia, borbotta e regala fusa a tutti.
Attendiamo l'esito dell'istologico e della pcr: potrebbe essere una calicivirosi.
Se chi di dovere avesse vigilato, avremmo evitato tanto dolore.
Io sono a Palermo, e mi sento impazzire.

Abbiamo perso tutto in un attimo: l'adozione è sfumata, ma i ragazzi non hanno nessuna colpa, sono vittime come noi.
Non posso, e non voglio dargli torto: hanno validi motivi per rinunciare a "Smillo".

In questa storia c'è un'omessa custodia mentre era in stallo, la condivisione di una gabbia con un'altra micetta, a mia insaputa, ed un'adozione valutata male.
C'è chi sapeva cosa accadeva nella struttura, ci sono documenti scomparsi.
Troppi dubbi che cominciano ad avere risposte.

Il mio pensiero principale è Camillo, il suo bene: io non abbandono il mio gattino.
Lui è parte del mio cuore: se potessi, vivrebbero tutti con me.
Si ritrova ancora una volta in una gabbietta di degenza.

Sono stata piantata in asso con un gatto ricoverato a 1600km di distanza, le volontarie sparite, tradendo la fiducia che riponevo.
Ringrazio i ragazzi che mi supportano sul fronte burocratico col cambio del microchip a mio nome. La clinica mi chiama ogni giorno per darmi notizie.
Ho un preventivo di 800/1200 euro, destinato a salire: i giorni di degenza aumentano, e nella cifra non è inserita la pcr.
Forse dovrò andare a prendere Camillo, i voli, l' eventuale B&b: sono invalida con problemi alla deambulazione; quello che sembra semplice, per me si complica.
Un possibile stallo: i veterinari dicono che può essere adottato come figlio unico, un gatto così merita tanto.

Non mi do pace, Camillo è partito sano. Non può finire in gattile, è un gattino di 6 mesi, affettuoso, socializzato, buffo, bellissimo e chiacchierone! Deve esserci qualcosa per lui. Non può essere destinato ad una gabbia.

Il preventivo in questo momento è già a 900 euro: le degenza incidono molto sulla cifra. Ho appena pagato un secondo acconto di 300 euro.

Ti prego, aiutami ad aiutarlo, anche con una condivisione.
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Erika Catalano
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Palermo
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