Nada and her 3 small children need our help in Gaza

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Nada and her 3 small children need our help in Gaza

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Aggiornamento, questo post inizialmente era stato creato per aiutare il mio amico Anas, un ragazzo che studiava per diventare infermiere prima della guerra. Purtroppo è stato ucciso mentre andava a cercare un sacco di farina per la sua famiglia.
Ho quindi deciso di riprendere la raccolta fondi per aiutare sua sorella, Nada, una giovane mamma di tre bambini. Già siamo riusciti ad acquistare una tenda per loro e inviamo, con l'aiuto di qualcuno di voi, soldi per permettere di comprare il latte in polvere e qualcosa da mangiare.
Per chi fosse interessato ho la possibilità di inviarvi il numero di telefono di Nada, con la quale potete fare delle videochiamate, anche se non parlano né italiano né inglese mentre facciamo la chiamata possiamo chattare utilizzando la traduzione.
È una famiglia dolcissima ed i bambini, ogni volta che facciamo una video chiamata, mi mandano baci e fanno le mani a forma di cuore… sono certa che sarebbero contenti di sentire o vedere anche te!
Ovviamente potresti ricevere molti messaggi, ricordiamoci che si tratta di una famiglia disperata, di una mamma terrorizzata all'idea di dover scegliere a quale figlio dare da mangiare.
Ogni centesimo ricevuto sarà inviato subito a Nada ed ai suoi bambini. Aiutatemi ad aiutarli ❤️

questo era il messaggio iniziale, quando ho cominciato la raccolta fondi a nome di Anas, il mio amico ucciso.
Voglio aggiornarvi sulla situazione della famiglia di questo ragazzo, Anas, che si trova in una “zona sicura” perché siamo riusciti a trovare abbastanza soldi per Per mettergli di fare una sorta di “ trasloco”, hanno raccolto le poche cose che hanno e si sono messi tutti quanti in una sorta di pulmino che li ha portati appunto nella safe zone. Facciamo videochiamate più volte al giorno, mi fa vedere il disastro intorno a lui. Non hanno una tenda vera e propria, cucinano il poco che riescono a rimediare su questo fornellino.
Purtroppo Israele ha bloccato tutti gli aiuti umanitari quindi non c’è cibo, quello che si riesce a trovare è carissimo.
Continua a chiedermi di aiutarlo a trovare i soldi per avere una tenda e per mangiare. io cerco di aiutarlo per quanto posso ma c’è bisogno di un sostegno da parte di più persone. Nelle videochiamate sta praticamente sempre zitto, ma sorride, spera.
Poi però chattiamo in inglese perché grazie a Dio c’è Google translate.
Mi dice sempre ti prego non mi abbandonare.
Non lo abbandonerò ma con le mie forze non riuscirò a dargli l’aiuto necessario .
Potrete collaborare con pochissimi euro, anche per un caffè. Tutto fa la differenza.
Grazie anche a te possiamo almeno farli dormire sotto una tenda e non all’aperto.
❤️
Io sono Silvia Valentina Del Bufalo e sono entrata in contatto con questo ragazzo su Instagram, ho con lui (Anas Fathi Hassan Abu Farhana) contatti giornalieri, sia via messaggio che con videochiamate.
Ora si trovano nella “Safe zone” di Mawasi in Khan Yunis, avendo dovuto abbandonare la loro casa in quanto l’IDF ha ordinato di evacuare Rafah.

Organizer

Silvia DelBufalo
Organizer
Rome, LZ

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