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AIUTATEMI A SALVARE GIULIETTE
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AIUTATEMI A SALVARE GIULIETTE
Da una cucciolina salvata da un motore a una battaglia che oggi non possiamo permetterci di perdere.
Il 23 aprile di poco più di un anno fa, Giuliette è entrata nella mia vita nel modo più inaspettato possibile. Quel giorno mia zia era venuta a trovarmi e, quando è arrivata, ci siamo accorte che dal motore della sua macchina provenivano dei rumori. Dentro c'era una piccolissima gattina. Era nascosta nel motore dell'auto. Aveva probabilmente poco più di un mese. L'abbiamo tirata fuori e da quel momento è iniziata la nostra storia.
Una storia che non avrei mai potuto immaginare sarebbe diventata così importante.
Oggi è passato circa un anno e quattro mesi da quel giorno e Giuliette non è semplicemente la mia gatta. È la mia famiglia.
È diventata la mia amica, la mia sorellina più piccola, quasi una figlia.
In questo poco più di un anno mi ha dato un affetto che non riesco nemmeno a spiegare.
Mi ha accompagnata nei momenti più difficili.
Mi ha aiutata a superare momenti di paura e attacchi di panico. Quando io non riuscivo a mantenere la calma, lei era lì.
Non doveva fare nulla.
Le bastava esserci.
Ha riempito di colori quelle giornate che io vedevo soltanto grigie e blu.
Ha imparato il suo nome velocemente e ancora oggi, ovunque si trovi, quando la chiamo sbuca fuori. È sempre stata vivace, giocosa, affettuosa. Mi faceva le feste, mi cercava, mi ascoltava. Non mi ha mai dato peso o pensieri.
E oggi è proprio questo che rende tutto così difficile.
Perché adesso quella che piange sono io.
GIULIETTE È SEMPRE STATA UNA PICCOLA GUERRIERA
Da quando l'ho trovata, Giuliette ne ha già passate tantissime.
Dopo essere stata trovata nel motore dell'auto, si è ritrovata ad affrontare due cani di grossa taglia.
È finita in un recinto con loro e ha rischiato di essere sbranata.
Un'altra volta, mentre giocava, ha sbattuto la testa e abbiamo avuto paura che potesse rimanere paralizzata.
È riuscita a riprendersi.
È stata anche morsa da un animale che non abbiamo mai saputo identificare.
E in tutte queste occasioni non l'ho praticamente mai sentita lamentarsi.
Nemmeno una volta.
È sempre andata avanti.
È sempre tornata a giocare.
È sempre tornata da me.
Giuliette è una piccola guerriera.
E oggi vorrei soltanto darle la possibilità di combattere anche questa battaglia.
FORSE QUESTA STORIA È INIZIATA MOLTO PRIMA
C'è una cosa che oggi non riesco a smettere di ripensare. Quando Giuliette aveva appena 3 o 4 mesi, mentre giocavo con lei, un giorno notai una protuberanza sulla sua pancia .Si vedeva e si poteva sentire al tatto.
Mi preoccupai immediatamente e la portai dal veterinario.
Inizialmente mi dissero che tra le possibilità poteva esserci anche qualcosa di serio, persino un tumore. Decidemmo quindi di fare un'ecografia, che allego a questa raccolta.
Dall'ecografia, però, non emerse una causa precisa e l'ipotesi fu quella di un possibile trauma. Mi dissero di non preoccuparmi, anche considerando quanto fosse giovane.
E io mi affidai a quello che mi venne detto.
Quando in seguito la feci sterilizzare, non mi venne segnalato nulla di particolare riguardo a quella massa. Non mi dissero che fosse cresciuta o che ci fosse qualcosa di cui preoccuparsi.
Dopo l'operazione, addirittura, la sua pancia sembrava più piatta e io pensai che quella cosa fosse semplicemente scomparsa.
E per me la storia finì lì.
Oggi, però, davanti a quello che stiamo vivendo, non riesco a non pensare a quella massa.
Per me è impossibile non chiedermi se fosse già la stessa cosa che oggi è cresciuta dentro di lei.
Non avendo ancora un confronto e riscontro non lo possiamo dire.
Non posso avere la certezza di cosa stesse succedendo allora.
Solo la diagnosi potrà dirci esattamente che cosa abbiamo davanti.
Ma il pensiero che quella massa possa essere stata lì fin da quando Giuliette era una cucciola e che, nel tempo, sia cresciuta insieme a lei non riesce più ad abbandonarmi.
E oggi ripercorro tutto con occhi completamente diversi.
E ORA STO COLLEGANDO TUTTI I PEZZI
Ripenso a questi mesi e mi viene da piangere.
Abbiamo giocato insieme come se nulla fosse.
O almeno, io credevo fosse tutto normale.
A volte, mentre giocavamo, Giuliette si fermava dopo poco e si sdraiava. Giocava per brevi tratti e poi si riposava.
Io pensavo fosse semplicemente stanca.
Pensavo avesse caldo.
Da qualche settimana aveva anche iniziato a dormire fuori dalla mia stanza.
Prima dormiva sempre con me.
Io pensavo semplicemente che fosse il caldo di questa estate e preferisse stare in un posto più fresco.
Non avrei mai immaginato che potesse esserci qualcosa che non andava.
Adesso guardo indietro e mi chiedo quante piccole cose fossero segnali che io non potevo capire.
Per mesi abbiamo continuato a giocare.
Non sapevo che, mentre io la vedevo felice e vivace, forse stava già combattendo la sua battaglia.
E questa consapevolezza mi fa malissimo.
Perché Giuliette, anche mentre stava male, continuava a esserci per me. E ancora oggi, mentre sono io a piangere per lei, è lei che cerca me.
È lei che mi sta vicino.
È lei che, nonostante la stanchezza, continua a cercare il mio contatto.
Ma questa volta dovrebbe essere lei quella da consolare.
Dovrei essere io a stringerla e dirle che andrà tutto bene.
IL 7 AGOSTO ABBIAMO SCOPERTO CHE GIULIETTE STA COMBATTENDO PER LA SUA VITA
Negli ultimi giorni avevo iniziato a preoccuparmi sempre di più.
Giuliette continuava a cercare di fare pipì in tutta la casa. Aveva continuamente lo stimolo, ma riusciva a fare soltanto piccole quantità, a volte poche gocce.
Si leccava continuamente la pancia. Non riusciva più a riposare serenamente.
Provava a sdraiarsi e dopo poco si alzava di scatto e scappava, come se non riuscisse a trovare una posizione in cui stare bene. Non giocava più.
Era spesso sveglia, agitata e inquieta.
Io pensavo potesse avere un'infiammazione o un problema alle vie urinarie e, preoccupata, il 6 e 7 agosto l'ho portata dal veterinario. (Allego le analisi fatte)
Quello che abbiamo scoperto è stato molto più grave di quanto potessi immaginare.
Nella sua pancia c'è una massa enorme che è cresciuta rapidamente.
Ci sono inoltre due sacche contenenti un liquido molto anomalo.
La massa sta occupando spazio e comprimendo gli organi circostanti, arrivando a premere sulla vescica e sulle strutture che le permettono di urinare e di svuotarsi normalmente.
Ed è probabilmente per questo che negli ultimi giorni la vedevo così agitata.
Giuliette sta soffrendo.
E io non riesco ad accettare l'idea di perderla.
DOBBIAMO SCOPRIRE COSA HA E DOBBIAMO FARLO PRESTO.
I veterinari hanno consigliato una biopsia con esame istologico, insieme agli altri accertamenti necessari, per capire l'origine della massa e soprattutto che cosa sia. Al momento non sappiamo ancora se si tratti di una forma tumorale o di un'altra patologia. Non voglio dare a Giuliette una diagnosi che ancora non abbiamo.
Ma una cosa la sappiamo:
la massa c'è, è grande, sta crescendo e sta già comprimendo gli organi.
E questo rende le tempistiche cruciali.
Le analisi richiedono già dei tempi per essere effettuate e per ottenere i risultati. Ogni giorno che passa, però, la massa può continuare a crescere e la situazione può diventare più difficile da gestire.
Non posso sapere oggi quanto tempo abbiamo.
Ed è proprio questo che mi spaventa.
Non voglio aspettare settimane per scoprire che avremmo dovuto agire prima.
Abbiamo bisogno di iniziare il percorso diagnostico il prima possibile.
IL PROBLEMA È CHE NON POSSO PERMETTERMELO DA SOLA
Gli ultimi soldi che avevo messo da parte li ho utilizzati per la visita e gli accertamenti iniziali.
Ora sono rimasta senza.
Sono una studentessa universitaria e lavoro come libera professionista, ma non ho un'entrata fissa né costante.
Le persone che mi sono vicine non possono aiutarmi economicamente.
ll costo della biopsia, dell'istologia, degli altri esami e delle eventuali procedure e cure che potrebbero essere necessarie è troppo alto per me da affrontare da sola.
E io non so davvero come fare.
Per questo sono arrivata qui.
NON AVREI MAI VOLUTO CHIEDERE AIUTO
Io non amo chiedere aiuto.
E soprattutto non amo espormi quando sto soffrendo.
Avrei preferito affrontare tutto da sola.
Ma questa volta non si tratta più soltanto di me.
Si tratta della vita di Giuliette.
Non voglio che la sua possibilità di essere curata dipenda dal fatto che io non abbia abbastanza soldi per permetterle di fare gli esami necessari.
Non voglio arrivare un giorno a chiedermi se avrei potuto fare qualcosa in più.
Per questo, per la prima volta, sto chiedendo aiuto.
Qualsiasi aiuto può fare la differenza.
Una donazione, anche piccola.
Una condivisione.
Un messaggio.
Anche semplicemente far arrivare questa raccolta a qualcuno che potrebbe aiutarci.
I fondi raccolti verranno utilizzati per la biopsia, l'esame istologico, gli accertamenti diagnostici, le eventuali procedure necessarie e, in base alla diagnosi, le cure di cui Giuliette avrà bisogno.
Documenterò, per quanto possibile, il percorso e le spese sostenute, perché voglio che chi deciderà di aiutarci sappia esattamente per cosa sarà utilizzato il proprio contributo.
NON RIESCO A IMMAGINARE LA MIA VITA SENZA DI LEI
C'è una cosa che faccio fatica persino a scrivere.
Io non riesco a pensare a una vita senza Giuliette.
Non riesco a immaginare di tornare a casa e non trovarla.
Di chiamarla e non vederla sbucare fuori da qualche angolo.
Di andare a dormire senza sapere che lei è lì.
In poco più di un anno è diventata una parte della mia vita così grande che perderla la stravolgerebbe completamente.
Giuliette è una delle ragioni per cui ogni giorno cerco di andare avanti.
È lei che mi dà la forza di impegnarmi, di cercare di costruire qualcosa per me e per noi.
Quando penso al futuro, penso anche a lei.
E adesso ho paura che tutto questo possa essere portato via troppo presto.
È troppo giovane.
È troppo presto.
Sapevo che un giorno avrei dovuto affrontare la possibilità di perderla.
Ma non ero pronta a farlo adesso.
Non così.
Non mentre ha ancora così tanto da vivere.
GIULIETTE HA SEMPRE LOTTATO. ADESSO TOCCA A NOI.
Non voglio che mi lasci.
Quando Giuliette è arrivata da me era una cucciolina che aveva bisogno di essere salvata da un motore.
Oggi è ancora lei ad avere bisogno di essere salvata.
Ma questa volta io, da sola, non posso farcela.
Ho bisogno di voi.
Aiutatemi a darle una possibilità.
Una possibilità di sapere cosa ha.
Una possibilità di curarsi.
Una possibilità di tornare a giocare.
Di dormire di nuovo accanto a me.
Di essere semplicemente Giuliette.
Io non so quanto tempo avremo ancora insieme.
Ma so che voglio poter dire di aver fatto tutto il possibile per lei.
Vi chiedo, con tutto il cuore, di aiutarmi a salvare Giuliette.
Grazie a chiunque deciderà di esserci.
Grazie a chi leggerà la nostra storia.
Grazie a chi condividerà.
E grazie soprattutto a chi ci darà la possibilità di continuare a combattere.
Per Giuliette
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Nelle immagini allegate sono riportati due esami eseguiti in momenti differenti.
Prima ecografia – 9 luglio 2025:
si trattava di un'ecografia addominale completa. Nel referto non viene descritta alcuna massa addominale. Gli organi esaminati risultavano sostanzialmente nella norma; viene segnalato soltanto un modico aumento di volume dei linfonodi mesenterici craniali e, a livello dell'addome caudale, una struttura cordoniforme sottocutanea con ecostruttura disomogenea e reattività del tessuto circostante.
Controllo di questo mese – EcoFAST:
durante il controllo ecografico rapido eseguito questo mese è stata invece rilevata un'anomalia a livello addominale, con la presenza di una massa e di due raccolte/sacche liquide anomale, una a destra e una a sinistra della massa. Questo esame, essendo un EcoFAST, non ha però lo stesso livello di completezza e approfondimento di una vera ecografia addominale.
Per questo motivo è stata già programmata una ecografia addominale completa, necessaria per caratterizzare meglio la massa, valutare le due raccolte liquide e capire con maggiore precisione da dove originino e quali strutture siano coinvolte.







