Linosa, isola siciliana appartenente all’Arcipelago delle Pelagie, il 20 Gennaio è stata terribilmente colpita dal ciclone Harry, il quale si è scagliato con estrema violenza e incessantemente sull’isola per più di 12 ore, devastandone la metà della costa (lato sud e sud-est).
Le strade, i muretti a secco, i pali della luce sono stati completamente distrutti.
Un effetto ruspa responsabile delle scomparsa di buona parte della scogliera esposta a sud, diventata ormai spiaggia stracolma di detriti e sassi.
La macchia mediterranea che padroneggiava lungo la costa è stata del tutto sradicata. Alberi secolari spezzati ci pongono dinanzi ad uno scenario tragico.
Il mare è arrivato nei campi distruggendo pollai, orti e appezzamenti di terreno. Rimane una vasta piscina naturale di circa 2 metri di profondità.
12 natanti sono stati inghiottiti dalle onde anomale. Gli altri fortemente danneggiati. L’acqua è arrivata sino al centro abitato.
Una delle strade principali è sprofondata e urge di un intervento immediato da parte delle autorità. Ad oggi rimane inaccessibile e non si riescono a commisurarne i danni effettivi.
Stessa cosa vale per il porto.
Alle luce di quanto accaduto chiediamo un pronto intervento da parte delle istituzioni per rimettere l’isola nelle condizioni di ricevere i turisti e di non rimanere del tutto isolata. Se cosi non dovesse essere l’economia isolana subirebbe un tracollo definitivo che metterebbe in ginocchio i suoi abitanti, i quali riescono a provvedere al sostentamento grazie ed esclusivamente ai profitti generati dalla stagione estiva.
Nel frattempo mi sto occupando di questa raccolta fondi per distribuire con tempestività il ricavato affinché problematiche di ordine sociale non vendano ignorate laddove lo Stato non potrà essere tempestivo e risolutivo a causa di tempi burocratici lenti che comprometterebbero l'economia locale e la sicurezza dell'isola e altresì per aiutare le persone che già si sono fatte carico in anticipo di alcune spese per il bene della comunità.
Debora Errera





