I miei sogni non avranno frontiere.

Vi siete mai chiesti per cosa un giorno volete essere ricordati? Io si, ed è per questo che oggi voglio condividere con tutti voi la mia storia. La storia di milioni di ragazzi la cui unica colpa è quella di essere cresciuti in un paese diverso da quello di nascita. Risiedo in Italia dal 2001, avevo 5 anni quando insieme a mia madre sono immigrata a Bari in Puglia. Nel 2014  lei è dovuta tornare in Venezuela ed io contraria ad abbandonare la vita che mi stavo creando sono rimasta in Italia da sola  non sapendo a cosa sarei andata incontro. Nel 2015 il mio permesso di soggiorno per motivi famigliari poichè sorella di un cittadino italiano, scadeva. Quando ho provato a rinnovarlo mi è stato detto che non era possibile. Non essendo ne sposata ne avendo un figlio italiano e ne tanto meno un lavoro con contratto a tempo indeterminato, non avevo alcuna ragione per ottenere un rinnovo del mio permesso. Contemporaneamente mi scadeva anche il passaporto venezuelano. Anche qui quando ho provato a rinnovarlo mi è stato detto che non era possibile perché quello di cui ero in possesso non era più valido poichè senza microchip e quindi per averne uno nuovo mi serviva la carta d’identità Venezuelana che la si può richiedere solo ed esclusivamente nel paese. Così ha avuto inizio il periodo più buio e controverso della mia vita. Per un anno sono stata irregolare in territorio italiano e solo quel buon Dio sa l’incubo che ho vissuto. Non avendo alcun tipo di aiuto sia dallo stato italiano che venezuelano l’unica possibilità era richiedere asilo politico che mi è stato rifiutato ma dopo aver raccontato nei minimi dettagli la mia storia sia famigliare che burocratica, la commissione territoriale italiana ha deciso di concedermi il permesso per motivi umanitari. Una volta ottenuto dovevo riuscire ad assicurarmi un lavoro a tempo indeterminato. E così è stato. Mi sono trasferita a Milano e non smetterò mai di ringraziare chi ha creduto in me concedendomi un posto di lavoro con tale contratto. Ma nel momento in cui ho richiesto la conversione da motivi umanitari a motivi di lavoro nel gennaio del 2020 mi è stato detto di no perché non possiedo un passaporto. Ma come? Lo sapete già che non possiedo un passaporto perché avete omesso questo dettaglio, che anche se avessi ottenuto un contratto a tempo indeterminato non sarebbe servito per un certo verso a nulla?!Un po’ come il fatto che non posso richiedere la cittadinanza italiana nonostante sia un mio diritto da 20 anni perché secondo lo stato italiano  il mio atto di nascita è troppo vecchio. Ma se si nasce una sola volta come fa un atto di nascita ad avere una scadenza o comunque a non essere valido se è l’originale? Perchè  l’ambasciata non può rilasciarti dei documenti del tuo paese di origine imponendoti di dover tornare nel tuo paese ed affrontare le proprie paure dicendoti di avere fede perchè sei una ragazza in gamba? Ma cosa significa? Perché non lasciate a noi il tempo di maturare e sentire il bisogno di tornare nella propria terra? E allora a cosa serve un’ambasciata? In questi 5 anni ho fatto il possibile per non dover tornare in Venezuela. Ma qualsiasi cosa io abbia fatto mi ci ha portato lo stesso. E bene dopo un altro anno di lotta sono riuscita ad ottenere per un anno il permesso di soggiorno per motivi di lavoro e un titolo di viaggio italiano che mi permette di uscire e rientrare nel paese, a patto che io appunto torni in Venezuela per fare tutti i documenti di cui non sono in possesso. E l’ho accettato perché ora sento l’esigenza di tornare nella mia amata terra. La situazione in Venezuela è quel è, ora però non mi fa più paura perché il desiderio di rivedere e riabbracciare la mia famiglia è più forte della paura stessa. Ma se mi dovesse accadere qualcosa come ho sempre temuto c’è chi mi porterà sulla coscienza. Forse esagero ma sono realista. La mia terra è un paese bellissimo ma molto difficile. Oggi però un altro ostacolo ha bussato alla mia porta.

Economicamente non posso permettermi tale viaggio così ho richiesto un prestito che mi è stato rifiutato perchè non basta avere un contratto a tempo indeterminato. Serve il permesso di soggiorno illimitato che io potrò avere solo una volta rientrata in Italia con i documenti Venezuelani.  E per l’ennesima volta mi sento presa in giro perché tutta questa storia sin dall’inizio umanamente non ha mai avuto un senso logico. E quindi vi chiedo come se fossi vostra figlia, o sorella o nipote o semplicemente una vostra amica, di aiutarmi a sostenere questa spesa e raggiungere la cifra che mi serve per poter riprendermi la mia libertà. La somma che vorrei raggiungere ammonta a 8000€. Tale cifra servirà per acquistare in primis il mio biglietto andata e ritorno che si aggira sui 1400€/ 1800€. La restante parte serviva per pagare tutti i documenti che dovrò richiedere e per il sostentamento dell’intero soggiorno in Venezuela insieme a mio fratello che dal Perù mi raggiungerà a mie spese per accompagnarmi passo dopo passo in questa avventura poichè non conosco bene la lingua e nel il posto. La sua presenza è indispensabile e fondamentale per far sì che tutto avvenga con successo e in sicurezza.

Spero che chi ha il potere capisca e inizi a tutelare per davvero noi bambini che in realtà non abbiamo colpe per essere cresciuti in un paese diverso da quello di nascita che chiamiamo anch’esso casa. Dovete tutelare i nostri diritti e i nostri sogni. Nessuno ci darà indietro quei giorni in cui eravamo invisibili e vorrei tanto che nessun altro bambino si senta come io mi sono sentita, una clandestina, senza identità, calpestata come se la mia persona non valesse nulla e trattatta come la peggior feccia di questo mondo.

Anche se non sono nata in Italia io mi sento italiana e faccio parte di tutti quei figli nati qui che ancora non hanno la cittadinanza. Vi prego di aiutarmi a dare voce ad un problema molto attuale e sostenere la mia causa. Ve ne sarei profondamente grata! 


Ps:

Per chi avesse dubbi o curiosità sul perchè serve una cifra così elevata per il sostentamento del mio viaggio può contattarmi in privato o semplicemente fare qualche ricerca su internet sulla grave situazione politica e sociale che da anni il Venezuela vive.

Organizer

Kimberlin Daniela Valles 
Organizer
Metropolitan City of Milan

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