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Emergenza Ciclone Idai

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COSA E' SUCCESSO 


La Provincia di Sofala, Mozambico centrale, è  stata colpita dal ciclone tropicale IDAI. Le vittime accertate, in continua crescita, sono oltre 400; migliaia i dispersi, più di 2.500.000 sono le persone colpite.

Da giovedì 14/03 la città di Beira è in blackout totale, la rete elettrica sarà ripristinata non prima di alcune settimane. Le infrastrutture che collegano Beira al resto del paese sono in questo momento intransitabili. I quartieri informali in periferia della città sono ampiamente allagati e si prevedono conseguenze enormi sulla salute dei sopravvissuti.

139 i casi di colera accertati (29 marzo), destinati ad aumentare, così come l'incidenza della malaria. La salute pubblica e l'igiene sono quindi le emergenze prioritarie.

CHI SIAMO

Il Consorzio Associazioni con il Mozambico è una onlus attiva dal 2000 con numerosi progetti in Mozambico e in Trentino, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita delle persone che vivono in Mozambico, sensibilizzando e coinvolgendo al tempo stesso attori trentini e italiani. Collaboriamo con la popolazione e le istituzioni del Mozambico, cercando di aumentare il livello di competenze e di efficienza dell’amministrazione e dei servizi da essa forniti, e di migliorare le condizioni economiche e sociali delle comunità locali.

Il CAM collabora dal 2017 con il Consiglio municipale di Beira per il progetto di Gestione Integrata dei Rifiuti Solidi Urbani della città, al fine di rafforzare le competenze municipali, migliorare ed ampliare il servizio di raccolta e la gestione dei rifiuti urbani e sanitari.

COME USIAMO LE DONAZIONI

Oggi il CAM è sul campo a fianco del Consiglio municipale di Beira per fare fronte all'emergenza del ciclone IDAI.

Le donazioni ricevute sono utilizzate per fornire attrezzatura ai volontari ed agli addetti del municipio che lavorano quotidianamente per ripristinare la città ed aiutare la popolazione. 

Vengono distribuiti giornalmente 50 pasti ai volontari e riforniti di benzina i trattori (anche questi volontari) che si adoperano per la pulizia delle strade e lo sgombero delle macerie. 

La sede del Municipio è attualmente inagibile; una delle nostre priorità è quella di ripristinarla quanto prima, in modo da rendere efficiente lo sforzo dei volontari e il lavoro del municipio sul campo. 

Giampaolo Rama, medico e volontario, è a Beira a coordinare le operazioni e fornire assistenza a nome del CAM. 

CONTATTI

sito web: http://www.trentinomozambico.org/ 
facebook: https://www.facebook.com/camtrentinomozambico/ 


Con il Vostro sostegno affronteremo nei prossimi mesi il grande sforzo per ripristinare la sede e garantire ai collaboratori e alla popolazione locale la ripresa quanto mai rapida ed efficiente dei servizi offerti quotidianamente e delle attività, che da oltre 20 anni il CAM, si impegna a portare avanti in Mozambico.

Grazie per il vostro sostegno. 

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volontari al lavoro

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Dal 15 marzo il Mozambico non è più lo stesso.
È bastato un giorno di furia del ciclone Idai per stravolgere completamente la vita di milioni di persone.
Idai ha colpito anche noi, da 20 anni vicini a quella città e alla popolazione.
Beira ci vede oggi coinvolti nella missione di ricostruire ed aiutare dove c'è ancora più bisogno.
Il compito è difficile, tante sono le emergenze da fronteggiare, a cominciare dalla precaria condizione sanitaria di molte persone sfollate.

Questo è quello che è successo nelle ultime settimane e quello che vorremmo ancora fare, nelle prossime.

Un ringraziamento speciale a tutti coloro che ci hanno sostenuto e continuano ancora a sostenerci.

Come si dice spesso in Mozambico: "estamos juntos!"
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La testimonianza di Giampaolo Rama, medico volontario CAM a Beira .

1 Aprile 2019

Ad inizio mattinata abbiamo avuto un incontro con la nostra equipe mozambicana. Ho portato il saluto del CDA e l’apprezzamento per l’egregio coinvolgimento e lavoro profuso nelle due settimane scorse dopo la tragedia del ciclone, del quale siamo stati puntualmente informati. Helder mi ha brevemente raccontato le attività realizzate e quelle in fase di valutazione e studio: fin dal giorno successivo al ciclone, quando tutta la città era un cumulo di tronchi, rami e macerie, sotto la guida del Sindaco -Daviz Simango-, e del Consiglio Municipale, sono state organizzate equipe di volontari per pulire innanzitutto le strade e soccorrere i molti cittadini rimasti senza casa o senza tetto. Il CAM fin dal primo giorno ha sostenuto il Municipio con attrezzi da lavoro e sostenendo l’alimentazione dei volontari. Moltissime imprese locali hanno messo gratuitamente a disposizione del Municipio i loro mezzi di trasporto, pale e scavatori, e motoristi.

Sono stato informato che il sistema di raccolta dei rifiuti solidi sia comuni della città che sopratutto sanitari dei numerosi Centros de Saùde è in grande difficoltà, sia per la enorme quantità di fogliame, tronchi e macerie che hanno invaso la città, sia per il crollo del camino dell’unico inceneritore di rifiuti speciali ospedalieri. Per questi ultimi ne derivano due necessità: avere dei contenitori per stoccare provvisoriamente il materiale infetto e riparare l’inceneritore. Nei prossimi giorni il CAM si preoccuperà di tali attività.

Ora che l’epidemia di colera è scoppiata (circa 1.000 persone finora colpite a Beira), anche la raccolta dei rifiuti ospedalieri è diventata un’emergenza. Da tempo il CAM sta collaborando con il Centro de Saùde di Chingussura (ospedale che serve più di 70.000 abitanti), nella differenziazione e raccolta dei rifiuti. Tale ospedale è stato fortemente danneggiato dal ciclone. Sopratutto la copertura in zinco è stata spazzata via e il sistema di approvvigionamento idrico del C.S. danneggiato: un serbatoio di acqua collocato su una struttura metallica crollato a terra, la canalizzazione compromessa. Vi è un donatore trentino disponibile a sostenere le attività di emergenza del CAM, e ci si sta orientando a farsi carico della riabilitazione del sistema. Il C.S. ha grande movimento di pazienti; ad esempio, mensilmente vengono assistiti più di 400 parti. Il quartiere, assieme a Munhava e Macurungo è uno dei tre foci di epidemia di colera nelle ultime settimane.

Dopo l’incontro di equipe, siamo stati sollecitati ad una riunione con il Presidente del Consiglio Comunale. Dopo la mia presentazione, ci ha illustrato le principali azioni che il municipio sta attuando dopo il ciclone, ha lodato la prontezza e generosità della collaborazione del CAM in questa fase critica, ed ha espresso un’ulteriore richiesta di aiuto per la potabilizzazione dell’acqua di alcuni fori artesiani che lo stesso Municipio ha recentemente scavato in vari quartieri della città.

L’approvvigionamento di acqua pulita alla popolazione è peraltro cruciale in corso di epidemia di colera. Ho promesso di interessare di tale necessità il Cluster Group Wash gestito dall’UNICEF (del quale il CAM è membro) che si riunisce giornalmente in aeroporto, e di cercare/sensibilizzare altri partners specializzati in tale ambito.

Vedere lunghe file di antichi alberi di acacia che, anziché lussureggianti e vestiti di rosso come ci avevano abituati, si presentano come arbusti pelati e senza foglie, mette davvero tristezza ed angoscia per quello che la natura può fare e disfare.

La gran parte delle case ha il tetto scoperchiato, alberi spezzati nel cortile, recinzioni danneggiate; alcune strutture sembrano lo scheletro di quello che probabilmente era prima una residenza.

Helder ripete che gli sembra di aver vissuto in quella tragica notte l’episodio di entrata del ciclone come un film di una catastrofe, un film in due fasi, che si è fissato irrimediabilmente nella sua memoria: ”Prima il film mostra una vita famigliare normale: persone che si svegliano, conversano, fanno colazione normalmente con pane e burro, i figli che vanno a scuola e poi ritornano, una vita normale. Poi, in meno di 24, ore BUM! Non c’è più nulla: non c’è corrente elettrica, non c’è scuola, non c’è acqua, non c’è pane, non c’è la routine, non c’è la strada, non c’è posto poliziale, le auto hanno tutti i vetri rotti, tulle le persone che piangono miseramente. Tutto subito, repentinamente, molto repentinamente, in un attimo!
Io personalmente vivo in una casa di muratura e non ho sofferto molto, ma mi immagino chi viveva in una casa tradizionale che ha perso immediatamente tutto!
Andare a letto con un piano: domani faccio questo, poi quello, mi incontro con gli amici, domenica andrò alla chiesa, poi a spasso.. Ma il giorno dopo non c’è più nulla di questo. Non c’è nessuna certezza per il futuro. Tutto è sconvolto. E’ un’esperienza che lascia una marca, una macchia, uno shock nella memoria.
Chi conosce la trama di un film di terrore, sono così. Non è come un’imprevisto qualsiasi, come ad esempio piogge abbondanti, che impediscono di transitare. Posso aspettare, comprare pane, telefonare alla mia famiglia, mandare una mail, ecc. Ma dopo questo ciclone nulla nulla, zero. Non puoi comprare pane, non hai corrente elettrica e illuminazione, non comunichi con gli amici, non sai come stanno i tuoi famigliari, non puoi sapere cosa ne è di un collega che abita nello stesso quartiere, non puoi uscire e camminare. Un mio collega ha dovuto dormire nell'armadio per ripararsi dal vento e dalla pioggia in casa dopo che il tetto è volato via. Il vento più forte è stato dalle 2 alle 6 di notte; era iniziato intenso alle 19 di sera, ma dalla mezzanotte è stato brutale, catastrofico. Le strutture più fragili sono state distrutte già dalle 19. Tutto ciò che era in casa era sollevato e si muoveva. Le nostre finestre erano chiuse e non si sono rotte, ma alle 2 di notte io e mia moglie abbiamo avvertito una forte pressione alle orecchie, come succede a volte nei cambiamenti di pressione in aereo, io e mio fratello ci siamo detti di sentire tale pressione, il mio bebè di nove mesi piangeva e si teneva le orecchie. Allora abbiamo aperto una finestra della casa nel lato opposto al vento, e la sensazione di pressione è migliorata. Il mattino abbiamo raccolto circa 100 secchi di acqua dal pavimento, caduta dal tetto.
Tutte le tegole del tetto erano volate via, e il sottotetto era diventato come una piscina. Ora dobbiamo ricollocare il tetto. La notte molto materiale proveniente da altri condomini cadeva e rompeva le tegole, facendo un gran rumore. Dal tetto è caduto un serbatoio di lusalite con 100 litri di acqua, che ha distrutto la porta del mio vicino. E’ stato terribile. Alcuni già alle 21 di sera avevano perso tutto.”

Gianpaolo Galileo Rama
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Beira, 03 aprile 2019

Il nostro volontario medico Giampaolo Rama è arrivato a Beira domenica per aiutare il coordinamento delle operazioni e interagire con gli organi del municipio e la macchina internazionale degli aiuti.

Il CAM fa parte del cluster WASH coordinato dall'UNICEF. in quanto partner del municipio nel programma di raccolta dei rifiuti, sarà molto importante ripristinare la gestione e la raccolta, sopratutto per quanto riguarda i rifiuti sanitari, che risultano un problema grave visto il diffondersi di malattie come il colera (1000 persone già colpite).

Il centro di salute di Chingussura, con un bacino di utenze di 70.000 persone, che collabora con il CAM nella differenziazione e raccolta dei rifiuti sanitari, si trova in difficoltà: il tetto è stato spazzato via e il serbatoio di acqua è crollato.

I volontari stanno lavorando quotidianamente per ripristinare le strade con un incessante lavoro, spesso con strumenti rudimentali.
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Updates from Beira.

Who is helping and managing operations in Mozambique:
The Consortium Associations with Mozambique is in Beira and Caia with its collaborators to support the emergency and reconstruction, intensifying its action in some key areas: assistance to the sick, support for the Municipality of Beira, waste management in health centers.

What will the funds raised be used for:

1. In the city of Caia more than half of the agricultural plots are flooded and it is estimated that the vast majority of the harvest will be lost, causing a declared food emergency. There are outbreaks of cholera and other epidemics and health services are unable to respond to the request for assistance. CAM has made available 20 activists who, alongside the Serviço Distrital de Saúde, provide support to the sick and affected.
Call to Action: food, medicines, reconstruction.

2. Beira is the epicentre of the tragedy; International Red Cross sources say that 90% of the city has been destroyed. The Municipality of Beira is facing with extraordinary determination and courage the immense task of restoring an entire city. The Consortium Associations with Mozambique has been a partner of the Municipality since 2016 and collaborates in urban management. Our collaborators in Beira are working alongside the municipality, organising and supporting the working groups.
Call to Action: food and water for volunteer rescuers, equipment for removing fallen trees, petrol for transport.

3. The urban health units of the city of Beira are under pressure: sick and injured people refer to structures that are too weak to cope with the immense demand for care. CAM has been working since 2017 with the Province of Sofala in the segregation of hospital hazardous waste to minimize the risk of infection. The request of the public service is to intensify support to health centers for the segregation of hazardous waste and especially infectious waste.
Call to Action: security kits for operators, bins and bags for health units, support for logistics.

Daily updates can be found on our facebook page https://www.facebook.com/camtrentinomozambico/
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