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Un mattone per la nostra casa!
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1.240 € raccolti su 3 mila €
31 donazioni
Un mattone per la nostra casa!
Raccolta fondi per costruire un altro anno di vita degna
I progetti vanno e vengono, le vite delle persone restano, con le loro aspirazioni, desideri, bisogni e problemi.
In questi due anni e mezzo circa, grazie a diversi contributi, con l’associazione Fa.C.eD. siamo riusciti a mettere a disposizione delle persone senza dimora a Termoli dodici posti in tre appartamenti. Più di venti persone hanno attraversato i progetti ispirati ai principi dell’Housing First (‘Prima la casa!’). Per molti di loro la casa è stata una base sicura, un’opportunità per recuperare autonomia, cercare un lavoro, ricominciare a prendersi cura della propria salute, sbrogliare vecchie rogne burocratiche, avere accesso ai servizi del territorio, al reddito, alla pensione di invalidità, stringere legami sociali e trovare un proprio posto nella comunità cittadina.
Però… c’è un però… Uno dei progetti di housing che abbiamo avviato in questi anni è in scadenza, e purtroppo non riusciremo a rifinanziare tutti gli appartamenti. Questo significa che, senza le risorse necessarie, un appartamento è destinato a chiudere. Ma noi abbiamo deciso, insieme agli abitanti delle case, di provarci, di non mettere la parola fine a questa esperienza, di non rinunciare alla possibilità di progettare una vita nuova e dignitosa, a partire dalla casa.
Le persone che abitano in casa si sono offerte di contribuire con una parte delle loro entrate, e questa è la soddisfazione più grande, sia per noi che per loro, perché la riconquista della propria dignità passa anche dalla responsabilità.
Però ci serve una sicurezza in più per garantire continuità a questa esperienza, per accompagnare i primi passi del percorso di chi in questi anni ha provato a rimettersi in cammino, e oggi ha ancora bisogno di un po’ del nostro supporto. Le entrate degli abitanti a volte sono incostanti, quasi sempre sono limitate, le spese improvvise spesso scompigliano i programmi e il costo della vita è sempre in agguato a erodere il reddito di chi vive con il minimo sindacale (o anche meno).
Quindi lanciamo questa campagna di raccolta fondi, che è un esperimento duplice.
Da una parte, un gruppo di persone che ha vissuto in strada, a volte anche per anni, inizia un nuovo percorso autonomo, in una casa in cui le spese non sono più sostenute dai contributi pubblici gestiti dall’associazione. Dall’altra, la comunità solidale che ci ha accompagnato e sostenuto in tutti questi anni si fa compartecipe della riuscita di un progetto inedito, complice e solidale dell’avventura di chi pensa che la casa è un diritto, non un premio da meritare. Noi ci mettiamo come il solito il nostro impegno a stare al fianco degli ospiti, a incontrarli periodicamente e ad aiutarli a risolvere piccoli e grandi guai, nei limiti delle nostre forze.
Ognuno/a potrà contribuire con un mattone a costruire virtualmente questa casa solidale.
Puoi fare una donazione anche piccola, puoi promuovere una colletta tra il tuo gruppo di amici, la comunità parrocchiale, la tua associazione, organizzare un’iniziativa, una cena, una festa di raccolta fondi da dedicare al progetto, puoi esporre nella tua attività commerciale una “cassetta delle offerte”, invitarci per un incontro di sensibilizzazione e dialogo.
Il primo obiettivo è di 3000 euro. Ma chissà... se il crowdfunding andrà bene, possiamo pensare di allargare questo esperimento e dare ad altre persone l’opportunità di una casa e di una base sicura per una vita degna e autonoma.
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È vero, servizi come questo dovrebbero essere offerti dal pubblico, è per questo che paghiamo le tasse. Un diritto come la casa dovrebbe essere garantito dalle politiche pubbliche, e non essere delegato all’iniziativa “privata” degli/delle abitanti. Con questa iniziativa però non vogliamo sostituirci al ruolo dello stato, ma creare una piccola forma di welfare mutualistico che dimostra una possibilità e rivendica al tempo stesso politiche più inclusive e di cura.
