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Ciao, siamo Marco, Matteo, Fabio e Simone, quattro amici uniti dal 2023 per difendere il Lago Bianco, un gioiello naturale situato a 2600 metri di altitudine, al Passo Gavia, nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio.
Dopo la nostra piccola ma importante vittoria, giunta ad Aprile 2024, dopo tanto impegno da parte nostra, dei preziosi tecnici e professionisti che ci hanno seguito, con il blocco e lo stralcio del progetto che prevedeva la captazione delle sue acque per innevamento artificiale, siamo qui oggi per un altro importante passo: quello della giustizia.
Questa giustizia ci è stata per ora negata: la Procura di Sondrio ha archiviato il nostro esposto a luglio 2025, senza avvisare il nostro legale come la legge prevede, senza rispondere alle infinite richieste di audizione che negli anni abbiamo fatto. Oltre a questo ha continuato a farci aggiornare l’esposto con perizie e documenti che finivano a nostra insaputa su un binario morto, sapendolo.
Prendiamo dunque atto che secondo la “giustizia” Italiana devastare un habitat naturale protetto da svariati livelli normativi nazionali ed internazionali non costituisce reato alcuno.
Prendiamo atto che, nonostante la precedente condanna della corte di giustizia europea, dopo i mondiali di sci di Santa Caterina 2005, le istituzioni italiane hanno reiterato il reato nei medesimi luoghi costruendosi un evidente artificio documentale per procedere al folle ed inattuabile cantiere aggirando le norme.
Prendiamo atto che, i carabinieri forestali intervenuti sul cantiere non hanno effettuato i sequestri che la legge prevede in mancanza evidente di documentazioni (notifica preliminare di cantiere in primis) dispositivi di protezione, e ampie dissonanze tra progetto esecutivo e realizzato.
Prendiamo atto che, come testimoniato dai tanti abitanti della zona, quando un privato esegue un cantiere in zona di massima tutela lo Stato mette in campo, giustamente, i controlli piu severi e minuziosi, sopralluoghi dei medesimi carabinieri che utilizzano righello e goniometro per verificare il rispetto di progetti e norme. Solo per loro, evidentemente.
Prendiamo atto che la miriade di prove tecniche e documentali presenti nell’esposto ed esplicate nell’unico interrogatorio fiume che abbiamo subito presso la caserma della forestale di Bormio non ha sortito alcun effetto.
Prendiamo atto che nonostante l’imbarazzante ritirata fatta dopo i pasticci nelle perforazioni nessuna persona che ha causato l’evidente errore di perforazione, stuprando quel terreno torboso, abbia subito licenziamenti/demansionamenti, procedimenti amministrativi o legali, tutti saldi al proprio posto come nulla fosse successo, ed anzi! I medesimi attori sono stati poi chiamati al “ripristino” dei luoghi facendo mere opere di movimento terra che son considerabili tutto tranne che un ripristino.
Prendiamo atto che questo paese è alla canna del gas, una classe dirigenziale incommentabile utilizza il proprio potere per soggiogare il sempre più ampio dissenso manifestato da liberi cittadini che vedono i propri territori sgretolarsi sotto giganteschi interessi economici e depauperarsi sempre più nei bisogni e servizi essenziali.
La partecipazione civica al comitato salviamo il lago bianco è stata incredibile, commovente, è tutt’ora di ispirazione per le tante persone che in altri territori lottano contro abusi simili, e di questo ne saremo sempre fieri e orgogliosi. Aver unito cosi tante persone per un obiettivo comune non è cosa scontata, aver raccolto circa 8000€ ed averli interamente spesi in oltre 3 anni di battage legale/mediatico ci ha portato a questo punto morto.
Il cantiere ha fallito ed è stato smontato solo grazie alla tenacia di tutti noi e voi, questo resterà per sempre scolpito nella storia del parco dello stelvio. La Giustizia in cui tanto auspicavamo pare tutta via essere negata e non arrivare mai.
Dopo aver speso migliaia di ore in trasferte, sopralluoghi, incontri tecnici, politici, legali, aver raggiunto le massime istituzioni europee, la stampa e la TV nazionale siamo ora a dover prendere un’ultima decisione collettiva: soccombere alla situazione legale, lasciando che nessuno mai paghi per quanto accaduto, o fare un ultimo sforzo collettivo per arrivare quanto meno ad avere spiegazioni chiare, poter avere l’esito delle indagini, il motivo dell’archiviazione, la spiegazione del perché lo Stato ha spinto un legale che rappresentava migliaia di cittadini su un binario morto, pregiudicando l’accesso alla giustizia sancito da leggi nazionali ed europee.
Noi del direttivo in cosi pochi non abbiamo possibilità di coprire interamente le spese necessarie a questo ultimo step, e avremmo quindi deciso di chiedere un nuovo contributo a tutti voi, per dimostrare nuovamente al potere che il dissenso non si zittisce in questo modo becero, che l’unione di tante persone puo superare anche le sabbie mobili debitamente predisposte dal sistema per impantanarci tutti in un eterno silenzio e rassegnazione.
Per presentare formale reclamo davanti alla giustizia Italiana, integrare la petizione EU, far ricorso alla CEDU per violazione delle norme sull’accesso alla giustizia servono almeno altri 2.500€
Soccombere a questo punto ci pare vergognoso e irrispettoso rispetto quanto di buono ed efficace fatto sin ora. Chiediamo quindi ancora una volta il vostro aiuto, per aiutarci a dare giustizia al nostro amato Lago Bianco. Per noi e per lasciare un segno che potrà essere visto anche dalle prossime generazioni.
Per conoscere, seguirci ed avere maggiori informazioni sulla vicenda vi rimando alla nostra pagina FB: https://www.facebook.com/people/Salviamo-il-Lago-Bianco/61550043128981/





