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Emma e Leo - un film di Sofia Pessina e Giulia Sordi

Don protégé
Ciao!
Siamo Sofia e Giulia, due studentesse di cinema presso NABA, nuova accademia di belle arti di Milano.
Ci stiamo per laureare e di conseguenza stiamo producendo il nostro cortometraggio di tesi.

Il progetto vuole portare alla luce come ognuno di noi abbia un modo diverso di affrontare le difficoltà e avere accanto qualcuno che ti ascolta e che ti sostiene senza giudicare può fare la differenza.

Fare un corto però costa: tra attrezzature, location, troupe e post-produzione, le spese sono tante.
Per questo abbiamo bisogno del vostro aiuto: ogni contributo, anche piccolo, può fare la differenza e aiutarci a realizzare qualcosa di bello e fatto bene.

Se volete darci una mano, ve ne saremo davvero grate ❤️

IL PROGETTO:
LOGLINE
Emma, adottata da poco, non si fida ancora molto di suo nuovo fratellastro Leo.
Così Leo, una mattina, decide di giocare con lei per approfondire il loro rapporto.

SINOSSI
Leo (18 anni) è seduto sul divano, intento a scrollare il telefono. Accanto a lui, sul tappeto, Emma (5 anni), da poco sorellastra di Leo, gioca da sola con un vecchio pupazzo. È sdraiata a terra, assorta nel suo mondo. La scena è silenziosa, quasi sospesa. Leo ogni tanto la osserva, poi, posa il telefono e le propone di giocare, per cercare di approfondire il loro rapporto. Emma non risponde subito, alza le spalle, distante.


Leo prova un altro approccio: le chiede qual era il suo gioco preferito quando stava nella casa con gli altri bambini. Questa volta Emma sorride e dice che le piaceva tanto travestirsi da “Principessa Guerriera”. Il sorriso di Emma accende qualcosa in Leo, che le propone di insegnargli il gioco. I due si spostano nella cameretta di Emma, dove si perdono nel travestimento il mondo reale inizia a dissolversi, lasciando spazio a quello del gioco.


Emma si traveste con: un tutù rosa, una corona di stoffa e la sua fedele spada di plastica. Leo la aiuta a salire su una sedia per la cerimonia di inizio missione. Emma prende il controllo del gioco, chiede a Leo di chiudere gli occhi per una magia speciale. Lui obbedisce, divertito, mentre Emma coglie l'occasione per arrampicarsi su uno scaffale alla ricerca di uno scatolone. Lo scatolone però è troppo leggero. Emma perde l’equilibrio e cade all’indietro.


Il gioco si interrompe bruscamente. Emma piange, spaventata e ferita. Leo la aiuta subito e cerca di rassicurarla, ma capisce che non basta. Così, tra gli oggetti sparsi a terra, trova un vecchio foglio con delle scritte e lo trasforma in un “messaggio dal regno magico”.
Dice a Emma che il popolo ha bisogno della principessa per essere salvato da un cattivissimo drago .
Emma si rianima. La fantasia torna a guidarla. Insieme escono di casa, diretti verso quello che per loro diventa il “frutteto del popolo”.


È un campo aperto, un angolo di campagna vicino casa. Leo si trasforma nel drago cattivo che tiene in ostaggio il regno. Emma così inizia a rincorrerlo con la sua spada, cercando di ucciderlo.
La corsa si fa selvaggia e gioiosa. Ridono, si rotolano tra l’erba fino ad arrivare a delle balle di fieno. Emma, decisa, affronta il drago. Con un colpo lo sconfigge. Leo finge di crollare. La principessa Emma ha vinto.


Leo si inginocchia orgoglioso e la aiuta a salire su una balla di fieno, dove può proclamare il discorso della vittoria al popolo finalmente libero. Emma è raggiante e Leo le batte le mani, incitandola.
Finito il discorso e il gioco, Leo salta giù con un grido di gioia. Poi invita
Emma a fare lo stesso, ma lei si blocca. Guarda in basso, ha paura. Leo le dice che deve saltare, ma Emma si mette a piangere.

Leo capisce di aver insistito troppo, le porge le braccia e la aiuta a scendere con dolcezza. Le chiede subito scusa e le asciuga una lacrima dal viso. Lei lo guarda ancora scossa, ma si sente al sicuro.
Leo le tende la mano e le dice che è ora di tornare a casa. Emma fa un piccolo sorriso e gliela afferra. Leo le restituisce la spada, lei la prende e lui la carica sulle spalle. Insieme attraversano il campo, tornando lentamente verso casa.


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