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K_IND

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ITALIAN VERSION HERE (english version below)

Cosa posso fare io per gli altri? Cosa posso donare? Qual è il mio dono per gli altri?

Mi chiamo Katia, sono Italiana e sino a qualche mese fa lavoravo in ambito creativo; l’ho fatto per tanti anni!!

Come scultrice freelancer, e come art handler per importanti musei internazionali come la Tate e il Museo Nazionale di Oslo.

IO SO FARE.

Le mie mani sono il mio mezzo per donare.

E per questo ho bisogno del vostro aiuto!

Dai primi giorni di Ottobre 2018 mi vedrò impegnata al centro di Madre Teresa a Calcutta in India ( http://www.motherteresa.org )

Offrirò poi il mio aiuto al Centro Palli Unnayan Seva Samiti, in Orissa, che è una casa ed una scuola per coloro che non hanno un tetto dove stare. ( https://www.pussindia.org )

Potrò  anche prestare servizio all’Istituto Internazionale d’arte a Modinagar, a New Delhi. ( https://www.iifaindia.org )

Sono tutti Istituti sostenuti grazie al lavoro benefico dei volontari e dei donatori.

In questi centri, che lavorano per il supporto di donne e bambini svantaggiati, viene data la possibilità di studiare e di avere quindi un futuro nettamente migliore.

Il mio impegno è di stare il più possibile, ho dei risparmi che spenderò per questa causa, ma non sono ricca!

Ed ho bisogno di aiuto per prolungare la mia permanenza, (8/9 mesi) e prestare un servizio che possa fare davvero la differenza. E qui entrate in gioco voi, amici, sostenitori.

Il denaro da voi offerto aiuterà a coprire le spese di permanenza, biglietti aerei, treni e investimenti all’interno degli Istituti che visiterò.

Vi invito quindi a donare: vi porterò con me.
Mi vedrete operare in questi centri, vi racconterò i giorni vissuti da volontario e se potrò aiutare queste persone sarà anche grazie a voi, al vostro aiuto.

Sarete con me, sarò l’estensione delle vostre mani per una buona causa.

Donare attraverso questo sito è semplice, veloce e sicuro. Ed è il modo più efficiente per sostenermi.

Cliccate sul tasto Donate e seguite le istruzioni.

Grazie mille.  
Be K-IND, ci vediamo a Calcutta!


ENGLISH VERSION

What can I do for others? What can I donate? What is my gift to others?

My name is Katia, I'm Italian and until a few months ago I worked in the creative field; I did it for  many years !!

As a freelancer sculptor, and as an art handler for important international museums like the Tate and The National Museum in Oslo.

I CAN DO.

These hands can be my means of giving, making for others.

And for this I need your help!

I need your donation to let these hands go further, and make more.

I decided to undertake voluntary service at the Mother Theres Center  in Calcutta ( http://www.motherteresa.org)

Then I'll lend my help to the Palli Unnayan Seva Samiti center in Orissa ( www.pussindia.org ).

And I’m likely to be able to serve also at the International Institute of Art in Modinagar, New Delhi ( https://www.iifaindia.org ).

They are all institutes supported thanks to the beneficial work of volunteers and donors.

These Centers work for the support of disadvantaged women and children, who are given the opportunity to study and therefore have a much better future.

My commitment is to stay as much as possible, 8/9 months,  and help as much as I can. I have some savings that I will spend on this cause, but I'm not rich!

And I need help to extend my stay. And here you, friends and supporters come into play.

The money you offer will help cover stay expenses, airline tickets, trains and I will invest in the Institutes that I will visit.

I therefore invite you to donate. I’ll bring you with me.

You will see me work in these Centers, I will tell you the days lived as a volunteer and if I can help these people will also be thanks to you, to your help. You will be with me, I will be the extension of your hands for a good cause.

Donating through this site is simple, fast and secure. And it's the most efficient way to support me. click on the donate button and follow the instruction.

Thanks so much.
Be K-IND, see you in Calcutta!
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13/05/2019

FOR ENGLISH READ BELOW

L’esperienza di volontariato volge al termine.
In cuor mio so che è solo l’inizio di un impegno per la vita. Quello di essere nel cuore e nella pratica presente per gli altri.
Sono emozionalmente pronta per lasciare il Centro Thabarwa, ho lavorato due settimane per prepararmi a questo momento. Prepararsi all’addio dopo quasi tre mesi di impegno e investimento.
Quando ho salutato il manager (dalla gestione discutibile) mi ha detto: “grazie per la tua energia e per l'alta motivazione” ...ed ha aggiunto: “anche troppa”.
Sì, in questi mesi non mi sono fermata un attimo. Sono molto soddisfatta di tutto quello che ho fatto e dato. E non rimpiango di aver lavorato "anche troppo".
Sono un po' anestetizzata dalle corse per finire tutti i progetti. Il taxi mi porterà via fra un'ora, ma un'ora fa ero ancora a montare un poster, appena ritirato dalla tipografia....
Il poster che ho fatto stampare si chiama “The board of the extra good deeds”, “La lavagna delle extra buone azioni”.
Ho portato l’esempio di tre pazienti con i quali ho lavorato in questi mesi invitando gli altri volontari a prendersene carico, condividendo le storie di questi pazienti nello spazio della sala riunioni dove tutti possono leggere, condividere e farsi coinvolgere.
Spero con questo di dare ulteriori stimoli ai nuovi volontari che prendono il mio posto e che arriveranno.
Mostrare i poster ai pazienti è stato un momento veramente molto emozionante. Vedere i loro volti illuminarsi di gioia quando si riconoscevano nelle loro immagini e nella storia che era raccontata. La loro storia. La storia della loro vita di pazienti al Rainbow Hospital. La storia dei loro sogni e dei loro bisogni.
N. B. Questa piattaforma web non permette di allegare più di tre immagini. Vorrei mostrarvi le fotografie della gioia dei pazienti quando ho mostrato loro i poster. Troverete tutte le immagini sul mio Blog: https://k-ind.blog/
O sul mio account Facebook : Katia Orgiana
Grazie mille per il supporto che avete dato.

ENGLISH HERE:
05/13/2019
The volunteering experience is coming to an end.
In my heart I know it's just the beginning of a commitment for life. The commitment of being in the heart and practically present for others.
I worked two weeks to be emotionally ready to leave the Thabarwa Center. To prepare for farewell after almost three months of commitment and investment.
When I greeted the manager (from the questionable management) he told me: "thank you for your energy and high motivation" ... and added: "too much sometimes".
Yes, I haven't stop in these months. I am very satisfied with everything I have done and given. And I don't regret having worked "too much".
I'm a little anesthetized from racing to finish all the projects. The taxi will take me away in an hour, but an hour ago I was still mounting a poster, just picked up from the print shop.
The poster I printed is called "The board of the extra good deeds".
I gave the example of three patients with whom I worked during these months, inviting the other volunteers to take charge of it, sharing the stories of these patients in the meeting room space where everyone can read, share and get involved.
I hope with this to give further inspiration to the new volunteers who take my place and who will come.
Showing the posters to the patients was a really exciting time. See their faces light up with joy when they recognized themselves in their images and in the story that was told. Their story. The story of their life as patients at the Rainbow Hospital. The story of their dreams and needs.
N. B. This web platform does not allow you to attach more than three images. I would like to show you photos of patients' joy when I showed them the posters. You will find all the images on my Blog: https://k-ind.blog/
Or on my Facebook account: Katia Orgiana
Thank you very much for the support you have given.
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FOR ENGLISH VERSION BELOW

Dal 22 Febbraio ho iniziato servizio di volontariato in Myanmar, al Centro Thabarwa.
Ho dovuto spendere qualche giorno in Hotel prima di stabilirmi al Centro Thabarwa, per via di una forte otite baro-traumatica che mi ha lasciata mezza sorda e dolorante per diversi giorni. L’hotel era molto vicino al Centro Thabarwa. Così quando ho potuto ho iniziato a prestare servizio solo per qualche ora al giorno, sino a quando mi sono sentita decisamente meglio e quindi mi sono trasferita.
Credo di aver fatto la cosa giusta nell'entrare in questa realtà, piano piano, dolcemente. Un po’ perché le mie condizioni di salute non mi permettevano di fare diversamente, ma anche perché il Centro è una realtà con aspetti molto contraddittori.
Thabarwa Center è una grande comunità di tradizione buddista, che provvede riparo e cibo, cure e meditazione a tutti coloro che ne hanno bisogno. Un villaggio, con capanne, case, negozi, ospedali e molto altro. Ma tutte queste strutture ed i servizi associati versano in cattive condizioni.
Da due mesi lavoro e mi dedico sostanzialmente a ciò che viene chiamato “Patient Care”, cura del paziente e medicazione delle ferite. C’è sempre da fare. Dalla mattina alla sera. E a volte anche alla notte, come quando l’unica badante di 30 monaci del terzo piano dell’ospedale ha un attacco di angina pectoris e lei insiste a voler lavare a mano la biancheria perché ha paura di essere licenziata. Che fare… aiutarla e farla riposare.
Sono sempre felice di visitare i pazienti in "ospedale", di vedere i loro miglioramenti, di prendermi cura di loro sino a quando le ferite si rimarginano, sino a quando la loro salute si ristabilisce. Ci vuole anche coraggio per quelle volte in cui invece dobbiamo dire addio al paziente, perché non tutti i pazienti sopravvivono.
Qui il tempo vola.E se vieni qui per aiutare davvero, a maggior ragione questo tempo si dissolve, evapora.
Le emozioni sono forti e dormo troppo poco per riuscire ad elaborare tutto quello che accade intorno a me.
Dalle storie dei pazienti alla vita del villaggio e dei volontari.
Difficile da descrivere in poche righe.
Questa vita di comunità che sembra fluire ma che è frutto di continui aggiustamenti, accostamenti. Di un danzare liquido che muta forma di continuo. Le persone vanno e vengono. La struttura, la base, ammesso che ci sia, evolve, cambia, si sfalda, si scomoda, si accomoda.
Ho trascorso a Thabarwa due mesi e mi preparo a lasciarla entro 15/20 giorni. Come ricorderete nel mio progetto di volontariato a Bhubaneswar,(dove ho costruito una sala di lettura e disegno per gli orfani) sono solita lasciare il segno.
Sono sempre molto occupata ed ora più che mai perché voglio chiudere alcuni progetti ed impegni che ho preso con alcuni dei pazienti.

Per queste persone, i miei pazienti di Thabarwa, chiedo un ulteriore piccolo sforzo. Una piccola donazione o l’aiuto a condividere il più possibile la mia campagna.
Sono molto soddisfatta, so che ho dato molto, so che ho fatto del mio meglio e forse anche di più. Non ho rimpianti. Ho compiuto i miei piccoli miracoli, quei piccoli miracoli che i singoli esseri umani possono fare. E so che sono stata di ispirazione per altri e questo per me è importantissimo.
La prossima settimana io e Daniele, un infermiere molto qualificato, andremo in città a comprare rifornimenti per l'infermeria e per i pazienti. Io vorrei comprare un grande rotolo di tessuto cotone da tagliare a seconda della necessità, perché qui è difficile reperire lenzuola, e molti pazienti vivono su tessuti molto sporchi e maleodoranti. Avere a disposizione del tessuto sarà certamente una soluzione al loro disagio.
Saranno giorni assolutamente pieni e stancanti ma poi verrà il vuoto. Mi sto preparando lentamente all'idea di spostare l'attenzione dagli altri verso di me. Per mesi ho dato la priorità ad altri. Ne sono consapevole e farò in modo di ri-focalizzarmi con amore su di me.
Grazie ancora per l'amore che sento che arriva da voi.
E grazie ancora per l’aiuto che vorrete dare
A presto
Katia

ENGLISH HERE:
From February 22nd I started volunteering in Myanmar, at the Thabarwa Center.
I had to spend a few days in a Hotel before settling in the Thabarwa Center, due to a strong barotraumatic otitis that left me half deaf and sore for several days. The hotel was very close to the Thabarwa Center. So when I could I started to serve only for a few hours a day, until I felt much better and then I moved.
I think I did the right thing by entering this reality, slowly, gently. First because my health conditions did not allow me to do otherwise, but also because the Center is a reality with very contradictory aspects.
Thabarwa Center is a large community of Buddhist tradition, which provides shelter and food, care and meditation for all those in need. A village, with huts, houses, shops, hospitals and much more. But all these facilities and associated services are in poor condition.
For the past two months I have been working and dedicating myself substantially to the work called "Patient Care", patient care and wound dressing. There is always something to do. From morning to evening. And sometimes even at night, when the only caregiver of 30 monks on the third floor of the hospital has an angina pectoris attack and she insists on wanting to wash the laundry by hand because she's afraid of being fired. What to do…help her and put her on rest.
I am always happy to visit patients in the "Hospital", to see their improvements, to take care of them until their wounds heal. It also takes courage for those times when we have to say goodbye to the patient, because not all patients survive.
Here time flies,and if you come here to really help, even more so this time dissolves, evaporates.
Emotions are strong and I sleep too little to be able to process everything that happens around me.From patient stories to village life and volunteers.
This community life that seems to flow but that is the result of continuous adjustments, combinations. Of a liquid dance that changes form continuously.
I spent two months in Thabarwa and I’m preparing to leave. As you will remember in my volunteer project in Bhubaneswar (where I built a reading and drawing room for orphans), I usually leave a mark.
I am always very busy and now more than ever because in 15/20 days I will leave the center and I want to close some projects I opened with some of the patients.
For my Thabarwa patients, I ask you for a little further effort. A small donation or help to share my campaign as much as possible.
I am very satisfied, I know I gave a lot, I know I did my best and maybe even more. I have no regrets. I performed my little miracles, those little miracles that individual human beings can do. And I know that I have been an inspiration for others. So important.
Next week, together with a professional nurse from Italy, we will go to the city to buy supplies for the infirmary and for patients. I would like to buy a large roll of cotton fabric to cut as needed, because here it is difficult to find bed sheets, and many patients live on very dirty and smelly fabrics. Having the fabric available will certainly be a solution to their discomfort and hygiene problems .
The next days will be absolutely full and tiring. For months I have given priority to others. But I am slowly getting ready to shift my attention from others to me.
Thanks again for the love I feel coming from you.
And thanks again for the help you want to give.
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ENGLISH VERSION BELOW


UN PO’ DI CONSAPEVOLEZZA NELL’UTILIZZO DELLA SPAZZATURA. PER UN MONDO PULITO.
Con l'approvazione della Signora Kuku, la segretaria di PUSS ho avviato una richiesta di contatto e supporto con una società di riciclo dei rifiuti a Bhubaneswar. L’azienda ha risposto con entusiasmo. Nelle prossime settimane visiteranno il centro per raccogliere la spazzatura differenziata e per aiutare il centro a costruire tre stazioni di compostaggio, dove gli avanzi di cibo verranno convertiti in terra da coltivazione.
Considerando il problema dei rifiuti in India e in tutto il mondo, considero questa una grande vittoria. Avere una scuola in grado di aiutare a mantenere l'ambiente pulito e sano è una grande cosa. Ed è una grande risoluzione del problema per la scuola stessa. Ora all'interno della scuola e nella CCI ci sono stazioni di riciclaggio della spazzatura, e presto la spazzatura verrà raccolta da un'azienda specializzata.
I bambini hanno risposto all’introduzione dell’uso dei bidoni per la raccolta differenziata con molto interesse. Abbiamo decorato insieme i bidoni, li abbiamo resi colorati e comprensibili a tutti. E poi abbiamo creato le stazioni per i bidoni, dove i bimbi possono recarsi per distribuire la spazzatura nei differenti bidoni.

ENGLISH VERSION:

A LITTLE OF AWARENESS IN THE USE OF THE WASTE. FOR A CLEAN WORLD.
With the approval of Mrs. Kuku, PUSS's secretary I contacted waste recycling company in Bhubaneswar, asking for support. The company responded enthusiastically. In the next few weeks they will visit the center to collect the different rubbish and to help the center to build three composting stations, where food leftovers will be converted into soil.
Considering the problem of waste in India and all over the world, I consider this a great victory. Having a school that helps keep the environment clean and healthy is a great thing. And it's a great resolution of the problem for the school itself. Now inside the school and in the CCI building there are garbage recycling stations, and soon the garbage will be collected by a specialized company.
The children responded to the introduction of the use of recycling bins with a lot of interest. We have decorated the bins together, we have made them colorful and understandable to everyone. And then we created the stations for the bins, where the children can go to distribute and segregate the waste.
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ENGLISH VERSION BELOW

LA SALA DI LETTURA. NUOVI E BELLISSIMI LIBRI PER IMPARARE E DARE LORO NUOVI STIMOLI

Quando abbiamo aperto la sala di lettura c’è stato un generale entusiasmo, anche abbastanza difficile da gestire. Ma con molto impegno siamo riusciti a stabilire delle regole.
Abbiamo un registro dei libri in consegna per la lettura, dove i bimbi firmano la presa e firmano alla restituzione. Sono affascinati da queste regole. Vogliono firmare il registro. Questo registro aiuta gli adulti. responsabili della libreria, a controllare la restituzione dei libri.
E’ stato emozionante vederli il primo giorno di apertura, sfogliare in silenzio e partecipazione.
Ho acquistato libri per tutte le età. Da quelli per i più piccoli, con molte immagini e storie avventurose, sino a quelli per le adolescenti, storie d’amore, biografie dei leader e filosofi indiani, libri illustrati sulla cultura indiana (come da richiesta delle ragazze). I libri sono in parte nella loro lingua, l’Oria, e in parte in inglese.
Il desiderio di renderli più autonomi, indipendenti e consapevoli, mi ha spinto a creare per loro ruoli di responsabilità. Così adesso alcuni di loro sono autorizzati ad usare le chiavi degli armadi, a gestire i registri e a rimettere in ordine i materiali.

Volontariato non è solo comprare materiali, ma dare alle persone strumenti di crescita.
Grazie a tutti.
Katia

ENGLISH VERSION HERE:
The reading room. New and beautiful books to learn and give them new incentives.

When we opened the reading room there was a general enthusiasm, even quite difficult to manage. But with a lot of effort we were able to establish rules.
We have a register of books for reading, where the children sign the outlet and sign the return. They are fascinated by these rules. They want to sign the register. I love it!
This register helps the adults, responsible for the library, to check the return of the books.
It was exciting to see them on the first day of opening, leafing in silence and participation.
I bought books for all ages. From those for the little ones, with many images and adventurous stories, up to those for teenagers, love stories, biographies of Indian leaders and philosophers, illustrated books on Indian culture (as requested by the girls). The books are partly in their language, Oria, and partly in English.
The desire to make them more independent, independent and aware led me to create roles of responsibility for them. So now some of them are allowed to use locker keys, manage logs and tidy up the materials.

Volunteering is not just buying materials, but giving people tools for growth.
Thank you all.
Katia
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