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SPESE LEGALI causa LICENZIAMENTO

€5,500 goal

Campaign created 5 months ago
Sono Ketty Carraffa, di MIlano, mamma single. Decenni di precariato nell'Informazione, come Docente di Cinema e Fotografia, di impegno anche volontario nella difesa dei diritti delle donne, dei lavoratori, di rappresentante sindacale, fotoreporter, scrittrice e opinionista televisiva, sui temi legati alla violenza sulle donne e contro ogni discriminazione. Ho cominciato a fare la fotoreporter ai concerti di Fabrizio De Andrè negli anni 80, ho realizzato documentari sociali e mostre fotografiche anche in zone di guerra, realizzo format televisivi e sto portando in giro il mio ultimo progetto e libro "Le donne, acqua nel deserto", di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne.
Il 22 gennaio 2018, dopo 11 anni di attività lavorativa da dipendente, (accettata con entusiasmo su proposta del sindacato e per cui ho abbandonato l'insegnamento), ho ricevuto lettera di licenziamento da parte della CGIL di MIlano, per cui lavoravo come dirigente/Segretario della categoria dei precari, con merito, professionalità e grande passione... Il Licenziamento, per superamento comporto di malattia (causata da stress e ansia occupazionale) è arrivato dopo 4 anni di lotta solitaria,  con la continua ricerca di spiegazioni attraverso mail, telefonate, incontri, con dirigenti locali e nazionali del sindacato...
Un demansionamento inspiegabile subito nel 2014, dopo essere stata assunta nel 2006 come dirigente sindacale anche nazionale, Segretario politico di categoria, responsabile per l'organizzazione e la gestione delle Docenze e Docenti di Diritti e Doveri dei lavoratori, per terminare con due traserimenti molto al ribasso: con attività lavorativa come Operatore Inca, per inserimento dati al computer e dal gennaio 2017 come receptionist al CSF (Centro Servizi Fiscali)...
Nel gennaio 2017, dopo i vari controlli clinici del 2016 e la relazione della visita della Medicina del Lavoro, che dava esiti disatrosi sullo stato di salute, cominciò il periodo di crisi più grande della mia vita. Ormai vedevo tutto il mio castello di progetti realizzati, soddisfazioni lavorative e alta professionalità, volare al vento, anche il fatto di essere stata molto utile come o. Mi hanno vietato di essere "visibile", mentre facevo l'opinionista in tv da anni e contribuendo a portare consenso e valore aggiunto... La visita e relativa relazione della Medicina del Lavoro, fatta nel novembre 2016, mi diagnosticava la reale crisi, e il 17 gennaio 2017, cominciai il periodo di malattia, che tra interruzioni, si concludeva nel novembre 2017. Nel mese di febbraio 2017, mi sono rivolta a un avvocato, con la ferma decisone di chiedere e ottenere dal datore di lavoro, spiegazioni su tale comportamento subito e soprattutto, per partire con la richiesta di reintegro nelle mie funzioni dirigenziali (cosa richiesta per tutti i 4 anni di solitudine). Sono partita io a scrivere la lettera di risposta alla prima contestazione in cui mi "accusavano" di partecipare a incontri sulla violenza sulle donne... (Tali incontri, sempre a titolo volontario) li realizzo da 30 anni, sono stata opinionista e conduttrice radio e tv, da prima di arrivare al sindacato e, nel 2012, la mia partecipazione nei talk televisivi di Rai e Mediaset, era molto apprezzata dal Segreterio generale della CGIL di Milano...  sino all'arrivo della nuova dirigenza sindacale milanese nel 2013.
A nulla è servito il mio accanimento nella ricerca di soluzioni che non arrivassero alla fine del comporto di malattia e quindi al licenziamento. Non ho accettato un accordo in cui avrei dovuto sottoscrivere l'impegno a non parlare mai più della mia storia... La semplice risoluzione in denaro con l'impegno assoluto a tacere per sempre su ciò che mi era accaduto con il sindacato, era per meinaccettabile. Ho perso il posto di lavoro, per un grand senso didignità e da sempre, e solo per questo, ho messo subito in chiaro il fatto che volevo raccontare a tutti la mia storia, denunciare le ingiustizie e il demansionamento subite, che non potevo permettere al sindacato di trattarmi in questo modo, visto che tanto ho dato per la difesa dei diritti degli altri e, soprattutto, volevo risolvere la situazione precaria di salute a cui tale stress lavorativo mi stava sottoponendo da anni. Ho avuto un periodo di ulteriore sconforto, allietato solo dagli inviti a partecipare a eventi di solidarietà e a organizzarne altri, tutti a titolo volontario e consigliati anche dai medici, che in certo senso, mi davano la possibilità di proseguire ad avere autostima e gratificazioni, negate dall'ambito lavorativo e che, invece, erano acqua per la mia vita, di donna, lavoratrice, e professionista della comunicazione, da sempre. Lo stress è aumentato per la ricerca di un nuovo avvocato, per la situazione di limbo in cui mi sono venuta a trovare e, nel mese di ottobre 2017, ho affidato il mandato per difendermi e per riprendere la causa, ad un altro avvocato. Al nuovo avvocato dissi subito che pretendevo la battaglia sui miei diritti al reintegro, alla giusta considerazione della relazione della Medicina del Lavoro e che la visibilità della mia storia e della mia causa e non l'occultamento, erano una condizione "sine qua non" per continuare, sia nella difesa di me stessa, sia la lotta per la difesa delle altre donne vittime di ogni tipo di discriminazione sul luogo di lavoro, che a tutt'oggi mi cercano. Io volevo che la mia storia fosse assolutamente visibile ai media (e infatti molte interviste mi sono state fatte da giornali importanti della stampa italiana ed estera) perchè, a distanza di tanti anni e dopo aver creduto neli ideali di solidarietà, ancora non riesco a spiegarmi tanto accanimento nei miei confronti... O lo capisco benissimo.
Ora, mi ritrovo disoccupata, in attesa di disoccupazione, con un figlio a carico al 100 per cento, con il mutuo da pagare e, cosa per cui sto creando la campagna ricerca fondi, la pendenza delle spese legali, per proseguire nella causa contro il licenziamento, che sicuramente non finirà a breve e per cui occorrono circa 5.500 euro in totale (avvocato, più relazioni e visite specialistiche di esperti e professionisti).
Sicuramente organizzerò eventi e momenti di solidarietà e di informazione, con conferenze stampa, comunicati stampa e incontri con le persone che vorranno darmi una mano. Il ricavato andrà a coprire le spese legali e se sarà possibile, nella realizzazione di un sito web dedicato alle donne vittime di violenza, che avrei dovuto aprire nel 2017, per continuare a raccontare le storie di donne che ce l'hanno fatta ...
29016808_15233749670_r.jpeg www.kettycarraffablog.wordpress.com
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