Una persona con disabilità ad un concerto stona

Pre-pandemia nei concerti musicali, quasi sempre, le persone con disabilità motoria, venivano relegate per “questioni di sicurezza” a postazioni con visuali non idonee a godersi lo spettacolo. Succede da sempre e da sempre non cambia modalità di accessibilità, anzi peggiora.

Il 29 settembre 2019 in Arena di Verona assisto al concerto di Coez (pagando il biglietto 34,50€) senza vedere nulla dello spettacolo: in 26° fila, senza di fatto poter vedere nulla poiché il pubblico ha passato l’intera serata in piedi. I posti designati per le persone con disabilità sono in un punto che non garantiscono una visuale a chi è costretto a rimanere seduto. 

Ho denunciato per condotta discriminatoria Arena di Verona, Fondazione Arena di Verona e Vivo concerto. Martedì 19 maggio 2020 ho avuto il verdetto della sentenza: istanza rigettata dal giudice del Tribunale di Mantova e condanna a pagare tutte le spese legali delle controparti per una cifra che supererà i 5 mila €.
Una sentenza di immediata esecuzione e quindi che obbliga al pagamento immediato. Per me era una "battaglia" per migliorare una lacuna reale, questo è solo un danno  alla mia persona.
Chiedo aiuto anche a  Voi di supportarmi in questa battaglia.

48218474_1590065144238758_r.jpegMi chiamo Valentina Tomirotti, sono la presidente di un'Associazione del mondo della disabilità "Pepitosa in carrozza", mi batto per i diritti negati delle persone con disabilità: non sono solo i miei, ma di tutte quelle persone che hanno subito il medesimo trattamento. Con i fondi che si raccoglieranno, andremo avanti con il processo, andando in appello, salderemo questa ingiusta sentenza e potremo avere più voce in capitolo chiedendo di istituire un tavolo tecnico nazionale che crei giurisdizione in materia per siglare un nuovo Manifesto per rendere le manifestazioni e i concerti, eventi inclusivi.
Ho deciso di farlo perché non si può più far finta di niente e continuare a subire un trattamento così lesivo per i nostri diritti, è una mancanza di rispetto enorme come essere umano: continuiamo a pagare i biglietti per assistere a spettacoli o concerti che in verità, il più delle volte, riusciamo solo ad “ascoltare”. Il mio non è un episodio isolato, è praticamente la prassi perché non esiste un piano di gestione di queste idonee postazioni che mettano in campo la sicurezza e il buon senso. Potete vedere anche la pagina di FB https://www.facebook.com/sottoilpalcoancheio/ per vedere altri esempi capitati ad altre persone in giro per l'Italia.

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I concerti non solo si ascoltano, ma la musica si vive anche con gli occhi e si convive con il calore delle altre persone in un unico ritmo. Quando questo viene a mancare, si chiama DISCRIMINAZIONE.
Mentre l'Italia sgomita nella "fase 2", con un lockdown che progressivamente viene allentato, c'è un'altra parte di Italia che con il lockdown ci convive da sempre, come esistesse una pandemia endemica alla nostra società, causata dalla presenza di barriere architettoniche e sensoriali che provoca come effetto quotidiano la limitazione alla libertà di movimento per le persone con disabilità.

Miglioriamo questo mondo insieme!

"Associazione PEPITOSA IN CARROZZA", sede Porto Mantovano (MN),
email: [email redacted]

www.pepitosaincarrozza.it

www.valentinatomirotti.it

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Valentina Tomirotti 
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