We Are Here-Nea Kavala refugee camp

English version below

Mi chiamo Bianca Miccione e ho 23 anni. Dopo la laurea in economia ho deciso di prendermi un anno prima di ricominciare a studiare e a ottobre 2017 sono partita per un’esperienza di volontariato nel nord della Grecia, nel campo profughi di Nea Kavala. Sono rimasta fino a fine dicembre e ad aprile sono tornata nello stesso campo con la stessa associazione; starò qui per altri due mesi.

Il progetto con cui sono partita si chiama ‘We Are Here Community Centre’ (http://weareherecentre.org/)
, supportato da IHA (Intereuropean Human Aid Association). Lavoriamo 6 giorni a settimana full time nel campo profughi di Nea Kavala, poco fuori Polykastro, vicino al confine con la Macedonia. Il campo ospita all’incirca 500 persone di cui circa il 25% sono bambini, provenienti da paesi quali Siria, Iraq, Congo, Pakistan, Afghanistan, Eritrea, Kuwait…. Fondamentalmente noi cerchiamo di colmare i vuoti educativi e ricreativi che si vengono a formare nel campo e cerchiamo di rendere l’infinita attesa e incertezza un po’ più tollerabile.

Al momento all’interno del campo offriamo lezioni di inglese per 4 diversi livelli, abbiamo una biblioteca con libri in arabo, farsi, urdu, curdo, inglese, francese… in cui gli abitanti del campo possono venire e prendere in prestito i libri, o venire a studiare o leggere qualcosa. Abbiamo uno spazio dedicato ai bambini da 0 a 3 anni (l’unica fascia d’età esclusa da qualsiasi attività educativa formale). Con loro dipingiamo, scopriamo materiali nuovi, costruiamo, ci riposiamo e andiamo a raccogliere i fiori. Inoltre offriamo lezioni di musica e di informatica per gli adulti e nei weekend, quando i bambini e ragazzi non hanno scuola, lavoriamo con loro attraverso lo sport e l’arte. Due sere a settimana proiettiamo film per adulti e bambini e il sabato sera facciamo la serata di “music and dancing”, partecipatissima da tutti gli abitanti del campo che vengono per mettere la loro musica e ballare danze tradizionali.

Abbiamo poi uno spazio riservato alle donne, che è il luogo in cui lavoro io. Il “women’s space” offre lezioni di inglese la mattina per diversi livelli e attività ricreative il pomeriggio, tra cui cinema, teatro, canto, cucito, arte, sport… Lo scopo dello spazio è quello di fornire alle donne un luogo al di fuori dei loro minuscoli container in cui sentirsi benvenute e accolte, libere di esprimersi e a loro agio. In un campo in cui vi sono molte donne che hanno affrontato un estenuante viaggio durato anni da sole con i loro figli, che hanno vissuto esperienze terribili e inimmaginabili, uno spazio per le donne è davvero importante: è per loro il luogo in cui mettersi comode, bere una tazza di tè e scambiare due chiacchiere. È il luogo in cui ridere e ballare liberamente e conoscere altre donne del campo, aiutarsi reciprocamente e creare legami. È  il luogo in cui imparare una nuova lingua e sentirsi parte di una comunità.

Nea Kavala non è un campo di passaggio. Qui sempre più spesso le persone restano anche per un anno o più, in attesa… Attendono che sia il loro turno per poter scegliere i vestiti, attendono la doccia nei bagni condivisi e le visite mediche. Attendono l’assegnazione di un alloggio, i documenti. Attendono le temute ‘interview’ in cui verranno sfiniti e costretti per ore a ripercorrere over and over l’inferno che hanno attraversato per far sì che i loro racconti siano reputati attendibili. Attendono di sapere se potranno riabbracciare il loro figlio in Germania o la loro madre in Svezia o semplicemente, attendono di sapere che non hanno affrontato un inferno solo per poi essere rimandati indietro… Loro attendono, attendono e attendono e attendono e attendono. E noi cerchiamo di far pesare meno questa attesa.

Sul muro del women’s space, una frase tradotta in varie lingue recita “We all move forward when we recognize how resilient and striking the women around us are” Rupi Kaur

In questi mesi passanti in campo ho conosciuto degli esseri umani splendidi, che mi hanno sempre offerto con gioia quel poco che avevano. Ho incontrato bambini scalmanati e con voglia di imparare e scoprire cose nuove; ragazzini estremamente sensibili e intelligenti, donne carismatiche dolci e speciali. Ho insegnato a uomini che mi hanno sempre rispettata e trattata con riconoscenza. Ho guardato i bambini aspettare in fila l’autobus per andare a scuola. Con i loro zaini in spalla e gli occhi spalancati dall’emozione. Ho incontrato persone che difficilmente riuscirò a dimenticare. Per favore, date una mano a tutte queste meravigliose persone che stanno solo cercando disperatamente un futuro migliore per loro e per le loro famiglie.

Le vostre donazioni andranno al 100% per comprare materiali per il progetto, dato che noi volontari ci paghiamo di tasca nostra vitto e alloggio. I soldi verranno prelevati direttamente dai coordinatori del progetto. Esempi di materiali per cui verranno usate sono giochi per bambini, libri per la biblioteca, penne quaderni e materiali per le lezioni di inglese, materiali per le attività artistiche, sedie e banchi per la scuola, strumenti musicali….

 

 

My name is Bianca Miccione, I am 23 years old and I recently graduated in Economics. I decided to take this year off and in October I left for Northern Greece, to volunteer in Nea Kavala refugee camp. I stayed here until the end of December and I came back in April to work here for another 2 months.

The project I am currently working with is called “We Are Here Community Centre” (http://weareherecentre.org/) and is supported by IHA (Intereuropean Human Aid Association). We work six days a week full time in the Nea Kavala refugee camp, outside the city of Polykastro and close to the Macedonian border. The camp hosts around 500 people, who mostly come from Syria, Iraq, Congo, Pakistan, Afghanistan, Eritrea, Kuwait, and 25% of which are children…. Basically, we try to fill the educational and recreational gaps and we try to make the endless waiting and uncertainty more bearable.

Right now, inside the camp we provide English lessons for 4 different levels, we have a library with many books in Arabic, Farsi, Urdu, Kurdish, English, French… in which people from Nea Kavala can come and borrow books or study or just read something. We also have a space for children aged 0-3 (the age group which is not provided for by official camp actors). With them we paint, we discover new materials, we play in the den, we rest and pick up flowers. Moreover, we provide music and computer classes for adults and during the weekends, when children and teenager aren’t at school, we work with them through sport and art. Two times a week we have cinema nights for both adults and children and on Saturday evenings we have our music and dancing night, in which all the people from camp come to play their music and dance.

 We also have a space dedicated to women and this is where I work. The women’s space provides English lessons in the morning and recreational activities in the afternoon such as cinema, drama, choir, sewing, art, sport… The aim is to provide the women with a space outside their small containers in which they can feel welcome, comfortable and free to express themselves. In a camp in which many women travelled for so long, often by themselves or alone with their children, through terrible and unimaginable situations, a women’s space is truly important and is for them a cozy place in which they can come and drink a cup of tea while chatting. It is a place in which they can freely dance and meet other women from camp, help each other out. It is a place in which they can learn a new language and feel part of a community.

Nea Kavala is a place where people end up staying for a long time, often up to a year, or increasingly even longer, just waiting… They wait their turn to choose some clothes, they wait for the shower in the shared bathrooms. They wait to get an apartment, they wait for documents. They wait for the interviews that last for hours, in which they recall all the hell they had been through to get to Europe. They wait to know whether they will be able to see their sons again in Germany or their mothers in Sweden or they just wait to know that all they have faced wasn’t just to be sent back to the place they escaped from. They just wait and wait and wait and wait. And we try to alleviate all of this waiting.

On one wall of the women’s space, there is a sentence translated in many sentences: “We all move forward when we recognize how resilient and striking the women around us are” Rupi Kaur

During the months I have spent in Nea Kavala, I met wonderful human beings, always keen to offer me a cup of tea, or a meal or anything they have, even though it is not much. I met courious children keen to learn from us as much as they can; extremely sensitive and smart teenager, charismatic and loving women. I taught to men who always respected me and treated me with thankfulness. I met so many people that I won’t forget. And I mean it. Please, help all this incredible people, who are just trying to get a better future for themselves and for their families

100% of your donations will be used to purchase material for the project, as volunteers pay for their own food and accommodation. The money will be withdraw directly by the project coordinators. Examples of materials we will buy with this money: toys for children, books for the library, pens and notebooks and material for the English classes and the art classes. Chairs and tables for the school, musical instruments…

Donations (0)

  • Alessandro Gardino  
    • €10 
    • 11 mos
  • Manuels Cassara 
    • €100 
    • 16 mos
  • PAOLA GNOCCHI 
    • €150 
    • 16 mos
  • Manuele Sarfatti 
    • €50 
    • 16 mos
  • Alessandro Bordini 
    • €50 
    • 16 mos
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Organizer and beneficiary

Bianca Miccione 
Organizer
Milano, LM, Italy
Eliza Winnert 
Beneficiary
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