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L’opera
Titolo: Ultima Cena
Datazione: XVII secolo
Tecnica: olio su tela, forma ad arco ribassato
Dimensioni: base cm 431, altezza cm 164 (circa 6 mq)
Collocazione: Refettorio della Fondazione Conservatorio Santa Elisabetta di Barga (LU)
⚠️ Stato di conservazione
L’Ultima Cena si presenta oggi in condizioni fragili, segno del tempo e di restauri datati. L’opera aveva, infatti, subito tra gli anni Settanta e Ottanta del Novecento un intervento di foderatura 'alla romana', che prevedeva l’adesione di una seconda tela al retro mediante colla a base di farina e colle animali. Questo intervento, pur garantendo per decenni la stabilità della tela, ha però lasciato tracce visibili e non è più sufficiente a proteggere l’opera. La superficie pittorica appare compromessa in più punti:
- le vecchie vernici ossidate e ingiallite creano un velo scuro che uniforma i toni, appiattendo i volumi e rendendo difficile la lettura della scena;
- alcuni ritocchi pittorici del passato, oggi più scuri del colore originale, interrompono l’armonia cromatica del dipinto;
- si osservano diffuse crettature e sollevamenti della pellicola pittorica, soprattutto negli sfondi e nelle zone più fragili;
- la tela mostra lacune e abrasioni, concentrate lungo i bordi, con un piccolo buco e un taglio sommariamente risanato nella parte inferiore;
- la presenza di strati di nerofumo e patine depositatisi nei secoli accentua l’offuscamento generale;
- il telaio, risalente probabilmente agli anni ’80, non è stato ancora ispezionato ma potrebbe rivelarsi insufficiente a garantire la corretta tensione della tela.
️⏱ Interventi previsti
Il restauro sarà articolato in due fasi principali: conservativa ed estetica, entrambe necessarie per restituire stabilità e leggibilità all’opera.
I. Fase conservativa
Si partirà da un’analisi preliminare del supporto e dei materiali per valutare l’acidità del tessuto originale. Seguiranno:
- la rimozione della vecchia foderatura e dei residui di colla;
- la deacidificazione del tessuto originale con trattamenti specifici;
- il consolidamento degli strati pittorici mediante sistema a sottovuoto e lampada a infrarossi, che consentirà di riaderire il colore alla tela e rafforzarne la trama;
- il risanamento di strappi e fori con la delicata tecnica del 'filo a filo';
- la revisione o sostituzione del telaio, a seconda delle condizioni riscontrate;
- l’applicazione di una cornice protettiva semplice lungo i bordi per salvaguardare l’opera.
II. Fase estetica
Dopo aver garantito la stabilità della struttura, si procederà al recupero visivo dell’immagine:
- una pulitura accurata eliminerà le vernici ossidate, il nerofumo e le patine, restituendo trasparenza ai colori originali;
- le lacune verranno stuccate con gesso di Bologna e colla di pelli, lavorate con luce radente per uniformarsi alla superficie originale;
- seguirà un’integrazione pittorica selettiva, applicata a velature per distinguere il nuovo dall’antico ma ricomporre l’unità della scena;
- infine, una verniciatura calibrata donerà protezione e luminosità, rispettando le tonalità originarie dell’opera.
⤷ Un appello alla comunità
Restaurare l’Ultima Cena significa non solo preservare un’opera d’arte, ma anche ridare vita a una pagina della storia di Barga e del suo Conservatorio. Ogni contributo, piccolo o grande, diventa parte di un gesto collettivo: riportare luce, colore e dignità a un dipinto che appartiene a tutti noi.
Aiutaci a salvare l’Ultima Cena. Insieme possiamo ridarle futuro!
A testimonianza di questo impegno condiviso, i nomi dei sostenitori saranno riportati su una targa, come segno duraturo di gratitudine e memoria per chi avrà contribuito a salvare l’Ultima Cena.

