Fateli scendere #SeaWatch

Aggiornamento 26/6/19

Non so se faccia più orrore un Ministro dell’Interno che minaccia di schierare le forze dell’ordine contro 43 persone che teneva bloccate in mare da due settimane, assumendosi il rischio di un incidente, oppure Giorgia Meloni che twitta “e ora affondiamo la nave!” senza scrivere se con o senza le persone a bordo, o ancora Di Maio, che per celare il fatto di essere corresponsabili di questo schifo abbaia contro l’Europa che “deve cambiare Dublino”.

Seriamente?

Quando abbiamo votato al Parlamento europeo la riforma di Dublino, che cancellerebbe il criterio del primo paese di accesso in favore di un meccanismo di ricollocamento che obblighi tutti gli Stati europei a far la propria parte sull’accoglienza, il M5S ha votato CONTRO, insieme ai deputati di Orban. E per un anno siete stati al governo senza mai intervenire al Consiglio per mettere sul tavolo dei governi europei quella stessa riforma. Potreste cominciare. #SeaWatch #Lampedusa #fateliscendere

Alcuni mesi fa abbiamo lanciato questa raccolta fondi per la Seawatch in un periodo in cui i riflettori si erano spenti. Oggi, di fronte all’enormità di quel che succede, ne hanno ancora più bisogno. I fondi raccolti su questa pagina vanno già direttamente a SeaWatch. Vi chiedo di tornare a sostenerli e condividere questa campagna.


* * *

[English,
Italian, German, French, Spanish, Portuguese below]

ENGLISH

On the 19th of January the Sea-Watch 3 rescued 47 people from an inflatable vessel during a heavy storm in the Mediterranean. 8 of them were unaccompanied minors. Instead of immediately providing a safe harbour and shelter from the storm, according to International law, the Sea-Watch 3 and its passengers were kept hostage at sea for 12 days. 12 days without sufficient medical, food and water supplies. It had already happened for 20 days between Christmas and New Year’s Eve to 49 people previously saved by Sea-Watch 3 and SeaEye. Currently, Dutch Authorities after an inspection on Sea-Watch 3, are requesting to Italian authorities to prevent the vessel from leaving Catania’s Harbour.

The United Nations named criminalisation of sea rescue as the reason for a record death rate at sea.  And Sea-Watch3 is one of the very few search and rescue boat left in the mediterranean at the moment.

Denying people their fundamental rights by keeping them hostage at sea is unacceptable and should never happen again. The European governments are not only letting people drown, they are actively hindering those willing to help. This deadly policy must be ended now, we don’t have the time to wait for European leaders carrying out their conflicts on the back of people in need. Instead of keeping people hostage at sea until they find ad hoc relocation agreements, we urgently need a structural solution to reaffirm the principles of solidarity and equal sharing of responsibilities on asylum, enshrined in the European Treaties, and it can only be the reform of the Dublin regulation as already approved by a large majority in the European Parliament .

This campaign wants to represent an open and safe harbour for those people fleeing wars, calamities, hunger. That safe and open harbour which European countries are not yet providing

Sea-Watch is a non-profit organization that conducts civil search and rescue operations in the Central Mediterranean Sea. In the presence of the humanitarian crisis, Sea-Watch provides emergency relief capacities, demands and pushes for rescue operations by the European institutions and stands up publicly for safe and legal routes to migration and to address the  root causes of migration. Sea-Watch acts while a political solution in the sense of a #SafePassage is not on the horizon. 

All donations will go directly to Sea-Watch to support their work.

ITALIAN

Il 19 gennaio la Sea-Watch3 ha soccorso 47 persone da un gommone durante una forte tempesta nel Mediterraneo. Tra le persone soccorse, otto erano minori non accompagnati.

Invece di avere il permesso di approdare in un porto sicuro al riparo dalla tempesta secondo le leggi internazionali, la Sea-Watch3 e i suoi passeggeri sono stati tenuti in ostaggio in mare per 12 giorni. 12 giorni senza sufficienti forniture mediche, alimentari e idriche. Era già successo per 20 giorni tra Natale e Capodanno a 49 persone precedentemente salvate da Sea-Watch3 e SeaEye. E le autorità olandesi hanno appena richiesto a quelle italiane, in seguito all’ispezione condotta a bordo della nave, di impedire che la Sea-Watch 3 lasci il porto di Catania per tornare ad operare. 

Le Nazioni Unite hanno definito la criminalizzazione del soccorso in mare come la ragione del tasso di mortalità record in mare. E la  Sea-Watch3 è una delle pochissime navi di ricerca e soccorso rimaste nel mar mediterraneo.

Negare alle persone i loro diritti fondamentali, tenendoli in ostaggio in mare, è inaccettabile e non dovrebbe mai più ripetersi. I governi europei non solo lasciano affogare le persone, ma ostacolano attivamente coloro che sono disposti ad aiutare. Questa politica di morte deve concludersi ora, non abbiamo il tempo di aspettare che i leader europei la smettano di bisticciare sulle spalle delle persone bisognose. Invece di tenere in ostaggio le persone in mare fino a quando non si trovano accordi di ricollocazione ad hoc, abbiamo urgente bisogno di una soluzione strutturale per riaffermare i principi di solidarietà e di equa ripartizione delle responsabilità in materia di asilo. La riaffermazione del diritto all’asilo, sancito dai trattati europei, e una soluzione strutturale al problema, può essere solo la riforma del Regolamento di Dublino, come già deliberato da una larga maggioranza del Parlamento europeo.

Questa campagna vuole rappresentare un porto aperto e sicuro per quelle persone in fuga da guerre, calamità, fame. Quel porto sicuro e aperto che i paesi europei non stanno ancora fornendo.

Sea-Watch è un'organizzazione senza scopo di lucro che conduce operazioni di ricerca e soccorso nel Mar Mediterraneo. In presenza di una crisi umanitaria, Sea-Watch fornisce le capacità di soccorso di emergenza, mentre si schiera pubblicamente per l’apertura di vie legali e sicure alla migrazione, per l’effettuazione delle operazioni di salvataggio da parte delle istituzioni europee e per un approccio sistemico alle cause profonde della migrazione. Sea-Watch insomma agisce mentre una soluzione politica all’emergenza non è ancora all'orizzonte.

Tutte le donazioni andranno direttamente a Sea-Watch per sostenere le loro operazioni.

GERMAN

Am 19. Januar rettete die Sea-Watch3 während eines schweren Sturms 47 Menschen aus einem Schlauchboot im Mittelmeer. Darunter acht unbegleitete Minderjährige. Anstatt der Sea-Watch3 und ihren Passagieren, nach internationalem Recht, einen sicheren Hafen und Schutz vor dem Sturm zu bieten, wurden sie 12 Tage lang als Geiseln auf See gehalten. 12 Tage ohne ausreichende medizinische, Nahrungs- und Wasserversorgung. Zwischen Weihnachten und Silvester gab es einen ähnlichen Fall mit 49 Personen, die zuvor von der Sea-Watch3 und der SeaEye gerettet wurden.

Die Vereinten Nationen sieht die Kriminalisierung der Seenotrettung als Grund für die Rekordhöhe in der Sterberate auf See. 

Menschen ihre Grundrechte zu verweigern, indem als Geiseln auf See gehalten werden, ist inakzeptabel und darf nie wieder vorkommen. Die Regierungen Europas lassen Menschen nicht nur ertrinken, sie behindern auch aktiv diejenigen, die helfen wollen. Diese tödliche Politik muss sofort beendet werden, wir haben keine Zeit um auf die europäischen Regierungen zu warten, die ihre Konflikte auf dem Rücken von Menschen in Not austragen.

Statt Geiseln auf See zu halten, bis Ad-hoc-Vereinbarungen getroffen werden, brauchen wir dringend eine strukturelle Lösung, um die in den Europäischen Verträgen verankerten Grundsätze der Solidarität und der gleichberechtigten Verteilung der Asyl-Verantwortung zu bekräftigen. Das kann nur eine Reform der Dublin-Verordnung sein, wie sie bereits von einer großen Mehrheit im Europäischen Parlament angenommen wurde.

Diese Kampagne will einen offenen und sicheren Hafen für diejenigen Menschen sein, die vor Kriegen, Katastrophen und Hunger fliehen. Der sichere und offene Hafen, den Europa noch nicht bietet.

Sea-Watch e.V. ist eine gemeinnützige Initiative, die sich der zivilen Seenotrettung von Flüchtenden verschrieben hat. Angesichts der humanitären Katastrophe leistet Sea-Watch Nothilfe, fordert und forciert gleichzeitig die Rettung durch die zuständigen europäischen Institutionen und steht öffentlich für legale Fluchtwege ein. Sea-Watch handelt, solange eine politische Lösung im Sinne einer #SafePassage nicht in Sicht ist.

Alle Spenden gehen an Sea-Watch, um ihre Arbeit zu unterstützen.

FRENCH

Je ne sais pas ce qui est le plus horrible : un Ministre de l'Intérieur qui menace d'envoyer les forces de l'ordre contre 43 personnes coincées en mer depuis 2 semaines, prenant le risque d'un accident. Ou le tweet de Giorgia Meloni "e ora affondiamo la nave" (et maintenant, coulons le bateau), sans préciser si elle souhaitait débarquer ces personnes avant. Ou encore Di Maio, oubliant qu'il est co-responsable de cette situation, clamant à l'Europe qu'"il faut changer Dublin".

Sérieusement ?

Lors du vote au Parlement européen sur la réforme de Dublin, qui visait à annuler le critère du pays d'arrivée, obligeant tous les États européens à prendre leur responsabilité en matière d'accueil, le M5S a voté contre, au côté des députés d'Orban. Et depuis un an, vous êtes au gouvernement sans pousser le Conseil pour que cette réforme soit présentée à la table des gouvernements européens. Il serait temps de commencer.
#SeaWatch #Lampedusa #fateliscendere

Il y a quelques mois, nous avons lancé cette collecte de fonds pour SeaWatch, à un moment où l'ONG était déjà sous les feux des projecteurs. Aujourd'hui, fasse à cette situation insoutenable, ils en ont plus que jamais besoin. Les fonds collectés seront directement envoyés à SeaWatch. Je vous demande de soutenir et de partager cette campagne.

Merci encore
____

Le 19 janvier, le Sea-Watch 3 a sauvé 47 personnes d'un naufrage certain en Méditerranée. Huit d'entre eux étaient des mineurs isolés.

Contre toutes les règles du droit international, le Sea-watch 3 et ses passagers n'ont pas pu accoster et se mettre à l'abris de la tempête qui frappait en mer. Ce calvaire a duré 12 jours. 12 jours avec des quantité insuffisante d'eau, de nourriture et de médicaments. Cette situation s'était malheureusement déjà produite entre Noël et le jour de l'an ; 49 personnes sauvées par le Sea-watch et le SeaEye avaient dû attendre 20 jours en mer, dans des conditions similaires. Après une inspection sur le Sea-Watch 3, les autorités allemandes demandent aux autorités italiennes d'empêcher le navire de quitter le port de Catane.

Les Nations Unies ont clairement déclaré que la criminalisation du sauvetage en mer était l'une des raisons principales du grand nombre de morts en mer.

Refuser leurs droits fondamentaux aux réfugiés en les retenant en otage en mer ne devrait plus se produire. Les gouvernements européens laissent non seulement des personnes se noyer, mais ils empêchent les sauveteurs d'aider. Cette politique devrait cesser dès à présent. Nous n'avons plus le temps d'attendre. Nous devons trouver entre autres des accords ad hoc de relocalisation de ces personnes, ainsi que des solutions structurelles pour réaffirmer nos principes de solidarité, partager les responsabilité sur les demandes d'asile. Tout ceci ne sera possible qu'à partir d'une modification du règlement de Dublin, déjà approuvée par une large majorité du Parlement Européen.

Cette campagne représente un port paisible et sécurisé pour toutes ces personnes fuyant la guerre, la faim et d'autres calamités. Un port paisible et sécurisé que les pays européens n’offrent pas encore.

Sea-Watch est une organisation à but non-lucratif qui conduit des opérations de recherches et de sauvetage en Méditerranée centrale. Lors d'une crise humanitaire, Sea-Watch apporte son secours direct, appelle les institutions européennes à engager des opérations de sauvetage et se positionne publiquement pour légaliser et sécuriser les flux migratoires afin de traiter les sources de ces migrations. Sea-Watch agit dans un contexte de crise où une solution politique de la question migratoire semble bloquée.

Tous les dons iront directement à Sea-Watch pour soutenir leur travail.

SPANISH

Actualizacion 27 junio 2019

No sé qué es más horrible, si un ministro del Interior, Matteo Salvini, que amenaza con desplegar a la policía contra 43 personas atrapadas en el mar durante dos semanas, responsabilizándose del riesgo de un accidente; la actitud de la política Giorgia Meloni al twittear: "y ahora hundimos el barco!”, sin especificar si con, o sin las personas que se encuentran abordo; o la postura del ministro de Trabajo y Desarrollo Económico, Luigi di Maio, que con tal de evadir el hecho de que es también co-responsable de esta vergüenza, ladra contra Europa aludiendo que "es ella quien debe cambiar el Convenio de Dublín".

¿En serio? Cuando votamos en el Parlamento Europeo la reforma del Convenio de Dublín a través de la cual se eliminaría el criterio del primer país de acceso a favor de un mecanismo de reubicación que obligase a todos los estados europeos a hacer su parte en la acogida de personas, el M5S votó EN CONTRA, junto con los diputados del partido húngaro de Viktor Orbán. Además de haber estado en el gobierno durante un año sin intervenir nunca en el Consejo para debatir sobre esa misma reforma con los gobiernos europeos. Podríais haber empezado. #SeaWatch #Lampedusa #fateliscendere

Hace unos meses, cuando SeaWatch no era noticia, lanzamos esta recaudación de fondos. Hoy, ante la enormidad de lo que sucede, la ONG necesita los fondos más que nunca. El dinero recaudado va, desde que se creó el crowdfunding, directamente a SeaWatch.

Os pido una vez más, que volváis a apoyarlos y que compartáis en las redes la campaña.

Gracias de nuevo
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El 19 de enero, el barco Sea-Watch 3 rescató durante una fuerte tormenta en el Mediterráneo a 47 personas, 8 de ellos menores no acompañados, que se encontraban a la deriva a bordo de una barca inflable. En lugar de proporcionarles un refugio seguro para cobijarse de la tormenta llevándolos a puerto, de acuerdo con la ley internacional, el Sea-Watch 3 y sus pasajeros fueron retenidos en el mar durante 12 días. Un largo periodo de tiempo con el que no contaban, por lo que el barco se quedó sin alimentos suficientes, sin reservas de agua y sin suministro médico. No es la primera vez que ocurre algo similar, entre Navidad y fin de año, Sea-Watch 3 junto con SeaEye tuvieron que asistir a otras 49 personas rescatadas en el mar y retenidas durante 20 días.

La criminalización de los rescates en las aguas ha sido considerada por Naciones Unidas como la causa directa de la tasa récord de muertes en el mar. Retener a personas en el mar es inaceptable y nunca más debería volver a ocurrir. Los gobiernos europeos no solo están dejando que las personas se ahoguen, sino que también están obstaculizando activamente a quienes están dispuestos a ayudar. Esta política mortal debe terminar ahora, no tenemos tiempo para esperar a que los líderes europeos antepongan los conflictos a las personas que piden ayuda.

Necesitamos con urgencia una solución estructural para reafirmar los principios de solidaridad y el igual reparto de responsabilidades en materia de asilo, en lugar de mantener a las personas como rehenes en el mar hasta que se encuentren convenios de reubicación ad hoc. Necesitamos con urgencia una solución estructural para reafirmar los principios de solidaridad e igual reparto de responsabilidades en materia de asilo, consagrados en los Tratados europeos, y solo puede ser la reforma de la Convención de Dublín ya aprobado por una gran mayoría en el Parlamento Europeo. 

Esta campaña quiere, precisamente, representar un puerto abierto y seguro para las personas que huyen de las guerras, las calamidades y el hambre. Ese puerto que los países europeos no han estado a la altura de proporcionar.

Sea-Watch es una organización sin ánimo de lucro, que lleva a cabo operaciones de búsqueda y rescate civil en el Mediterráneo Central. Ante la crisis humanitaria actual, Sea-Watch proporciona ayuda de emergencia, exige y promueve las operaciones de rescate de las instituciones europeas, defiende públicamente las rutas seguras y legales y aborda las causas fundamentales de las migraciones. Dicha organización seguirá actuando mientras no se ofrezcan por parte de los gobiernos garantías políticas que luchen a favor de  #SafePassage.

Todas las donaciones irán directamente a Sea-Watch para apoyar su trabajo.

PORTUGUESE

A 19 de janeiro o Sea Watch 3 resgatou 47 pessoas de um navio insuflável que se deparou uma forte tempestade no mar Mediterrâneo. Oito destas pessoas eram menores desacompanhados. Ao invés de se lhe ter concedido imediatamente um porto seguro e um abrigo face à tempestade, de acordo com a lei internacional, o Sea Watch 3 e os seus passageiros foram mantidos como reféns no mar por 12 dias sem medicamentos, alimentos, nem água em quantidades suficientes para todas essas pessoas. O mesmo já havia acontecido 20 dias entre o Natal e a véspera de ano novo para 49 pessoas previamente salvas pelo Sea Watch 3 e pela Sea Eye. Atualmente, as autoridades holandesas, após uma inspeção na Sea Watch 3, estão a solicitar às autoridades italianas que evitem que a embarcação saia do porto de Catania.

As Nações Unidas têm indicado que a criminalização das operações de resgate no mar constituiu uma das razões para que a taxa de mortalidade no mar tenha atingido um recorde. E o Sea Watch 3 é um dos poucos navios de busca e salvamento autorizados, de momento, a no mar Mediterrâneo.

Negar às pessoas os seus direitos fundamentais, mantendo-as como reféns no mar, é inaceitável e não deveria jamais acontecer. Os governos europeus não estão apenas a deixar que pessoas se afoguem - estão ativamente a impedir que todos os que estão dispostos a ajudar consigam fazê-lo. Tem de ser posto cobro a esta política assassina: não temos tempo para esperar que a falta de um acordo por parte dos líderes europeus continue a afetar os que mais necessitam de ajuda. Ao invés de manter as pessoas como reféns no mar até se encontrarem acordos de recolocação numa lógica ad hoc, urge uma solução estrutural para reafirmar os princípios da solidariedade e da partilha justa de responsabilidades em matéria de asilo, consagrados nos tratados europeus, e tal como preconizado pela reforma do Regulamento de Dublin, como já foi aprovado por uma larga maioria no Parlamento Europeu.

Esta campanha quer representar um porto aberto e seguro para as pessoas que fogem de guerras, de calamidades e à fome: o mesmo porto seguro e aberto que os países europeus se têm recusado a conceder.

A Sea Watch é uma organização sem fins lucrativos que realiza operações de busca e salvamento civis no Mar Mediterrâneo Central. Na presença da crise humanitária, a Sea Watch fornece capacidades de socorro de emergência, exige e impulsiona as operações de resgate pelas instituições europeias e pugna publicamente pela criação de rotas seguras e legais para a migração e para lidar com as causas profundas da migração. O Sea Watch atua enquanto uma solução política, no sentido de um #PassagemSegura ,não estiver no horizonte.

Todas as doações vão diretamente para o Sea Watch no sentido de apoiar seu trabalho.

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Elly Schlein 
Organizer
Roma, LZ, Italy
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