Marco aveva un progetto. I nostri figli.

Licet Paola, Robinson, Uver: la nostra ragione di vita, la avventura più bella. Per loro vi chiediamo di aiutarci, ora 
che Marco non c’è più. Per poter continuare verso un futuro diverso dal passato dal quale suo padre ed io li avevamo messi in salvo. 

Quasi venti anni fa conobbi Marco, nemmeno un anno dopo eravamo sposati, io 12 anni più di lui, lui un carattere buono, generoso, altruista, speciale. Ci sposammo, con convinzione, pur consapevoli che mai, assieme, avremmo potuto generare dei figli. Ma la cosa per noi non aveva importanza. Eravamo noi, ci bastava. Fino a quando non ci innamorammo di qualcosa al di fuori del nostro personale amarci: l'idea di adottare dei figli. La cosa per noi divenne il desiderio più naturale del mondo trasformato immediatamente in progetto: di vita, di traguardi, di condivisione.

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Andammo a prendere i nostri tre bambini a Medellìn, in Colombia. Una femmina di quasi 11 anni, due maschi di 9 e di 6. Erano i nostri figli, i nostri come li avessimo partoriti col nostro sangue e il nostro dna. 
Da allora cominciò una vita totalmente diversa. Bellissima e piena di difficoltà, naturalmente. Marco ed io eravamo però  due marinai attenti, sempre, l'uno all'altra e la priorità è sempre stata tenere il nostro carico al sicuro. Con gli anni siamo diventati,  eravamo, SIAMO, una famiglia bella, forte; una famiglia completa. Un bel team, diceva Marco.
Fino a pochi giorni fa, quando lui ci è stato strappato, all'improvviso, straziando le carni di quel corpo che assieme eravamo.
Adesso siamo soli, quella solitudine generata dal vuoto d'affetto e di amore, di presenza quotidiana, dei piccoli gesti che dobbiamo affrontare e superare.

Inoltre, le difficoltà economiche sono molte. Marco ed io avevamo una stretta divisione dei ruoli: io mi occupavo dei figli, del loro inserimento quotidiano, del loro abbandono che li aveva resi fragili, incerti e privi di un adattamento sufficiente. Lui lavorava, ci garantiva il necessario per vivere tutti con dignità e sicurezza. Era presente e protettivo, ma questo ci è venuto a mancare, all'improvviso.


E cosi, eccoci qui a chiedere. Chiedo perché è per i miei figli, perché a 63 anni quali sono i miei, ora, non so che lavoro riuscirò a trovare. Chiedo perché il nostro progetto, quando adottammo questi tre fratellini colombiani, era un progetto a 5; ora occorre diventi il progetto di tante persone di cuore.  Abbiamo bisogno di tutta la solidarietà possibile perché i nostri figli, che avevano appena accettato l'idea che il mondo tutto sommato, dopo una infanzia non vissuta, dopo aver subito soprusi, dopo avere vissuto la ferita cocente dell'abbandono, era un bel luogo per vivere, continuino a crederlo, a poter studiare, a poter sentire attorno a sé quella serenità che in questi 10 anni siamo riusciti a dar loro.

Marco era un padre incredibile, capace di amare incondizionatamente, di appassionarsi alle cose e di aiutare, sempre. Creativo ed estremamente pratico allo stesso tempo, in grado di 'disegnare' e portare avanti dei bellissimi progetti, non solo per sé, ma soprattutto per altri. Questa iniziativa nasce proprio dalla necessità di portare avanti quello che Marco vorrebbe, quello che rappresenta il suo desiderio più grande e che purtroppo per lui si è interrotto a soli 51 anni.

Marco era amato e stimato da tanti, ed in virtù di questo vi chiedo di aiutarci a portare avanti il suo ed il nostro progetto di vita, permettere ai nostri figli di continuare a crescere sereni, alimentando i loro sogni.

Marco vorrebbe questo, e ringrazio tutti coloro che vogliono aiutarci a realizzarlo.

Grazie di cuore,

Giuliana

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I met Marco almost 20 years ago. We got married after less than a year. I was 12 years older than him. He was good, giving and selfless, a special person. We got married in full confidence, although we knew full well that we would never be able to have children together. But this for us was not important. There was the two of us, and that was enough. Until we fell in love with something outside of our loving each other: the idea of adopting. The most natural desire then became for us a project involving our whole life, our goals, our sharing.

We went to pick up our three children in Medellin, Colombia. A girl almost 11 years old, two boys, one 9, the other 6 years old. Our children, the same as if we had borne them with our blood and our dna. From then on a totally different life started, wonderful and obviously full of difficulties. Marco and I were two sailors devoted to each other and with one priority, to keep our load safe. Throughout the years we became, we were, we are a beautiful, strog family. A complete family. A good team, like Marco used to say. Until a few days ago, when Marco was suddenly torn away from the single body we had become.

Now we are alone, of that loneliness which stems from the failing of the affection and the love, of the daily presence, of the little gestures, that loneliness that we now have to face and overcome.

Furthermore, there is the economic hardship. Marco and I had a strict separation of roles : I took care of the children, of their daily life, of (the consequences of) their earlier abandonment which had made them fragile, unsure and insufficiently adjusted. He worked and provided for us what we all needed to live with dignity and security. He was present and protective, but all this went missing all of a sudden.. .

And so here we are, asking for help. I ask because it's for my children, because at 63 years of age I don't know what kind of work I'll be able to find, I am asking because our project, when we adopted these three Colombian siblings, was a 5-people project.

Now it must become the project of many good-hearted people. We need all possible solidarity so that our children may keep believing that the world is after all a good place to live in, in spite of a childhood they never had, in spite of the abuse, in spite of being abandoned. So that they can go to school with the serenity that we could provide for them in these 10 years..

Marco was an incredible father, capable of loving unconditionally, of enthusiasm, and always ready to help. He was creative and at the same time extremely practical, capable to design and implement beautiful projects, not so much for himself, but for everybody else. This fundraising drive arises from the need to carry on with what Marco would want, with what represents his greatest desire and unfortunately ended for his when he was merely 51 years old.

Marco was loved and thought highly of by many people, and it is with this in mind that I ask you to help us continue his and our life project, and to allow our children to keep growing up peacefully, keeping their dreams alive. Marco would want this, and I thank all those who want to help us realize it. With heartfelt thanks. Giuliana.

Donations (0)

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    • 22 hrs
  • Anonymous 
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    • 1 d
  • Concetta Titti Contini 
    • €100 
    • 1 d

Fundraising team: Team di raccolta fondi (3)

Giuliana Brega Rosini 
Organizer
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Pietralacroce, MH, Italy
Licet Paolucci 
Beneficiary
Lucia Synthesizer Guidi 
Team member
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