Mostra su don Renzo Rossi

ARCTON  è un’associazione onlus che custodisce, ordina e inventaria gli archivi di eminenti figure del mondo cattolico fiorentino e toscano del Novecento (ricordiamo tra le altre Gian Paolo Meucci, don Danilo Cubattoli, don Renzo Rossi ed Ettore Bernabei). I soci sono prevalentemente gli eredi di tali figure, che hanno concesso in deposito gli archivi dei loro familiari perché possano essere  messi a disposizione di studiosi e interessati.

Per il 2021 ARCTON organizza una mostra dedicata all’ingente patrimonio fotografico presente nel fondo di don Renzo Rossi, la cui eccezionale personalità lo rese punto di riferimento di una grande parte di coloro che operarono nella seconda metà del secolo scorso.

Nato a Firenze il 31 agosto 1925 Renzo Rossi entra nel collegio Eugeniano ( istituzione fiorentina fondata nel XV secolo per l'istruzione dei chierici) nel 1936. Dal 1944 al 1948 studia teologia al Seminario maggiore e l’11 luglio 1948 viene ordinato sacerdote. 
Nel periodo successivo, dal ’48 al ’53, don Rossi è impegnato a svolgere attività pastorale nelle parrocchie periferiche della diocesi fiorentina: nell’agosto del 1948 è a Montelupo come curato, a dicembre del 1949 a San Gervasio come cappellano, da giugno a dicembre 1950 di nuovo cappellano a Montelupo, dal gennaio 1951 al luglio 1952 cappellano a Brozzi e dall'agosto del 1952 ad aprile 1954 a Vicchio del Mugello. In questi anni inizia anche l’esperienza di assistente agli operai del Gas di Rifredi e agli operai delle officine delle Ferrovie di Porta a Prato. Nel 1965, al momento della partenza come missionario in Brasile, lascia la guida della parrocchia di Porto di Mezzo, a Lastra a Signa, dove era approdato dopo cinque anni di sacerdozio a Rifredi (1955-1960).
Parte per l’America Latina insieme a don Paolo Tonucci il 19 ottobre 1965 e il 4 novembre giunge a Salvador, presso la parrocchia di Nazaré das Farinhas. Il 6 gennaio 1966 si stabilisce con don Tonucci nella parrocchia di Nostra Signora di Guadalupe, in un poverissimo quartiere dove la gente vive in case fatte di terra impastata sorrette da tralicci di bastoni. Lì, povero tra i poveri, inizia a condividere i principi della teoria della liberazione ed intraprende l’esperienza delle comunità ecclesiali di base.
Nel 1970 riesce ad avere il permesso di entrare nel penitenziario di Tiradentes per far visita a frate Giorgio Callegari, che conosce e del quale vuol portare notizie ai famigliari. È in quell'occasione che Renzo Rossi conosce la realtà delle carceri brasiliane e delle condizioni disumane dei prigionieri politici, sottoposti a feroci torture. Nel 1975 ha inizio la sua nuova e piena esperienza di condivisione delle sorti dei detenuti politici, quando, dopo aver superato mille ostacoli, riesce a far visita al suo amico Benjamin Ferreira de Souza, arrestato e rinchiuso nel penitenziario di Lamos de Brito. Da allora l’impegno con i detenuti politici è continuo e tenace, divenendo anche loro intermediario in Europa, dove si adopera per ottenere un’amnistia generale. 
Il 28 gennaio 1989,  richiamato a Firenze dal cardinale Piovanelli, Renzo Rossi lascia il Brasile per fare ritorno a Firenze. Torna ancora diverse volte in America Latina, ma dal 1997 rientra definitivamente in Italia per motivi di salute. Gli ultimi decenni della vita li trascorre alternando a brevi soste fiorentine lunghi soggiorni all'estero, sempre in paesi poveri delle periferie del mondo come Africa e India.
Subito dopo la sua scomparsa, il 25 marzo 2013, la Soprintendenza Archivistica della Toscana mette in sicurezza l'enorme complesso archivistico conservato presso l’abitazione del sacerdote, prendendo accordi con i familiari per il deposito presso ARCTON e sottoponendo tale patrimonio culturale alla tutela dello Stato attraverso la dichiarazione di interesse storico.

Il progetto espositivo di ARCTON, che si realizzerà nei locali dell'Archivio Storico del Comune di Firenze, ha per titolo “30 anni di vita fiorentina nell'archivio di don Renzo Rossi” ed esporrà le foto conservate dal sacerdote dagli anni del seminario (1945-1947) al momento della sua partenza per il Brasile (1965).

L’evento permetterà di proporre un percorso attraverso anni di straordinario fervore da parte della comunità dei cattolici fiorentini e costituirà un importante momento di approfondimento e riflessione su un periodo di grande rilevanza per i contributi che tanti esponenti, cattolici e laici, hanno dato all'intero cattolicesimo toscano.

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