DOVE HAI PRESO IL TUO COLTAN?

Il dispositivo che stai utilizzando per leggere questo messaggio contiene componenti alla cui base sta il COLTAN, un minerale estratto principalmente nella Repubblica Democratica del Congo, commettendo gravi violazioni dei diritti umani.
In pochi conoscono il Coltan nonostante sia alla base dei nostri telefoni e dei chip dei computer, oggetti per cui saremmo disposti a vendere cara la pelle. Ma c'è chi veramente perde la vita per dare noi la possibilità di fare chiamate o mandare messaggi: uomini, donne e bambini costretti a lavorare in condizioni disumane nei giacimenti del Nord Kivu, sottoposte al controllo di bande armate che alimentano la guerra nel territorio per il controllo di un così grande tesoro. Un bene prezioso per le industrie produttrici di componenti elettronici dalle quali acquistiamo i nostri dispositivi alimentando indirettamente questo ciclo.
Siamo Safari Njema e Mediterraneo siamo noi, due associazioni attive nel territorio empolese (in provincia di Firenze). Gli obiettivi per cui ci battiamo sono l'inclusione, la lotta alla marginalità e la costruzione di una visione critica, cercando di migliorare la nostra realtà territoriale e di smuovere le coscienze sulle problematiche politiche e sociali della nostra contemporaneità.
Perchè ci siamo interessati proprio alla Repubblica Democratica del Congo? In seguito all'attentato al convoglio di Luca Attanasio (ambasciatore italiano nel luogo), ucciso Il 22 febbraio 2021 insieme al carabiniere Vittorio Iacovacci e all'autista Mustapha Milambo, abbiamo sentito il dovere di conoscere le ragioni che hanno provocato la loro morte. Attanasio si batteva tutti i giorni per ristabilire l'umanità in un paese dimenticato e sfruttato, contribuendo alla realizzazione di importanti progetti umanitari e distinguendosi per l’altruismo, la dedizione e lo spirito di servizio a sostegno delle persone in difficoltà. Le sfide che Attanasio affrontava ogni giorno hanno iniziato a fare eco nelle nostre coscienze purtroppo solo dopo la sua morte. Abbiamo così organizzato un incontro on-line con testimonianze di missionari italiani ed attivisti congolesi immigrati in Italia.
Da questa iniziativa, cogliendo le proposte di alcuni relatori, le nostre associazioni si sono focalizzate sulla realizzazione di un progetto che potesse trasformare il dissenso e la condanna, frutto dell'informazione diretta sullo sfruttamento e le violazioni perpetrate in Congo, in qualcosa di concreto.
Il titolo del nostro progetto è "Dove hai preso il tuo coltan?" e siamo qui per spiegarvi la sua articolazione. Verrà tracciato un itinerario ideale tra Empoli e Bruxelles, che sarà organizzato in varie tappe, una ogni 100 km. Si tratterà di una vera e propria staffetta, in ogni tappa della quale abbiamo coinvolto associazioni locali, affini ai nostri valori che, con la nostra supervisione, si occuperanno di organizzare degli eventi volti alla sensibilizzazione della società civile sulla tratta dei minerali di conflitto e sul consumo critico. Attraverso questi eventi faremo informazione, daremo voce a chi ha vissuto sulla propria pelle le tragedie che avvengono in Congo, raccoglieremo firme per la nostra petizione (https://chng.it/QFskwbsF), per arrivare a Bruxelles e dare origine ad un vero cambiamento che possa mettere fine al danno sociale ed ambientale che la tratta dei minerali genera, per non far più morire chi è schiavo per il benessere dell'occidente. La nostra voce non rimarrà inascoltata. A Bruxelles abbiamo il sostegno di parlamentari europei che si faranno rappresentanti della nostra richiesta: la modifica del regolamento europeo 2017/821 che non assicura sanzioni forti o l’adeguata trasparenza in materia.
Ognuno di noi, come consumatore, ha una forza immensa per il cambiamento, ma solo se condivide con gli altri i principi di sostenibilità e rispetto dei diritti umani, in quanto vittime in prima persona del consumo irresponsabile.
Il percorso sarà articolato nelle seguenti tappe: Empoli, Barberino, Bologna, Carpi, Verona, Brescia, Milano, Ginevra, Strasburgo, Aquisgrana e Bruxelles. In ognuna di queste città saranno organizzati degli eventi di sensibilizzazione che coinvolgeranno esperti, formatori e migranti. Per giungere a più persone possibile, e cercare di realizzare l'obiettivo che ci siamo prefissati, sarà inoltre necessario il lavoro di divulgatori e giornalisti. Lo scopo di questa raccolta fondi è proprio quella di trovare i soldi per rimborsare queste figure e far fronte all'organizzazione dell'intero progetto.
Firma la nostra petizione, aiutaci economicamente, sostieni la nostra staffetta fino a Bruxelles.
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Empoli, Metropolitan City of Florence